Brandon Roy vicino al ritiro: gli Dei del basket sono stati inclementi con lui

Dopo una stagione passata quasi interamente in infermeria, la carriera di Brandon Roy sta per giungere al capolinea, stavolta definitivamente. I Minnesota Timberwolves, infatti, non hanno alcuna intenzione di esercitare l’opzione per il prossimo anno e lasceranno che diventi free agent.

Purtroppo a volte gli dei del basket sono crudeli: prima hanno donato un talento immenso al 28enne nativo di Seattle, poi però gli hanno tolto la possibilità di esprimerlo sul campo da basket a causa di problemi cronici al ginocchio che non sono risolvibili. Dopo essere stato costretto ad appendere le scarpette al chiodo nel 2011, quest’anno Roy aveva riprovato a rientrare: era troppo forte la voglia di calcare nuovamente il parquet e fare quello che meglio gli riesce, giocare a basket. I Timberwolves hanno coraggiosamente scommesso su di lui, facendogli firmare un biennale da 10,4 milioni di dollari, ma Brandon è riuscito a giocare solo cinque partite nell’intera stagione, a causa dei noti problemi fisici che non gli hanno dato un attimo di tregua.

Dopo essere finito per ben sette volte sotto i ferri, l’ex Blazers ha deciso di dire basta: nonostante la giovane età, è meglio così, perché per chi ha imparato ad amarlo durante i suoi fantastici anni a Portland è un vero colpo al cuore vederlo ridotto così. Quando è approdato in NBA, nessuno pensava che potesse essere un giocatore dominante, ed invece dopo un primo anno di assestamento, si è fatto conoscere per le sue sconfinate doti tecniche, ma anche per la sua professionalità ed il suo saper essere leader.

Sotto la sua guida Portland ha vissuto diverse stagioni molto positive, centrando sempre i playoff: poi, però, nel 2011 è iniziato il declino a causa degli infortuni alle ginocchia, che non gli hanno impedito comunque di regalare un’ultima emozione agli appassionati NBA. Quell’anno, in gara 4 della serie playoffs con i Mavericks, mise a ferro e fuoco la difesa avversaria, segnando 24 punti in soli 24’ di gioco ed in condizioni fisiche alquanto precarie. Grazie a quella sua ultima grande prestazione, i Blazers rimontarono dal -18 e presero slancio dalla vittoria per allungare la serie a gara 6 contro i futuri campioni NBA.

Dopo un anno di stop, Roy ha voluto fare un altro tentativo, ma il talento ed il grande amore per il gioco si sono dovuti arrendere al cospetto delle sue fragili ginocchia. E’ una storia molto triste la sua, ma purtroppo anche questo è il basket.