All-Star Game 2014, riserve: i vincitori e gli sconfitti dalle votazioni dei coach

La NBA ha rilasciato i nomi delle riserve che completeranno i roster per l’All-Star Game di New Orleans. Per la Western ci saranno Chris Paul, Tony Parker, Damian Lillard, James Harden, Dirk Nowitzki, LaMarcus Aldridge e Dwight Howard; per l’Eastern John Wall, Joe Johnson, DeMar DeRozan, Chris Bosh, Paul Millsap, Joakim Noah e Roy Hibbert. Andiamo a vedere i vincitori e gli sconfitti dalle votazioni degli allenatori.

LA SORPRESA PIÙ GRANDE – PAUL MILLSAP, HAWKS
Nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere Millsap tra i convocati, ma tutto sommato il credito che gode tra gli allenatori è meritato. Magari nel suo ruolo i numeri di Andre Drummond avrebbero meritato maggior considerazione, oppure in generale l’eccellente stagione di Lowry sarebbe dovuta essere premiata, ma comunque Millsap ha contribuito in maniera importante a tenere gli Hawks in lotta per il terzo posto della Eastern Conference, soprattutto dopo l’uscita di scena di Al Horford ed il recente infortunio di Jeff Teague. Un All-Star deve saper trascinare la propria squadra nei momenti di maggiore difficoltà, e Millsap lo ha fatto, mostrando anche una crescita importante sotto la guida di Mike Budenholzer.

L’ALTRA SORPRESA – DEMAR DEROZAN, RAPTORS
La guardia di Toronto sta vivendo una stagione fantastica, soprattutto da quando Rudy Gay si è trasferito a Sacramento. Ma nominarlo riserva ad Est è difficile da comprendere, soprattutto se si considera che nella stessa squadra c’è un certo Kyle Lowry che è senza ombra di dubbio la chiave del successo dei Raptors. Certo, i numeri di DeRozan sono di tutto rispetto, ma le percentuali al tiro (42.8% dal campo, 30.8% da oltre l’arco) non sono proprio congeniali ad uno che dovrebbe essere tra i migliori 12 giocatori della Eastern Conference. Per DeMar sarà sicuramente fantastico essere a New Orleans, ma c’erano senza dubbio dei candidati più meritevoli davanti a lui.

L’ESCLUSIONE PIÙ CLAMOROSA – ANTHONY DAVIS, PELICANS
Non convocare per l’ASG uno dei migliori giocatori a mani basse dell’intero panorama NBA è un vero delitto. A 20 anni, Davis sta letteralmente dominando sotto i tabelloni: alla sua età uno così non lo si era mai visto, eppure i suoi 20.4 punti, 10.4 rimbalzi, 1.5 recuperi e 3.3 stoppate di media a partita sono stati ignorati dagli allenatori. A questo punto è lecito chiedersi che cosa valutano questi signori quando fanno le votazioni per le riserve dell’All-Star Game… Forse il record negativo dei Pelicans ha inciso sulla scelta, ma probabilmente in molti non si sono ancora resi conto di che giocatore dominante sia Davis e di quanto stia migliorando partita dopo partita. E’ anche vero che la Western è piena di giocatori meritevoli dell’ASG, ma il sophomore dei Pelicans avrebbe meritato di partecipare più di Lillard, Howard e forse anche di Aldridge. Una speranza per Davis potrebbe rappresentarla il forfait di Chris Paul: quest’ultimo vuole esserci a New Orleans, ma ancora non sa se riuscirà a recuperare in tempo dall’infortunio alla spalla. Nel caso in cui non dovesse farcela, la NBA avrà l’occasione di redimersi e di convocare Davis per fare un po’ di giustizia.

L’ESCLUSO ECCELLENTE – LANCE STEPHENSON, PACERS
La candidatura di Stephenson per l’ASG sembrava essere inattaccabile quest’anno. Nel giro di un anno da giocatore funzionale si è trasformato in un all-around assolutamente indispensabile per i Pacers. Con George votato titolare e Hibbert selezionato per le riserve, sembrava scontata anche la convocazione di Lance, che si sta affermando sempre più come una vera e propria stella per la sua grande capacità di essere decisivo su entrambi i lati del campo ed in praticamente tutti gli aspetti del gioco. Stavolta è stato lasciato inspiegabilmente a casa, ma di sicuro non sarà l’ultima volta che Stephenson sarà in ballottaggio per l’ASG.