10 domande sulla free agency: cosa possono fare i Lakers?

Certo, a nessuno piace dover rinunciare per qualche mese al basket giocato, ma c’è da ammettere anche che la offseason della NBA non lascia spazio alla noia con i suoi continui movimenti, le sue storie, i suoi rumors. Finora quella del 2014 non ha affatto deluso, tutt’altro: abbiamo visto due allenatori (Steve Kerr e Derek Fisher) senza alcuna esperienza in panchina a qualsiasi livello strappare dei contratti importantissimi; una trade tra Knicks e Mavericks che ha riportato a Dallas Tyson Chandler; uno dei Draft più interessanti ed intriganti di sempre; quattro stelle della NBA del calibro di Carmelo Anthony, LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh uscire dai rispettivi contratti; Jason Kidd forzare in maniera un po’ vergognosa una trade tra Nets e Bucks, con quest’ultimi che in teoria un allenatore ce l’avevano già. La free agency di quest’anno, che comprende anche nomi di pezzi importanti come Kyle Lowry (si è sistemato a Toronto), Eric Bledsoe, Greg Monroe, Chandler Parsons, Lance Stephenson, è quella di pubblicizzata dall’estate del 2010, celebre per “The Decision” e per il massimo salariale che i Knicks hanno dato ad Amar’e Stoudemire. Le prossime settimane si prospettano piene di novità e di decisioni che potrebbero cambiare i destini della NBA: che cosa dobbiamo aspettarci? Cercheremo di capirlo e di dirvelo mano a mano con questa nuova rubrica “ Le 10 domande sulla free agency”. Iniziamo oggi con la prima. 

I LAKERS POSSONO FARE MOVIMENTI SIGNIFICATIVI?
Ogni franchigia per questa offseason ha una sorta di guida per l’uso abbastanza comune. Regola numero 1: nella prima settimana di mercato, in attesa di capire bene che cosa vogliano fare dalle parti di South Beach, è cosa buona e giusta concentrarsi totalmente su Carmelo Anthony. E’ quello che hanno fatto i Lakers, che nella giornata di ieri si sono incontrati con il giocatore e gli hanno offerto un contratto al massimo salariale, ma se Melo dovesse accettarlo, a quel punto i gialloviola si troverebbero incastrati e non avrebbero l’opportunità di firmare un altro giocatore di un certo livello. Anzi, per dirla tutta, non potrebbero portare ad LA quasi nessuno, giusto quei giocatori che accettano contratti al minimo salariale. Questo perché, se Jordan Clarkson dovesse essere confermato dopo essere stato scelto al secondo giro del Draft, i Lakers occuperebbero più di 37 milioni con soli 5 giocatori: Kobe Bryant, Steve Nash, Robert Sacre, Julius Randle e Jordan Clarkson. Aggiungeteci Melo al massimo salariale, ed il problema c’è eccome. Insomma, dopo essere riusciti a scegliere con la n.7 il giocatore che volevano, quel determinatissimo Randle che promette di fare fuoco e fiamme fin dalla prima stagione, per i gialloviola adesso viene il difficile. LeBron James è un sogno che la dirigenza stessa sa essere irrealizzabile, Melo è più fattibile sulla carta, ma nei fatti non dovrebbe andare ai Lakers né per i soldi (New York ne può offrire di più), né per la possibilità di vittoria (in quel caso la scelta è tra Rockets e Bulls).

Regola numero 2: se Anthony e James non sono raggiungibili, bisogna tuffarsi su altri free agent di livello. Sfumato già l’obiettivo Kyle Lowry, che ha ri-firmato con i Raptors, per LA delle strade percorribili potrebbero essere quelle che portano a Luol Deng o a Trevor Ariza, due giocatori affidabili e di esperienza, che non intaserebbero particolarmente il salary cap e andrebbero a riempire il vuoto nello spot di ala piccola. Oppure un’ipotesi suggestiva è quella legata a Chandler Parsons (restricted free agent), che con il suo status di stella nascente potrebbe valere un contratto quasi al massimo salariale. I Lakers si stanno comunque tenendo vigili su Kevin Love, anche se sanno di avere poche possibilità di poter arrivare a lui prima della prossima estate (allora sarà free agent, ndr), dato che non hanno elementi validi da scambiare con i Timberwolves. Un nome allettante per quest’estate per i gialloviola è quello di Greg Monroe, da mettere sotto le plance con il rookie Randle.

Ma la domanda di fondo è: in questo momento i Lakers sono davvero così attraenti da riuscire a firmare giocatori di medio-alto livello? Giocare con un Kobe proveniente da due infortuni gravi e con un Nash rotto, ma soprattutto in una squadra che ha perso il dominio di LA in favore dei Clippers e che probabilmente non farà i playoff neanche in questa stagione, non è una prospettiva bellissima per i free agent.