Celtics e Rockets possono riscrivere la storia? Analizziamo le loro possibilità

Prima di stanotte, solo dieci squadre nella storia della NBA sono riuscite a conquistare il diritto di giocare gara 6 dopo essere andate sotto 3-0 nella serie. A queste si sono aggiunte Celtics e Rockets, che hanno scongiurato l’eliminazione riuscendo a fare il colpaccio esterno. Ora entrambe proveranno a completare l’impresa, che finora non è mai riuscita a nessuno: solo tre squadre sotto 3-0 sono riuscite ad allungare la serie fino a gara 7 (Knicks nel ’51, Nuggets nel ’94 e Blazers nel ’03), ma nessuna ha poi passato il turno.

I tifosi dei Knicks stanotte erano convinti che il primo round sarebbe stato archiviato ed il parziale iniziale di 11-0 sembrava dargli ragione, ma Boston non muore mai e quando sembrava essere al tappeto, si è rialzata ed ha vinto meritatamente la partita. Ora New York dovrà andare a giocare in un caldissimo TD Garden e vincere non sarà facile, perché i Celtics sembrano aver riacquistato vigore ed essere diventati la kryptonite dei Knicks, diventati di colpo disastrosi in attacco e poco incisivi in difesa. Nella MLB c’è un precedente curioso tra i Boston Red Sox ed i New York Yankees, risalente al 2004, che fa sognare i tifosi di Garnett e compagni: gli Yankees vinsero le prime tre partite della serie, ma i Red Sox infilarono a sorpresa una striscia di quattro vittorie consecutive, diventando la prima squadra della storia del baseball a centrare una simile rimonta. Concretamente, però, per i Celtics non sarà affatto facile compiere questa impresa: innanzitutto perché l’età per i vari Pierce e Garnett inizia a pesare, e non poco, ma anche perché la voglia di rivalsa di Carmelo Anthony è troppo forte per permettere ai Knicks di subire una tale umiliazione. Melo viene probabilmente dalla sua miglior stagione in carriera e vuole assolutamente scrollarsi di dosso l’etichetta di perdente: per vincere la serie, però, New York ha bisogno di tornare a difendere in maniera dignitosa e di far girare di più la palla in attacco, che nelle ultime due uscite è stato quanto mai prevedibile e macchinoso.

Poche ore dopo, i Rockets hanno seguito l’esempio dei Celtics, allungando la sentitissima serie con i Thunder a gara 6. A differenza dei Knicks, Kevin Durant e compagni hanno una scusa valida per giustificare le due sconfitte che hanno riaperto i giochi: all’indomani di gara 2, un fulmine a ciel sereno quale è l’infortunio di Russell Westbrook si è abbattuto su di loro, riducendo drasticamente le possibilità di arrivare fino in fondo. Possiamo star qui a discutere quanto vogliamo sullo stile di gioco spesso confusionario di RW, ma è innegabile che senza di lui Oklahoma perde tantissimo in attacco. Con Westbrook fuori, nelle ultime due uscite non è bastata la gran produzione offensiva di Durant: per dirla alla Markovski, ai Rockets non interessa quanti punti faccia Kevin, l’importante è annullare il resto della squadra, e si può dire che questo è stato fatto.

Tra Celtics e Rockets, chi ha più possibilità di completare la storica rimonta? A mio avviso, i Rockets. A differenza di Boston, Houston gioca contro un avversario che è sembrato un po’ allo sbando stanotte e può contare sul travolgente entusiasmo del gruppo più giovane dell’intera NBA. Inoltre, hanno un giocatore come James Harden che in tutto l’arco della stagione ha dimostrato di essere uno dei giocatori più importanti della lega e può decidere una partita in qualsiasi momento, al pari del suo ex compagno di squadra Durant.