NBA

New York non è solo Melo e Porzingis: i playoffs sono un obiettivo realistico?

Al Madison Square Garden stanotte è andata in scena una sfida molto piacevole tra Knicks e Celtics, con i primi che si sono imposti per 120-114. Questo successo, soprattutto per il modo in cui è arrivato, potrebbe dare un’ulteriore spinta alla truppa di Derek Fisher, che ha dimostrato di non dipendere unicamente da Carmelo Anthony e Kristaps Porzingis. Anche se i numeri di quest’ultimo potrebbero suggerire il contrario: di certo il lettone è stato fondamentale nella prima parte della gara, in cui ha ritoccato il suo career-high di punti in un singolo quarto (16 nel primo) e in un tempo (20), grazie anche alla grande libertà concessagli da oltre l’arco.

Alla fine Porzingis ha chiuso a quota 26 ed è uscito per falli per la prima volta nella sua carriera NBA: il calo accusato nella seconda metà dell’incontro è da ricondurre alla mossa a sorpresa di coach Stevens, che ha scelto di utilizzare Marcus Smart in difesa su Kristaps. Il quale, nonostante il grande vantaggio in termini di centimetri, dopo l’intervallo si è fermato a 6 punti con 3/6 al tiro ed ha fatto registrare un plus/minus di -10. Insomma, la notte del lettone non è stata tutta rose e fiori, così come quella di Carmelo Anthony, che dopo aver segnato 17 punti è stato costretto a lasciare la contesa per un problema alla caviglia.

Alla luce di ciò, diventa chiaro come il supporting cast abbia svolto un ruolo determinante nel successo dei Knicks. Arron Afflalo ha confermato di essere un’opzione offensiva affidabile, realizzando 20 dei suoi 24 punti finali nel secondo tempo. Jerian Grant ha offerto la sua miglior prova stagionale, dimostrando la bontà delle sue qualità (16 punti e 8 assist), nonostante le difficoltà al tiro riscontrate finora (36.1% dal campo, 15% da oltre l’arco). Nel frontcourt, da segnalare il contributo di Robin Lopez (15 punti, 5 rimbalzi e un paio di canestri importanti nel secondo tempo) e di Derrick Williams (15 punti e 10 rimbalzi), che sembra sempre più a suo agio in quel di New York.

Grazie a questo successo, i Knicks adesso hanno un record di 20-20: un miglioramento impressionante, se si considera che nella scorsa stagione la franchigia della Grande Mela aveva raccolto la miseria di 17 vittorie. In una Eastern Conference che per la prima volta dal 2005 potrebbe mandare ai playoffs unicamente squadre con record positivo, gli uomini di coach Fisher stanno iniziando a fare un pensierino alla possibilità di partecipare alla post-season: attualmente, l’ottavo posto, occupato dagli Orlando Magic (20-18), dista una sola gara, anche se dietro ci sono Wizards, Hornets e Bucks che potrebbero risalire in qualsiasi momento, a giudicare dai rispettivi roster.

Realisticamente, per quest’anno i playoffs sembrano essere un obiettivo complicato per i Knicks, che però hanno tanti motivi per sorridere: il lavoro di Phil Jackson dietro la scrivania sta finalmente pagando, Melo ha iniziato a giocare non solo per se stesso, ma anche e soprattutto per i compagni, Porzingis sta migliorando partita dopo partita, mostrando tanto impegno e voglia di imparare dai propri errori. In più il supporting cast si sta dimostrando valido, e allora chissà che al Madison Square Garden non si torni a vedere una partita di playoffs nel mese di aprile.