“A Chicago troverebbe…”: tutti i motivi per cui Melo dovrebbe lasciare i Knicks per i Bulls

Dopo più di tre stagioni a New York, Carmelo Anthony si trova nella stessa situazione che lo hanno portato a lasciare Denver. Ovvero finora non ha avuto successo nei playoffs ed è alla disperata ricerca di una squadra che possa aiutarlo a vincere un titolo. Questa volta la differenza sta nel fatto che sarà 30enne e per la prima volta in carriera esplorerà la free agency. E Melo si renderà presto conto che i Bulls sarebbero la sua opzione migliore. Anche perché la NBA ha informato le squadre che per la prossima stagione il tetto salariale si alzerà di quasi 5 milioni, il che potrebbe aiutare non poco Chicago o Houston a strappare Anthony ai Knicks. Certo, quest’ultimi potrebbero offrirgli un quinquennale da 129 milioni, mentre gli altri “solo” un quadriennale da 96, ma a questo punto della sua carriera Melo potrebbe dare meno peso ai soldi e più al progetto, in particolare a quello dei Bulls. Cerchiamo di capire perché. 

A CHICAGO TROVEREBBE UN PLAYMAKER D’ELITE – Anthony è senza ombra di dubbio uno dei migliori marcatori della lega, ma le sue carenze richiedono che attorno a lui ci sia una squadra specializzata in altri fattori di grande importanza. Innanzitutto, Melo ha bisogno di una point guard che gli impedisca di accentrare sempre il gioco, rendendo così poco fluida e troppo prevedibile la manovra offensiva. Nonostante le continue prestazioni di alto livello del #7, i Knicks hanno vinto solo 37 partite in stagione: il perché lo potete ritrovare in Raymond Felton, statisticamente uno dei peggiori playmaker della lega. Anthony non è un giocatore egoista, ma se in questa stagione ha giocato più del solito da solo è perché era convinto che fosse il modo migliore per vincere. In altri termini, non si fidava del regista designato della sua squadra. Guarda caso, invece, nella passata stagione con Kidd al comando i Knicks hanno disputato una gran stagione e Melo ha giocato a livelli altissimi, vincendo il titolo di miglior marcatore. Facciamo un esempio pratico di quanto conti per Anthony avere al suo fianco un playmaker d’elite: anno scorso, i Knicks sono sotto nell’ultimo quarto contro i Nuggets, durante un timeout Woodson gli chiede di essere il punto focale dell’attacco, ma Melo ha risposto di voler dare la palla a Kidd e di giocare come lui decide. Insomma, è un giocatore che può aiutare maggiormente la sua squadra a vincere quando c’è qualcuno in campo che può togliergli pressioni dalle spalle, giocare con lui ed al tempo stesso far giocare il resto della squadra. Nei Knicks non c’è nessuna point guard di questo tipo, mentre a Chicago c’è un certo Derrick Rose che soddisfa pienamente questi criteri. Anzi, per il playmaker dei Bulls sarebbe un sogno avere finalmente un marcatore di assoluto livello al suo fianco. Trasferendosi a New York, Melo pensava di unire le forze con Amar’e Stoudemire per formare un gran duo di All-Star. Gli infortuni dell’ex Suns, però, hanno rovinato i suoi piani e c’è il rischio che lo facciano di nuovo anche a Chicago. Ma stavolta la differenza sarebbe che D-Rose è ancora un 25enne ed ha la possibilità di tornare sano al 100%. 

A CHICAGO TROVEREBBE UNA SQUADRA CHE SA DIFENDERE – I Bulls vantano una delle migliori difese della NBA e diversi esterni atletici in grado di coprire sul perimetro i difetti di Anthony. Che non è il peggiore difensore della terra, ma non è neanche affidabilissimo. Ma quando in una squadra c’è gente giovane e atletica come Rose, Butler e Snell, i problemi difensivi di Melo passano in secondo piano. In particolare, Jimmy è uno dei migliori difensori della lega sugli spot-up shooter (li tiene al 30% dal campo, impressionante), mentre in questa situazione Anthony ha qualche difficoltà, dato che permette agli avversari di segnare più di un punto per giocata. Il sistema difensivo messo a punto da Thibodeau è così eccellente che se Melo dovesse essere battuto sul perimetro, la squadra avrebbe la prontezza per aiutarlo e limitare i danni. A New York il #7 era semplicemente uno dei tanti difensori sotto la media: i Knicks sono stati la sesta peggior difesa in questa stagione, ma il fatto interessante è che hanno reso meno peggio nella propria metà campo cone Anthony in campo. Insomma, Melo non è pessimo, ma è un difensore mediocre, che ogni tanto può giocare sopra la media, ma che normalmente ha bisogno di aiuto. Ed i Bulls possono offrirglielo. 

A CHICAGO TROVEREBBE IL SUO CENTRO IDEALE – Nel suo ideale mondo cestistico, Anthony è accoppiato con un centro esperto che non sappia semplicemente giocare sopra al ferro, bensì che sappia essere una minaccia sia vicino che lontano da canestro. E guarda caso a Chicago c’è Joakim Noah, che quest’anno ha dimostrato di essere un giocatore totale, tanto che ha guidato la squadra per assist, cosa che non succedeva dai tempi di Robinson. Come Chandler, Noah gioca molto bene il pick and roll ed è tra i migliori difensori vicino al ferro. Ma, a differenza del centro dei Knicks, Joakim è migliorato tantissimo dal punto di vista offensivo, soprattutto ha mostrato di avere visione di gioco e capacità di assistere i compagni, il che sarebbe solo da aiuto a Melo. 

A CHICAGO TROVEREBBE UNA SQUADRA PRONTA AD ESSERE UNA CONTENDER – Nel momento in cui Anthony dovesse firmare, i Bulls diventerebbero automaticamente gli avversari più accreditati per affrontare gli Heat nella finale della Eastern Conference. Un trio formato da Rose-Anthony-Noah forse in questo momento sarebbe addirittura più forte e completo di quello di Miami. Per non parlare poi dell’allenatore che lo allenerebbe, ovvero quel Thibodeau che ogni anno riesce ad ottenere il massimo dai suoi giocatori, spingendoli oltre i propri limiti. Inoltre, Chicago quest’estate avrà anche una scelta al primo giro, mentre New York prima del 2015 non tornerà a pescare nel Draft. E ancora: una rotazione con Butler, Gibson, Dunleavy, una prima scelta del prossimo talentuosissimo Draft ed il possibile approdo in NBA di Mirotic sarebbe assolutamente di ottimo livello. Dall’altra parte, i Knicks non sarebbero in grado di offrire a Melo un roster per competere per il titolo prima de 2016. Questo perché nella prossima stagione il salary cap è quasi tutto occupato: quindi Anthony dovrebbe rimanere scommettendo solo su Phil Jackson a capo di tutto. Un po’ poco, rispetto a quello che può offrirgli Chicago.