Bye Bye Woodson: i 5 migliori candidati per la panchina dei Knicks

Bye bye Mike Woodson. Dopo una stagione disastrosa, in cui i Knicks hanno vissuto una lenta ed inesorabile agonia, Phil Jackson ha deciso di licenziare il coach e tutto il suo staff. Come accade sempre in questi casi, l’allenatore paga per alcune sue colpe, ma anche per altre non certamente suo. Di certo Woodson ha fatto poco per rimediare alla piega che aveva preso la stagione, guidando i Knicks a sole 37 vittorie ed insistendo troppo su un quintetto alto con due lunghi che è stato praticamente sempre controproducente, soprattutto in difesa, dove la squadra è stata a dir poco imbarazzante per larghi tratti. Ma a sua difesa va detto che il roster è stato assemblato male e la fortuna non ha certo sorriso a Woodson, dato che ha perso diverse pedine chiave per infortunio all’inizio della stagione. “E’ giunto il momento dei cambiamenti e di costruire per la prossima stagione e oltre”, ha dichiarato Jackson, che si è già messo a lavoro per trovare il nuovo coach. Andiamo a vedere i migliori candidati. 

JIM CLEAMONS – Andare a prendere un assistent coach della peggior squadra della NBA potrebbe non sembrare una grande idea, ma Jim sarebbe un’eccezione. Ha vinto nove titoli come assistente di Jackson tra Los Angeles e Chicago, conosce a memoria il triangolo, il che è requisito abbastanza importante per allenare i Knicks. La sua unica esperienza da head coach non è finita molto bene, ma c’è da dire che ha ottenuti risultati scarsi con degli scarsi Mavericks, quindi è difficile valutarlo. In questo momento più che come capo allenatore, potrebbe essere preso come assistente nel caso in cui dovesse arrivare a New York un coach esordiente o con poca conoscenza del triangolo. 

JERRY SLOAN – Questa sarebbe una scelta molto intrigante. Sloan potrebbe coesistere con l’uomo che lo ha battuto in due Finals consecutive? Chissà, fatto sta che Jerry era stato già cercato nel 2012 per sostituire Mike D’Antoni, alla fine è stato scelto Woodson, ma Sloan è sempre stato considerato una valida opzione nel caso in cui si presentasse l’occasione giusta. E questa potrebbe esserla. Durante i suoi 26 anni di carriera, di cui 23 spesi con i Jazz, Jerry non è mai riuscito a vincere un titolo: magari unire le forze con Phil che in materia se ne intende potrebbe aiutarlo a raggiungere quell’anello che tanto gli manca per concludere una leggendaria carriera. Come Jackson, Sloan è un allenatore di sistema: non è un gran sostenitore del triangolo, ma ha anche lui una struttura offensiva e difensiva ben precisa e molto solida. 

LIONEL HOLLINS – Perché sia ancora senza un lavoro è un mistero inspiegabile. Stiamo parlando di un allenatore che solo un anno fa ha guidato Memphis alla Finale della Western, mentre adesso si sta guardando i playoffs dal divano di casa. Per questi Knicks sarebbe ideale, dato che è uno di quei allenatori che non chiede rispetto, lo esige punto e basta. Di certo Hollins potrebbe importare un sistema difensivo molto più efficace di quello di Woodson, mentre offensivamente è un po’ limitato. Ma qui entrerebbe in gioco Phil, che gli affiancherebbe assistenti che conoscono bene il triangolo, dopodiché spetterebbe unicamente a Lionel instaurare nei suoi giocatori la mentalità giusta, soprattutto dal punto di vista difensivo, per tornare ad essere competitivi. 

STEVE KERR – Lanciare un allenatore esordiente nella mischia di New York non è proprio l’ideale. Abbiamo visto che cos’è successo a Kidd nella fase iniziale della sua esperienza con Brooklyn. Figuriamoci cosa potrebbe accadere con un rookie sulla panchina dei Knicks, franchigia che ha il doppio della pressione di quella dei vicini. Questi, però, non sono più i Knicks che dipendono unicamente da Dolan, ma adesso c’è Jackson, che conosce Kerr meglio di chiunque altro nel mondo della NBA. D’altronde stiamo parlando di uno che ha vinto tre titoli giocando nel sistema di Phil: Kerr ha già dichiarato che sarebbe entusiasta di accettare il lavoro, qualora gli venisse offerto. Di sicuro i Knicks sono interessati a scommettere su di lui, che è un gran conoscitore del gioco e sembra avere la stoffa per diventare un buon allenatore. Difficilmente i Knicks potrebbero trovare un rookie più qualificato di lui. 

JEFF VAN GUNDY – Per più di sei stagioni, è stato l’uomo che ha mantenuto New York su buoni livelli e le ha dato la fama di squadra prettamente difensiva pronta ad affrontare a muso duro qualsiasi avversario. Tra l’altro è indimenticabile la sua stagione 1998-1999 quando, dopo aver chiuso la regular ottavo, guidò i Knicks alle Finals NBA. E’ uno che ha resistito tantissimo alle dipendenze di Dolan e potrebbe essere l’uomo ideale per portare un po’ di ordine all’interno di un’organizzazione totalmente allo sbando a causa delle pessime scelte che si ripetono quasi ogni anno. In teoria, Van Gundy è libero di prendere in considerazioni offerte, se dovesse ricevere una chiamata. Ed i Knicks farebbero bene a farne almeno una, se vogliono un allenatore bravo, esperto e che soprattutto sappia come gestire una delle franchigie più problematiche dell’intera NBA. 

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