NBA Weekly: Nets e Knicks vedono la luce in fondo al tunnel, Lakers a picco, Kobe supporta Pau

PARTITA DELLA SETTIMANA: BROOKLYN NETS-MIAMI HEAT 104-95 (2OT), 10 GENNAIO

Grandi emozioni al Barclays Center per una notte che ha permesso alla squadra di Jason Kidd di confermare quanto di buono fatto vedere nel nuovo anno. I Nets avevano tra l’altro già battuto gli Heat nella seconda partita stagionale con il risultato di 101-100. Questa vittoria acquista però maggior valore se si considerano le assenze di Brook Lopez e Deron Williams, pur bilanciate con gli stop forzati per Dwyane Wade e Mario Chalmers. Brooklyn ha provato ad aggredire Miami già dal primo tempo e ha conquistato 8 punti di vantaggio prima dell’intervallo lungo. Gli Heat non hanno avuto grande forza per reagire nel terzo periodo e la gara sembrava così destinata a terminare con il largo trionfo dei Nets. Peccato che LeBron James non fosse troppo d’accordo: il fuoriclasse dei Miami Heat ha segnato 13 punti in tutto il quarto periodo, esattamente quanti ne hanno segnati i Nets. A caricare il numero 6 di Miami ci ha pensato anche Mirza Teletovic, autore di un bruttissimo fallo sull’avversario lanciato in contropiede. I punti del Prescelto non sono stati sufficienti: un canestro irreale del solito Joe Johnson (32 punti) ha permesso a Brooklyn di forzare il primo OT. La giocata che ha deciso la partita è arrivata a 36” dalla fine: con i Nets sul +2, LeBron ha commesso fallo di sfondamento su Livingston ed è uscito per falli. Cole ha comunque segnato il canestro del pareggio, ma i Nets hanno acquisito un largo vantaggio nel secondo supplementare.

GIOCATORE DELLA SETTIMANA: KEVIN DURANT (OKLAHOMA CITY THUNDER) – 29.5PPG, 8.1RPG, 4.9APG IN STAGIONE

Questa non è la settimana ideale per concedergli questo premio, direte voi. E forse non avete nemmeno tutti i torti. I Thunder hanno perso due volte in settimana su quattro incontri disputati, peraltro contro avversarie abbordabili come Utah e Denver. Eppure Durant ha dimostrato ancora una volta che non ha nessun problema a prendersi totalmente la squadra sulle spalle quando manca Russell Westbrook. Negli scorsi Playoffs erano addirittura arrivate critiche su di lui, nonostante nella serie contro i Grizzlies avesse onestamente fatto il massimo senza trovare il necessario supporto dai compagni. Il Durant di queste ultime gare è tornato ad essere esattamente quel tipo di giocatore: se mi seguite ve la passo, altrimenti faccio io. E nessun altro sa essere efficace in attacco quanto lui. Nella gara contro i Timberwolves ha segnato 48 punti (16/32 dal campo) con 7 rimbalzi e 7 assist: prestazione decisiva per una vittoria rimediata nel finale. Solo 21 punti, 7 rimbalzi e 8 assist contro i Celtics per la seconda vittoria settimanale dei Thunder. Poi le cose hanno iniziato a girare male e OKC ha perso due partite. KD si è comunque difeso bene con 48 punti, 7 rimbalzi e 5 assist contro Utah e 30 punti, 3 rimbalzi e 4 assist a Denver.

SQUADRA DELLA SETTIMANA: BROOKLYN NETS, 15 VINTE E 21 PERSE IN STAGIONE

I Brooklyn Nets hanno finalmente inanellato una serie positiva. Sono a cinque vittorie consecutive e sono rientrati in zona Playoffs, approfittando del record disastroso della maggior parte delle rivali nella Eastern Conference. La squadra sta affrontando le assenze di Deron Williams e Brook Lopez con l’intensità difensiva e la ricerca di una quadratura in un attacco che gira ormai intorno a Joe Johnson. Livingston e Kevin Garnett, comunque, stanno provando ad emergere: il primo ha chiuso la gara con gli Heat a quota 19 punti e 11 rimbalzi, il secondo ha realizzato due doppie cifre in fila – non era ancora successo in stagione – e ha segnato 11 punti nel quarto quarto contro Golden State. Jason Kidd potrebbe finalmente aver indirizzato la squadra sui giusti binari e, in tal caso, a nessuno piacerebbe trovarsi contro Brooklyn nei Playoffs. Dopo la bella vittoria sui Thunder del 2 gennaio, i Nets hanno iniziato la settimana con un 89-82 sui Cavaliers. Neanche gli Hawks, sconfitti per 91-86, sono riusciti ad imporsi sul campo dei Nets. La miglior prova di forza è arrivata due notti dopo, quando Brooklyn ha fermato la striscia di dieci vittorie in fila dei Warriors. Poi i Nets hanno fermato anche Miami dopo due overtime. Grazie a queste quattro vittorie casalinghe, Brooklyn ha ora un record positivo (10-9) al Barclays Center.

TEMI DELLA SETTIMANA: LUCE IN FONDO AL TUNNEL PER NETS E KNICKS, PEGGIOR SCONFITTA DI SEMPRE PER I LAKERS CONTRO I CLIPPERS, LA DICHIARAZIONE DI KOBE SU PAU E IL TWEET DI MARSHALL

NETS E KNICKS – Abbiamo già parlato dei Brooklyn Nets e delle loro cinque vittorie consecutive che hanno rilanciato la squadra di Jason Kidd in piena zona Playoffs. Anche i New York Knicks, comunque, non se la passano più così male. Sono decimi nella Eastern Conference con un record di 13-22, a sole due vittorie dai Bobcats ottavi (15-22). E anche loro hanno rischiato cinque vittorie consecutive per iniziare il nuovo anno. Le avrebbero sicuramente raggiunte senza le magie di James Harden e senza quel tiro frettoloso di J.R. Smith nella gara del Toyota Center. Difficilmente però si possono ignorare le altre quattro partite dei Knicks del 2014, che hanno portato alla squadra di Mike Woodson altrettante vittorie contro Spurs, Mavericks, Pistons e Miami Heat. Anche i Knicks si sono rilanciati prepotentemente nella corsa per i Playoffs.

LAKERS – Hanno rischiato grosso i Los Angeles Lakers: in alcuni frangenti del quarto periodo, quando la squadra di coach D’Antoni era sotto anche di 42 punti, si è temuto che arrivasse la sconfitta più larga nella storia della franchigia, che è attualmente un -46 contro Portland. In questa partita i Lakers hanno subito 43 punti nel primo quarto. I Los Angeles Clippers – o meglio: le riserve dei Los Angeles Clippers – non hanno infierito più del dovuto nel finale e hanno permesso ai cugini di rientrare fino al -36. Kobe è stato più volte inquadrato con la faccia nascosta tra le mani. Si tratta comunque della peggiore sconfitta dei Lakers contro i Clippers nella storia di queste due squadre, nonché la decima peggior sconfitta di sempre per i gialloviola. Il precedente peggior passivo per i Lakers nel derby contro l’altra squadra di Los Angeles era un -31 risalente al 1992. Questa stagione continua quindi a riservare grandi delusioni ed umiliazioni alla seconda franchigia più vincente dell’NBA. Domenica scorsa i Lakers avevano subito 137 punti dai Denver Nuggets.

KOBE SU PAU – La stella dei Los Angeles Lakers, ancora ai box per l’infortunio che lo ha colpito dopo sole sei partite, ha lanciato un messaggio inusuale ai suoi fans. Ha chiesto di non votarlo per l’All-Star Game, ritenendo che ci siano giocatori giovani che meritano più di lui. Ma la parte migliore della sua dichiarazione non è stata questa. Quando è arrivata la canonica domanda su Pau, Kobe ha ribadito tutto il suo supporto nei confronti del giocatore catalano: «How much more am I supposed to support this guy, besides making a Pau flag and riding in there on a horse with Spanish-colored paint on my face like I’m the Spaniard William Wallace or something?». (In italiano possiamo provare a renderla con: «In che altro modo si pensa che io dovrei supportarlo, oltre a fare una bandiera di Pau e portarla mentre vado a cavallo con la faccia colorata con i colori della Spagna come se fossi il William Wallace spagnolo o qualcosa del genere?»).

IL TWEET DI MARSHALL – Nella parte dedicata ai temi della settimana abbiamo sempre dedicato ampio spazio ai tweet particolarmente brillanti. Questa volta il premio di miglior tweet della settimana va a Kendall Marshall. Il playmaker dei Lakers, scelto dai Suns al Draft del 2012, si sta giocando bene le sue possibilità da quando Mike D’Antoni lo ha promosso in quintetto. Dopo una prova da 20 punti (8/12 al tiro), 6 rimbalzi e 15 assist contro Utah, l’ex UNC ha scritto su Twitter a Kobe: «@kobebryant #followback?».

STATISTICHE DELLA SETTIMANA: C.J. MILES E I MIGLIORI TIRATORI DA TRE DELLA STAGIONE

In materia di tiri da tre punti, C.J. Miles ha disputato una prova clamorosa contro i Sixers con 34 punti e 10/14 da tre e ha firmato il record di franchigia con 8 triple nel primo tempo. Nell’anno nuovo tira con il 54.5% dall’arco (18/33), in stagione con il 39.8% (53/133). Con una percentuale così bassa, non può naturalmente essere tra i migliori tiratori della lega. Al primo posto della classifica troviamo infatti il nostro connazionale Marco Belinelli: 50.4% dall’arco (61/121). È nella sconfitta contro New York del 2 gennaio che ha sfoderato la sua miglior prestazione dall’arco: 6/9 per 32 punti complessivi. Dietro di lui ovviamente Kyle Korver: 47.7% (93/195). L’incredibile tiratore degli Atlanta Hawks ha come migliori risultati stagionali dalla lunga distanza un 8/10 contro Sacramento e un 6/6 contro i Lakers. Il terzo posto, forse un po’ a sorpresa, lo occupa Andre Iguodala. L’ala dei Warriors non sta tirando tantissimo dall’arco (41/87), ma garantisce un’alta percentuale di realizzazione (47.1%). Un quasi-50% inusuale per un giocatore che l’anno scorso tirava con il 31.7% e che, come massima percentuale dall’arco in carriera, ha avuto un 39.4%. I miracoli del sistema Golden State. Appena fuori dal podio Bradley Beal (59/129, 45.7%) e Jose Calderon (94/206, 45.6%). Per quanto riguarda le triple segnate, a comandare la classifica sono Damian Lillard (119), Klay Thompson (118) e Stephen Curry (113). Gli stessi tre giocatori, in ordine inverso (Curry-Thompson-Lillard), sono primi per triple tentate nella lega.

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