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I 5 momenti più indimenticabili di Rajon Rondo con la canotta dei Celtics

18+17+20 – Pur essendo “solo” regular season, questa partita ha riservato un posto speciale nella storia della NBA, perché in quel 4 marzo del 2012 un giocatore tornò a far registrare numeri che non si vedevano da quasi 25 anni, ovvero dal regno di Magic Johnson. Nella vittoria dei Celtics per 115-111 all’overtime contro i Knicks, Rondo si rivelò decisivo con 18 punti, 17 rimbalzi e 20 assist, addirittura meglio di quanto fece nel 1989 la leggenda dei Lakers, che contro i Nuggets si fermò a 24+17+17. Tra l’altro quella performance storica arrivò in un momento molto particolare per i Celtics e per Rajon stesso: dato che la squadra era solo due partite sopra il 50% e occupava il settimo posto nella Eastern Conference, avevano iniziato a girare voci di un possibile inserimento sul mercato del playmaker di Boston. Il quale rispose ai rumors sul campo.

LA GARA CON UN BRACCIO SOLO – Gara 3 delle semifinali della Eastern Conference del 2011. I Celtics sono sotto 2-0 e non possono permettersi un ulteriore passo valso, che significherebbe praticamente essere fuori dai playoffs. Nel terzo quarto, nel tentativo di rubare palla, Rondo è venuto a contatto con Wade: i due sono caduti a terra e Rajon si è slogato il gomito sinistro. Nonostante ciò, dopo poco è tornato in campo ed ha aiutato i Celtics a condurre in porto la partita con 11 assist e un paio di canestri di grande importanza nella frazione finale.

44+10+8 – Rondo vs Miami. Potremmo sintetizzare così gara 2 delle finali della Eastern Conference del 2012. Sotto 1-0, i Celtics avevano assolutamente bisogno di una vittoria, che però non arrivò, perché gli Heat trovarono un LeBron James da 34 punti e 10 rimbalzi e un Dwyane Wade caldissimo nel momento cruciale, con 8 dei suoi 23 punti finali realizzati nell’overtime. Nonostante ciò, è Rondo che si è guadagnato un posto nell’immortalità: quella notte giocò tutti i 53 minuti disponibili, infilò tutti i 12 punti di Boston nel supplementare e chiuse con 44 punti, 10 assist e 8 rimbalzi. Mai nessun giocatore in passato aveva fatto registrare una simile linea statistica in una partita di playoffs.

29+18+13 – Semifinali della Eastern Conference del 2010. I Celtics sono sotto 2-1 contro i Cavaliers e vengono da una sconfitta a dir poco demoralizzante: in gara 3 hanno perso addirittura per 124-95. Insomma, Boston aveva bisogno di una scossa, e chi meglio di Rondo poteva fornirgliela? Il fenomenale regista mise a referto una tripla-doppia spaziale da 29 punti, 18 rimbalzi e 13 assist, che valse il successo per 97-87. Inutile dire che quella sua prestazione girò la serie, dato che poi i Celtics la vinsero per 4-2 e superarono in finale di Conference i Magic di Dwight Howard, salvo arrestarsi solo contro i Lakers.

LA STAGIONE 2007-08 – Ovvero la sua seconda all’interno della NBA, la prima con al fianco anche Kevin Garnett e Ray Allen. Anche se non era il fulcro dei Celtics, il suo ruolo è stato fondamentale per la conquista del titolo, e questo avvalora ulteriormente la tesi secondo cui siamo di fronte ad un giocatore speciale. Nello scontro alle Finals con i Lakers, fu decisivo in almeno due partite: in gara 2 smazzò 16 assist (allora career-high), mentre nella decisiva gara 6 mise a referto 21 punti, 8 assist, 7 rimbalzi e 6 recuperi.