NBA Weekly: tre squadre in testa alla NBA con 46-16, favoloso Ariza e manciata di career-high

PARTITA DELLA SETTIMANA: SAN ANTONIO SPURS-MIAMI HEAT 111-87, 6 MARZO

Più avanti affronteremo la questione delle maniche corte sollevata da LeBron James. Quello che è certo è che il numero 6 degli Heat non ha saputo battere la marcatura congiunta di Kawhi Leonard e Boris Diaw e ha disputato una prestazione sottotono da 19 punti, 8 rimbalzi e 7 assist con 6/18 dal campo e 0/3 dalla lunga distanza. Gli Spurs hanno così sfruttato la ghiotta possibilità di trionfare nella seconda rivincita delle NBA Finals 2013. Decisivo per San Antonio il parziale di inizio quarto periodo, dove si è messo in mostra anche Patty Mills dalla lunga distanza – il playmaker australiano ha chiuso la gara con 9 punti e 10 rimbalzi (career-high). Parker ha iniziato bene la partita, ma ha macchiato la sua prova con un numero eccessivo di errori nel secondo tempo. Ed è così che il premio di MVP dell’incontro va sempre al solito Tim Duncan, impeccabile fuoriclasse da 23 punti e 11 rimbalzi con 9/13 dal campo in una partita così importante. Wade, invece, ha steccato l’appuntamento: 16 punti, 3 rimbalzi e 7/15 al tiro.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: TREVOR ARIZA (WASHINGTON WIZARDS) – 15.2PPG, 6.4RPG E 2.6APG IN S TAGIONE

Non ce ne vogliano LeBron James e tutti gli altri che in questa settimana hanno fornito prestazioni magnifiche, tra cui anche Gerald Green e Al Jefferson. Il Trevor Ariza di fine febbraio/inizio marzo è la vera rivelazione dei Washington Wizards. La squadra della capitale ha vinto 8 delle ultime 9 partite disputate e Ariza ha sfoderato prestazioni indimenticabili. Nelle ultime 7 gare, per esempio, viaggia a 23.1 punti e 7.2 rimbalzi di media con il 62.9% dal campo e il 65.9% dall’arco. Cifre alla Kevin Durant. Subito ad inizio settimana Ariza ha incantato il mondo della NBA con 40 punti (14/23 dal campo, 8/12 da tre) sul campo dei Philadelphia 76ers, firmando un nuovo career high. Poi è stato limitato a 15 punti e 7 rimbalzi dalla difesa dei Memphis Grizzlies nell’unica gara persa dai Wizards dopo il 18 febbraio. Si è ripreso alla grande contro due delle peggiori squadre della lega, Utah e Milwaukee, e ha segnato rispettivamente 26 e 28 punti con un 9/13 complessivo dalla lunga distanza.

SQUADRA DELLA SETTIMANA: LOS ANGELES CLIPPERS, 44 VINTE E 20 PERSE IN STAGIONE

E se i Clippers, allenati da Doc Rivers, potessero arrivare fino in fondo? È una domanda che bisogna farsi, soprattutto alla luce delle recenti prestazioni della squadra. I Clippers, trascinati da Chris Paul e Blake Griffin, ha vinto le ultime 7 partite ed è ancora pienamente in corsa per il terzo posto nella Western Conference. Tra le sei avversarie sconfitte da Paul e compagni nelle ultime sette gare, c’è anche qualche nome prestigioso come Oklahoma City Thunder e Houston Rockets. In settimana i Clippers hanno sconfitto di 32 punti i Pelicans, prima di fermare la corsa dei Phoenix Suns sul loro campo di casa. Nel derby di Los Angeles, si sono anche tolti la soddisfazione di infliggere ai cugini la peggior sconfitta della loro storia: 142-94. La partita più difficile è stata quella della notte appena trascorsa: gli Hawks hanno costretto i Clippers alla parità prima dell’ultimo minuto e, dopo il canestro di Chris Paul, hanno sprecato la possibilità di pareggiare dalla lunetta a tempo praticamente scaduto.

TEMI DELLA SETTIMANA: LE SITUAZIONI DELLE DUE CONFERENCE, I KNICKS PUNTANO PHIL JACKSON, LAKERS E LE CRITICHE ALLE MANICHE CORTE

EASTERN CONFERENCE – I Knicks hanno vinto tre partite consecutive e si sono rilanciati nella corsa per i Playoffs. Un’impresa che ad oggi appare possibile a causa del crollo verticale degli Hawks (26-35), che non vincono da sei partite e in generale hanno un record di 8-21 da quando è iniziato il 2014. Non sono solo i Knicks (24-40), però, in corsa per l’ottavo posto: i Cavaliers (24-40) hanno perso lo scontro diretto con New York e hanno ora lo stesso record dei rivali; i Detroit Pistons (24-38) occupano attualmente il nono posto nella Conference. Nei quartieri alti, il momento difficile di Indiana (46-16), con tre sconfitte consecutive, ha ridato agli Heat (43-16) la speranza di poter agganciare il primo posto. I Raptors (34-26) devono difendere il terzo posto dall’assalto dei Bulls (34-28), ma anche Washington (33-29) non è tanto distante. Sembrano invece consolidate le posizioni di Brooklyn (30-30) e Charlotte (29-34) al sesto e al settimo posto.

WESTERN CONFERENCE – I San Antonio Spurs (46-16) hanno raggiunto gli Oklahoma City Thunder (46-16) al primo posto nella Conference; le due formazioni condividono ora il miglior record dell’NBA con i Pacers. Alle loro spalle è lotta a tre: Houston Rockets (43-19) terzi con Clippers (44-20) e Trail Blazers (42-20) poco distanti. La vera bagarre, però, è quella per le restanti tre posizioni valide per partecipare alla post-season. I Golden State Warriors (39-24) sembrano aver allungato sulle rivali e hanno tutte le carte in regola per difendere il sesto posto e non rischiare più di tanto di andare in vacanza al termine della regular season. Appaiono invece incerte le posizioni di Phoenix Suns (36-25) e Dallas Mavericks (37-26). Una delle due squadre potrebbe infine cedere agli ostinati tentativi di rientro dei Memphis Grizzlies (36-26) di Zach Randolph e Marc Gasol. Nonostante il record positivo, Minnesota (31-30) è troppo lontana per poter ambire ad un posto nelle prime otto.

PHIL JACKSON – I New York Knicks, affranti dalle molteplici sconfitte di questa stagione, hanno contattato il leggendario Phil Jackson per offrirgli un posto dirigenziale. Non è da escludere, però, che Jackson possa accettare di sedersi anche in panchina per un breve periodo. Jackson ha vinto due titoli NBA da giocatore con la maglia dei Knicks, nel 1970 e nel 1973. Da allenatore è stato 11 volte campione NBA, prima con i Chicago Bulls e poi con i Los Angeles Lakers. Già poco dopo il suo ritiro hanno iniziato a circolare voci che lo vogliono intenzionato a rientrare un’altra volta nel mondo della pallacanestro.

LAKERS – La situazione dei Lakers è autenticamente drammatica. La franchigia non è abituata a perdere e i pesanti ko delle ultime settimane hanno contribuito ad aggravare la situazione. In settimana i Lakers si sono imbattuti nella più pesante sconfitta della loro storia: un -48 contro i Clippers. Nelle ultime tre partite hanno subito 136 punti di media. Il record apocalittico della squadra (21-42) potrebbe valere all’edizione 2013/2014 dei Lakers un posto sul podio per quanto riguarda le peggiori percentuali di vittorie in una singola stagione nella storia della squadra.

MANICHE CORTE – Non è il primo giocatore a criticare le maglie a maniche corte e probabilmente non sarà l’ultimo, ma quando un fenomeno del calibro di LeBron James rilascia una dichiarazione di questo tipo l’NBA non può che fermarsi a riflettere. Al termine della gara contro gli Spurs, infatti, il fuoriclasse dei Miami Heat (che ha chiuso l’incontro con 6/18 dal campo) ha dichiarato che le maniche corte danno fastidio nel movimento di tiro. Già durante la gara era stato inquadrato più volte mentre faceva segno ai compagni in panchina che le maniche erano un fattore della sua brutta prestazione.

STATISTICHE DELLA SETTIMANA: I NUOVI CAREER-HIGH

LEBRON – Abbiamo già parlato dei 40 punti di Ariza, ma non è l’unico career-high per punti ritoccato in questa settimana. La prestazione individuale più incredibile l’ha fatta registrare il solito LeBron James, che nonostante la maschera ha messo in imbarazzo la difesa dei Bobcats con 61 punti, 22/33 dal campo, 8/10 da tre, 7 rimbalzi e 5 assist.

GREEN – Gerald Green è rinato in maglia Suns e si sta dimostrando un giocatore tutt’altro che monodimensionale. Insieme a Dragic, è il punto di riferimento offensivo nel sistema di coach Hornacek. In settimana ha prima schiantato gli Hawks con 33 punti, poi ha ritoccato il suo career-high nell’incredibile vittoria sui Thunder con 41 punti, 12/22 al tiro, 8/13 da tre e anche 5 rimbalzi.

FARIED – Dopo l’umiliante sconfitta contro i Clippers, i Lakers hanno subito anche 134 punti dai Denver Nuggets. Nella gara disputata in Colorado, Kenneth Faried ha firmato un nuovo career-high grazie ad una prova da 32 punti e 13 rimbalzi con 14/20 dal campo.

Photo: bostonherald.com