David Kahn non confermato. Flip Saunders GM dei Timberwolves. Farà anche il coach?

Era nell’aria da tempo la notizia che i Timberwolves non avrebbero allungato il contratto di David Kahn per la stagione 2013/2014. L’infinita sfilza di errori dell’ex GM dei Timberwolves, che potete trovare in questo articolo (Minnesota Timberwolves: storia recente di una franchigia maledetta), ha precluso ogni chance di rinnovo per la prossima stagione, che, a detta di molti, potrebbe essere quella della tanto agognata redenzione (leggi approdo ai playoff). La decisione, non poi così sofferta, è stata presa dal “Deus ex Machina”, quando gli conviene, dei Timberwolves, ovvero quel Glen Taylor, 72enne bilionario, che ha acquistato il pacchetto di maggioranza della squadra delle Twin Cities nel 1994, e che, dopo tanti anni di ricerca di un compratore valido, ha deciso clamorosamente di restare in sella al ruolo di owner della franchigia.

La conferma della sua voglia di rimanere nel ruolo di presidente è chiara, ancora di più dopo la scelta del nuovo President of Basketball Operations, che risponde al nome di Flip Saunders, figliuol prodigo, vista la decennale esperienza da allenatore nei Timberwolves dell’era Garnett (è arrivato nel 1995, un anno dopo Taylor), reduce da due esperienze negative con Pistons e Wizards.

La scelta è molto interessante perché la posizione di Rick Adelman, per via dei problemi familiari, non è molto chiara, e la scelta GM/coach è stata spesso apprezzata da Taylor, come dimostra l’esperienza McHale nonché quella Saunders; molti non ricordano infatti che nel 1995 Flip fu chiamato nel ruolo di presidente, e solo qualche mese dopo avrebbe preso anche il comando della panchina dei Lupi. Saunders quindi, è l’uomo in grado di poter tranqullizzare la franchigia dopo un periodo di scoramento, dovuto alle scelte criticatissime di David Kahn, sia dal punto di vista dell’attaccamento alla franchigia, che da quello tecnico, visto che i risultati con Flip in panchina non sono mai stati ripetuti nella storia della franchigia della NorthWestern Conference.

Nonostante la delusione, Kahn è soddisfatto del proprio lavoro nei T’Wolves, e ha dichiarato pubblicamente di aver lasciato una squadra molto forte nelle mani di Adelman/Saunders. “Deve solo tornare sana per essere una squadra d’altissimo livello” è il Kahn-pensiero, che potrà probabilmente essere giusto, ma non tiene conto della sfilza di errori commessi nel corso della sua gestione, a partire da Jonny Flynn, che tra l’altro è stato difeso a spada tratta dall’ex GM, per non parlare di Ty Lawson, Wesley Johnson, Derrick Williams, Darko Milicic, Kurt Rambis e lo sciagurato triangolo e chi più ne ha più ne metta.

La situazione in quel di Minnesota, non è comunque così buona come crede Kahn. I nodi da sciogliere per Saunders sono tanti, tantissimi, a partire da quello del coach, Rick Adelman, che presto darà il responso che tutto il mondo Timberwolves aspetta con il fiato sospeso, per non parlare dei casi Kevin Love, che sembra aver rotto con l’ambiente, Rubio, con cui presto si dovrà parlare di contratto, Brandon Roy, in aria di secondo ritiro, e Nikola Pekovic, che quest’estate sarà sul mercato dei free agent per reclamare uno stipendio oneroso. Se a tutto questo aggiungiamo la solita grana Draft, perché per i Timberwolves di grana si tratta, possiamo immaginare che i primi mesi dell’era Saunders saranno piuttosto movimentati. In bocca al lupo Flip, e che la vicenda Joe Smith non si ripeta!

Foto: cbssports.com (Da sinistra verso destra: Flip Saunders, Kevin McHale, Kevin Garnett, Glen Taylor)