A quali leggende NBA somiglia Anthony Davis?

E’ facile riconoscere Anthony Davis. E’ quel ragazzone unico nel suo genere per il mega sopracciglione, ma soprattutto per l’imbarazzante strapotere fisico ed allo stesso tempo per il grande talento. A soli 20 anni si sta già affermando come uno dei migliori lunghi della lega e può contare sulla prima apparizione all’All-Star Game, che di sicuro non sarà l’ultima. 

E’ difficile confrontare qualche leggenda del passato con Davis, perché è un insieme di diversi giocatori e non ce n’è uno che ha avuto in tutto e per tutto le sue stesse caratteristiche. Innanzitutto iniziamo dalle sue caratteristiche fisiche: è circa un 210cm x 100kg, ha delle spalle larghissime che sicuramente verranno irrobustite nel corso degli anni nelle sale pesi della NBA. Ma soprattutto ha delle braccia mostruose: prima che fosse scelto al Draft 2012, la sua apertura alare è stata misurata di oltre 2 metri. Questo è senza dubbio un dato incredibile, ma non unico.

Ancora in attività ci sono due giocatori NBA importanti che hanno una caratteristica simile: stiamo parlando di Marcus Camby e di Kevin Garnett delle prime ore. Entrambi erano giovani e con fisici molto simili a quelli di Davis, stavano iniziando a far strada, costruendo quella che poi sarebbe stata un’ottima carriera per il primo ed una da Hall of Famer per il secondo. Piccola curiosità sulla stazza di Anthony: nel dicembre del 2010 Dave Telep di EPSN ha spiegato che in pochissimo tempo il prodotto di Kentucky è cresciuto di quasi 20 centimetri e questo ovviamente gli ha cambiato il ruolo da guardia a lungo.

Ma torniamo ai numeri, non solo a quelli fisici. Durante la stagione 2013-14, Davis sta viaggiando con 20.8 punti, 10.2 rimbalzi, 1.6 assist, 1.4 recuperi e 2.9 stoppate (è il leader della NBA in quest’ultima statistica, ndr). Ma non è tutto, perché sta tirando con il 52% dal campo, il 77% dalla lunetta e sta facendo registrare un’efficienza pari a 26.3, secondo solo a stelle come Kevin Durant, LeBron James, Kevin Love e Chris Paul. Questi non sono numeri che si vedono tutti i giorni.

Per facilitare un confronto, mettiamo da parte l’efficienza, i recuperi e gli assist. Quanti giocatori nella storia della NBA hanno messo a referto in stagione una media di almeno 20+10, con anche circa 3 stoppate a partita? Solo 8 dal 1973-74, stagione in cui i tiri bloccati sono stati inseriti nelle statistiche: Kareem Abdul-Jabbar (sei volte), Patrick Ewing (due volte), Bob Lanier, Bob McAdoo, Alonzo Mourning (tre volte), Shaquille O’Neal (due volte), Hakeem Olajuwon (nove volte), David Robinson (sette volte). Di questi giocatori, però, solo uno è riuscito a far registrare tali numeri a 20 anni, ovvero all’età di Davis: stiamo parlando di Shaq ovviamente.

Ma cerchiamo di scavare più a fondo e di aggiungere all’equazione le palle recuperate. Anthony sta mostrando una grande capacità di bloccare le linee di passaggio e di anticipare l’uomo grazie alle sue braccia lunghe ed alle sue mani agili. Quanti degli 8 giocatori precedenti hanno fatto registrare almeno in una stagione circa 1.5 recuperi di media? Solo due ed entrambi non avevano meno di 23 anni: Hakeem Olajuwon (nove volte) e David Robinson (sei volte). E se aggiungiamo anche l’efficienza, che deve essere almeno pari a 26? Ovviamente rimangono sempre “The Dream” e “L’Ammiraglio”, ma scendono le stagioni: il primo ci è riuscito solo due volte, il secondo cinque. Riassumendo il tutto, i pochi giocatori che hanno almeno eguagliato i numeri della stella dei Pelicans avevano molta più esperienza di lui e questo dà ancora più valore alla sua seconda stagione nella NBA.

Finora, è difficile trovare qualcuno che abbia delle critiche severe da fare ad Anthony Davis. La sua crescita, soprattutto dal punto di vista offensivo, da una stagione all’altra ha sbalordito tutti: è un difensore fenomenale, gran rimbalzista, buona difesa sul pick-and-roll, piedi e mani veloci e capacità di stoppare i tiri fuori dal comune; offensivamente, invece, può segnare dalla media, gestire il pallone, servire i compagni e battere il suo uomo dal palleggio.

Non ci sono molti termini di paragone per Davis, soprattutto perché ha una versatilità che lo rende abbastanza unico. In questo momento Anthony, oltre ad essere un difensore d’elite, può tranquillamente funzionare come prima opzione offensiva. Il suo jumper è ancora in via di sviluppo, così come i suoi movimenti in post, ma è già una minaccia serissima vicino al canestro ed è in grado di battere il suo marcatore dal palleggio, cosa che pochi lunghi sanno fare. Nella NBA di oggi, quanto giocatori sono il top della propria squadra su entrambi i lati del campo? LeBron James, Paul George e forse Rajon Rondo.

Fino a questo momento quattro giocatori sono stati confrontati con Davis, chi per caratteristiche fisiche (Garnett e Camby), chi per numeri (Olajuwon e Robinson). Possiamo iniziare ad escludere Camby, dato che il career-high di 14.8 punti di media fatto registrare nella sua stagione da rookie è stato già ampiamente superato da Anthony. Gli altri tre sono stati dominanti ed hanno avuto una gran carriera e quindi rappresentano tutti confronti abbastanza validi. Alcuni lo hanno anche comparato a Tim Duncan, ma stesso quest’ultimo ha fatto cadere il paragone: “Sicuramente sarà un grande giocatore – ha dichiarato il veterano degli Spurs – ma non confrontatelo con me, non ho mai avuto il suo atletismo e la sua velocità”.

Il primo KG ricorda molto fisicamente il Davis di oggi, ma quest’ultimo però ha già dimostrato di avere un potenziale offensivo maggiore. Basta dare un’occhiata alle medie delle prime due stagioni di entrambi: da rookie Davis ha messo a referto 13.5 punti con il 51.6% dal campo (PER 21.7), mentre Garnett 10.4 con il 49.1% (PER 15.8); da sophomore il primo 20.8 punti con il 52.0% (PER 26.3) ed il secondo 17.0 con il 49.9% (PER 18.2). Il picco offensivo Kevin lo ha fatto registrare nella stagione 2003-04, quando ha viaggiato con una media di 24.2 punti e 5 assist, il 49.9% dal campo e un’efficienza di 29.4, venendo anche premiato con il titolo di MVP. Ma qualcuno dubita delle capacità di Anthony di superare, se non almeno eguagliare tali numeri? Garnett aveva 27 anni in quella stagione e quindi era nel pieno della maturità cestistica, tra sette anni sicuramente Davis avrà raggiunto l’apice del suo sviluppo. Magari la sua abilità nel smazzare assist non arriverà mai ai livelli di quella di KG, ma per quanto riguarda il punteggio già non è molto lontano.

Per quanto riguarda Robinson e Olajuwon, entrambi avevano caratteristiche che Davis farà fatica a sviluppare, soprattutto il secondo. Il primo, invece, è forse quello che più si avvicina ad Anthony: l’ammiraglio era più alto di soli 3 centimetri, ma allo stesso tempo aveva un fisico molto più scolpito, essendo entrato in NBA a 24 anni dopo l’esperienza militare. Robinson allora si è subito affermato come un giocatore spaventosamente dominante, in grado di viaggiare con 24.3 punti (53.1% dal campo), 12.0 rimbalzi, 2.0 assist, 1.7 recuperi e 3.9 stoppate nella sua stagione da rookie.

Ovviamente Davis ha ancora tanta strada da fare prima di poter meritare appieno i confronti con i più grandi lunghi della storia di questo gioco. E’ ancora all’inizio della sua carriera e ha margini di crescita molto importanti: merita assolutamente tutta la considerazione che si sta guadagnando in quest’anno e potenzialmente non ha nulla da invidiare alle leggende della NBA, se riuscirà a raggiungere simili livelli, lo scopriremo solo con il tempo.