È morto a 87 anni Bill Sharman, campione NBA con i Celtics e con i Lakers

La brutta notizia è arrivata ieri: Bill Sharman, vittima di un ictus una settimana fa, non ce l’ha fatta. Hall-of-famer come allenatore dal lontano 1976 (dal 2004 anche come giocatore), Sharman ha legato la sua carriera alle due squadre più prestigiose della storia, i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers. Con i biancoverdi ha vinto quattro titoli NBA da giocatore, con i gialloviola ha trionfato invece nel 1972 da allenatore. Sharman è stato anche head coach degli Utah Stars, campioni ABA nel 1971: è uno dei soli due allenatori ad aver vinto entrambi i titoli.

LA CARRIERA DA GIOCATORE – L’avventura di Sharman iniziò nel 1950 con i Washington Capitals, ma dopo una sola stagione si trasferì ai Celtics, dove trovò Red Auerbach e Bob Cousy. Fino al ritiro avvenuto nel 1961, non ha mai lasciato il Massachusetts. La carriera del numero 21 decollò già dalla sua terza stagione in NBA, quando diventò un All-Star e si affermò come uno dei giocatori più affidabili di Boston. La svolta arrivò ovviamente nell’estate del 1956, quando Auerbach mise assieme il più incredibile pacchetto di giocatori scelti da una franchigia nello stesso Draft: Tom Heinsohn, Bill Russell e K.C. Jones (che fece il suo ingresso in squadra a partire dalla stagione 1958/1959). Sharman, con 21.1 punti di media, fu il miglior marcatore della squadra che vinse il titolo nel 1957. Da giocatore, Sharman vinse anche i titoli 1959, 1960 e 1961.

LA MACCHINA DEI TIRI LIBERI – A Sharman è possibile far risalire l’usanza, al giorno d’oggi scontata per tutte le squadre di basket, di riscaldarsi con sessioni di tiro prima delle partite. Sharman affermò di annoiarsi terribilmente nelle ore che precedevano una gara, per questo motivo ebbe l’idea di recarsi in palestra a tirare. Partiva con una serie di tiri in sospensione, poi passava ai tiri liberi. Iniziò con l’obiettivo di segnarne 10 in fila, ricominciando quando sbagliava; poi aumentò a 15, a 20 e così via. Questo contribuì alla sua incredibile percentuale di realizzazione in carriera (88.3%). Nella stagione 1957/1958 segnò 55 liberi di fila a cavallo tra dicembre e gennaio, tanto che Bill Russell, dopo aver realizzato un 12/12 dalla lunetta nella partita di Natale, esclamò: «Dite a Sharman che sto cercando di battere il suo record!». Sharman detiene ancora il record di tiri liberi segnati consecutivamente nei Playoffs: 56.

LA CARRIERA DA ALLENATORE – Ma la leggenda di Bill Sharman non si è interrotta alla fine della sua carriera da giocatore. Iniziò ad allenare a San Francisco, poi passò agli Utah Stars con i quali vinse il titolo ABA del 1971. Al termine della stagione 1970/1971, firmò un contratto con i Los Angeles Lakers. Sulla panchina della rivale numero uno dei suoi Celtics, Sharman continuò a brillare: i Lakers di Chamberlain, West e Baylor vinsero 69 partite in regular season e riuscirono a mettere in piedi una striscia di 33 vittorie consecutive, un record tuttora imbattuto. La corsa al titolo 1972 fu fantastica: 4-0 sui Bulls, 4-2 sui Bucks e 4-1 in finale contro i Knicks, che si sarebbero presi la rivincita sui Lakers nella stagione successiva. È stato successivamente anche general manager e presidente dei Lakers. Assieme a John Wooden e Lenny Wilkens, è l’unica personalità del basket presente nella Hall-of-Fame di Springfield sia come giocatore sia come allenatore. Nel 1996 è stato anche inserito nella lista dei 50 migliori giocatori della storia.

Photo: Bill Sharman con Jack Nicholson (sport.yahoo.com)