Basketball Without Borders: Bargnani e Gallinari insegnano ai migliori ’97 d’Europa in un clima tipicamente NBA

Via Flaminia, campo della Stella Azzurra Basket. È qui che ha inizio il BWB Eurocamp, rassegna continentale, e non solo, che vedrà impegnato un numeroso staff NBA, con i cinquanta migliori prospetti del basket europeo.

CHARITY – Ma come al solito, essendoci di mezzo la NBA, la carne al fuoco è molta di più. Sarebbe scorretto non menzionare NBA Cares, la fondazione della Lega (“social responsibility program” come viene chiamato negli States), che da anni ormai si impegna proficuamente ad aiutare, grazie all’immagine delle proprie stelle, chi ne ha maggiormente bisogno. L’ora dedicata all’allenamento con gli atleti di Special Olympics è senza dubbio il momento più denso di significato della giornata d’apertura del camp, in cui la Lega del commisioner Adam Silver condensa, in un’ora, anni di politiche umanitarie, che hanno portato la NBA ad essere un’associazione di punta della beneficenza mondiale. È anche, e soprattutto, in questo contesto, che si inserisce il clinic che coach di primo livello, Brian Hill, Darvin Ham, Melvin Hunt e chi più ne ha più ne metta, e stelle della NBA, Al Horford, Danilo Gallinari, Andrea Bargnani, Brandon Knight, riserveranno alle giovani promesse europee.

ISTITUZIONI – Per un evento del genere non potevano non essere presenti, oltre agli alti gradi della NBA, rappresentati da Brooks Meek, Vice President of Basketball Operations-International, le istituzioni della pallacanestro e dello sport italiano, rappresentate da Gaetano Laguardia, il Vice Presidente della FIP, Luca Pancalli, assessore allo sport di Roma e Simone Pianigiani, coach della nazionale maschile di pallacanestro, che si è mostrato entusiasta e speranzoso sul fatto che i cinque italiani presenti, Andrea Pecchia, Andrea La Torre, Marco Lusvarghi, Riccardo Cattapan e Tommaso Guariglia, possano provare a ripercorrere la strada che ha condotto Bargnani, Gallinari, ma anche Belinelli e Gigi Datome, ai massimi livelli del basket professionistico.

CAMP – Le parole di Bargnani, in tal proposito, sono state molto chiare. L’esperienza del Basketball Without Borders del 2003, è stata per lui magnifica, e molto formativa, seppur contratta in soli quattro giorni, perché per la prima volta ha potuto avere contatti proficui con il mondo della NBA, arrivando a capire quanto sforzo e determinazione servano per raggiungere i massimi livelli. L’ ”incazzatura” che serve per allenarsi continuamente, è quello che la scelta numero uno al Draft del 2006 vuole principalmente trasmettere ai cinquanta ragazzi accorsi a Roma.

EVENTO – Impossibile, quindi, non interessarsi ad una rassegna, che da ormai tantissimi anni aiuta a formare i futuri giocatori della NBA (dopo un edizione romana del 2001, il camp ha avuto sede a Treviso). I cinquanta talenti e le venti ragazze più forti di italia saranno quindi impegnati fino al 5 di Giugno, in allenamenti e tornei aperti al pubblico, che culmineranno con la premiazione del Giovedì alle ore 15:30. Oltre ai cinque italiani, quindi, ci sono più di quaranticinque possibili buoni motivi per andare a vedere questo torneo, nella spettacolare sede della Stella Azzurra, una società che ha fatto del lancio delle giovani promesse il proprio manifesto ideologico, e che, ancora una volta, vedrà impegnati sul proprio parquet la creme della creme del basket europeo.

Ringraziamenti e Foto: Davide Janes e Connexia | NBA Italia