Boston Celtics: estate della rifondazione? Pierce e Garnett verso l’addio

L’estate scorsa i Celtics, pur avendo perso Ray Allen, hanno deciso di puntare ancora una volta sui veterani Paul Pierce e Kevin Garnett per provare a conquistare il tanto agognato secondo titolo della loro era, ma le cose non sono andate come previsto. L’infortunio a gennaio di Rajon Rondo è stato un durissimo colpo alle ambizioni di Boston, che anche senza il suo regista ha comunque lottato al massimo delle sue possibilità fino all’ultimo ed ha spaventato i Knicks, arrivati secondi nella Eastern Conference, al primo turno dei playoffs.

Un’altra stagione è finita ed ormai i due pilastri dei Celtics sono in “età pensionabile”: salvo clamorosi colpi di scena, questa sarà la post-season della rifondazione. Che Garnett potrà rendere molto più facile nel caso in cui decidesse di ritirarsi: il mese prossimo gli anni sulle spalle saranno 37 ed ha ancora due anni di contratto che gli frutterebbero 23,5 milioni, ma per sua stessa ammissione non crede di essere più in grado di dare alla squadra la fisicità e le giocate di cui ha bisogno. La sua scelta probabilmente sarà legata a quella di Paul Pierce: non è un mistero, infatti, che l’estate scorsa Garnett abbia rimandato il ritiro solo dopo aver avuto la certezza che il compagno sarebbe stato ancora una pedina fondamentale di Boston.

Pur avendo speso tutta la sua carriera in maglia verde, l’avventura di “The Trouth” potrebbe essere finita qui: quest’anno ha mantenuto medie di tutto rispetto (18.6 punti, 6.3 rimbalzi e 4.8 assist), ma se il talento è sempre lo stesso, l’efficacia (37% dal campo e 27% da oltre l’arco) non lo è più. Nel caso in cui dovesse decidere di continuare a giocare, difficilmente lo farà in maglia Celtics: la dirigenza può liberarlo pagandogli 5 dei 15 milioni che dovrebbe guadagnare nella prossima stagione oppure può metterlo sul mercato e scambiarlo per un giovane talento o una buona scelta al prossimo Draft.

Anche Doc Rivers ha manifestato dei dubbi sulla sua permanenza in panchina, ma alla fine quasi sicuramente sarà sempre lui a guidare i Celtics verso una nuova era. Da quali giocatori può ripartire Boston? La risposta a questa domanda è facile: innanzitutto da Rondo, che sarebbe l’unico superstite del titolo vinto nel 2008. Pur essendo reduce da un grave infortunio, il playmaker classe 1986 è uno dei migliori passatori della NBA ed ha una fisicità fuori dal comune per il suo ruolo: inoltre, è possibile considerarlo una vera e propria stella, che è assolutamente necessaria per una squadra ambiziosa.

Poi non vanno dimenticati i vari Jeff Green, autore di un’ottima stagione dopo i seri problemi al cuore avuti in passato (19.2 punti, 5.0 rimbalzi e 2.4 assist di media nei playoffs); Avery Bradley, che a soli 22 anni è uno dei migliori difensori della lega; Jared Sullinger, il lungo pescato nell’ultimo Draft che prima dell’infortunio ha dimostrato di potersi ritagliare già uno spazio importante in NBA ed ha grandi margini di miglioramento. A questi aggiungiamoci anche Brandon Bass e Courtney Lee, sotto contratto rispettivamente per altri 2 e 3 anni, due giocatori solidi che non faranno la differenza, ma contribuiscono sempre alla causa.

In caso di uscita di scena di Pierce e Garnett, i Celtics libererebbero abbastanza spazio salariale per piazzare un paio di colpi importanti sul mercato dei free-agent: un giocatore che potrebbe fare molto comodo sarebbe Josh Smith, che difficilmente rinnoverà con gli Hawks, mentre nel ruolo di centro a far gola a molti è Al Jefferson, arrivato alla sua ultima stagione in maglia Jazz. Al momento, però, è presto per parlare di mercato: nelle prossime settimane la dirigenza dei Celtics si concentrerà sui nodi legati ai suoi veterani e dovrà decidere se procedere con la rifondazione, che onestamente non sembra essere più rimandabile.