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Anthony Davis e le triple dall’angolo: è solo l’inizio della rivoluzione di Gentry

Dopo aver vinto un titolo con i Warriors, in qualità di assistente di Steve Kerr, Alvin Gentry ha ricevuto un’offerta praticamente impossibile da rifiutare, non tanto dal punto di vista economico, quanto da quello degli stimoli: i Pelicans hanno bussato alla sua porta per consegnargli tra le mani una squadra con un potenziale importante, fondata su quello che a 22 anni è già uno dei migliori giocatori del pianeta.

E così lunedì mattina Gentry è stato ufficialmente presentato nelle vesti di nuovo capo allenatore di New Orleans, che dopo cinque anni di Williams ha deciso di cambiare. Per alcuni l’esonero di Monty è difficile da digerire, perché stiamo pur sempre parlando di un coach che ha svolto un lavoro importante e che quest’anno ha sfiorato i playoffs con un gruppo martoriato dagli infortuni. Ma paradossalmente a New Orleans si è venuta a creare una situazione che ritengo simile a quella di Golden State: Williams, proprio come Mark Jackson, ha fatto il massimo per la causa, ma adesso i Pelicans hanno bisogno di una guida che riesca a dare alla squadra il tipo di gioco che meglio le si addice.

NOLA, infatti, nella scorsa stagione è stata una delle squadre con i ritmi di gioco più lenti e compassati di tutta la NBA. Certo, Davis ha comunque viaggiato con 24.4 punti e 10.2 rimbalzi, per un PER pari a 30.8, ma l’impressione è che lui e l’intera squadra potrebbero trarre grande giovamento da uno stile di gioco diverso: pensate cosa potrebbe fare il monosopracciglio più famoso d’America, se utilizzasse il suo mostruoso atletismo e le sue abilità nel concludere sopra il ferro in un sistema up-tempo.

Che Gentry sia l’uomo giusto per dare una nuova impronta ai Pelicans non è in discussione: stiamo parlando di un allenatore di grandissima esperienza, che ha svolto un ruolo fondamentale per trasformare i Warriors nel miglior attacco della NBA, oltre che in quello più rapido. Inoltre, è stato sia assistant che head coach nell’era del “Seven Second Or Less” in quel di Phoenix, quindi chi meglio di lui può imprimere ai Pelicans una nuova filosofia che tenda a sfruttare al massimo le caratteristiche di Davis, e anche quelle di Tyreke Evans? E’ facile immaginare che con Gentry le guardie di NOLA verranno incoraggiate a spingere sempre, con Davis chiamato ad aprire e chiudere la transizione, a giocare il pick and roll e probabilmente a creare dal gomito.

Insomma, per l’ex Kentucky in primis lavorare con Alvin potrebbe essere l’occasione perfetta al momento giusto per mettere in mostra tutto il suo immenso potenziale, dato che fondamentalmente l’intenzione dei nuovi Pelicans sarà quella di accelerare il ritmo in attacco, sfruttando i punti di forza della loro stella più luminosa. Inoltre, Gentry ha già fatto una richiesta importante al suo centro: vuole che migliori in maniera consistente nel tiro da tre punti, soprattutto dagli angoli, in modo da aiutare la squadra ad aprire maggiormente il campo in attacco. E Davis ha già fatto sapere di aver accolto di buon grado la richiesta del suo allenatore, anzi già stava pensando di lavorare sul tiro da oltre l’arco nel corso di quest’estate. Ovviamente in questi giorni Gentry non gli sta risparmiando elogi, la sua intenzione è chiara: vuole creare subito un rapporto solido con uno dei giocatori più forti della NBA per aiutarlo a raggiungere il suo massimo potenziale e di conseguenza per trasformare i Pelicans in una squadra molto competitiva.