Deron Williams e Jerry Sloan di nuovo insieme? Ecco l’ultimo colpo di testa di D-Will

Ora che tra i Nets, con sede al Barclays Center in Brooklyn, e i Knicks, che disputano le loro gare casalinghe nel favoloso Madison Square Garden di Manhattan, vi è solo un ponte di distanza, sembra che il frastuono mediatico che ha sempre invesito i giallo-arancio stia colpendo anche la neonata franchigia della strana coppia Mikhail Prokhorov e Jay-z. L’oggetto delle discussioni? La nomina del successore di PJ Carlesimo sulla seconda panchina più scottante d’America. I tantissimi nomi che sono stati spesi nelle ultime ore, tra cui compaiono anche quelli di Brian Shaw, Phil Jackson e Jeff Van Gundy, hanno letteralmente infiammato la piazza, che potendo contare su uno dei roster più onerosi della Lega non vuole farsi scappare un nome di grido per quanto riguarda la guida tecnica. A mettere benzina sul fuoco, però, sono state le ultime dichiarazioni del presunto leader della squadra, Deron Williams, che piuttosto clamorosamente ha aperto ad un approdo di Jerry Sloan. Ecco, da dove iniziare?

Jerry Sloan è uno dei più grandi allentatori della storia del gioco, famoso per aver legato il proprio nome ad una sola franchigia (non ce ne vogliano i Bulls, dove Sloan ha militato a lungo da giocatore e per tre anni da capo-allenatore), quella degli Utah Jazz. Tra gli anni trascorsi da vice, e quelli da coach, Sloan è rimasto a Salt Lake City dal 1984 al 2011, ben 27 anni, cifra che ha pochi eguali nella storia dello sport mondiale. Perché allora si è consumato l’addio con i suoi amati Jazz? E’ qui che la storia non torna. Dalle voci di corridoio, ma anche da quelle pressochè ufficiali, ciò che ha spinto Sloan a terminare la propria ventisettenale avventura sono state proprio le frizioni con Deron Williams, all’epoca stella di una Utah che si era da poco privata di Carlos Boozer.

Per quanto il senso del professionismo negli USA sia profondamente diverso da quello italiano, sembra veramente difficile che Sloan e Williams si possano ricongiungere, sia in maglia Nets che in qualsiasi altra veste.

Allora perché questa sparata di D-Will? Sarà la delusione dell’eliminazione dai playoff che gli ha dato alla testa, o sono stati semplici ordini dall’alto? L’ipotesi che la dirigenza abbia spinto Willams ad una dichiarazione del genere non sono del tutto infondate, ma la sua richiesta di un “coach che abbia una spiccata propensione offensiva” e l’evidenza, che ha mostrato impietosamente un Williams molto meno dominante da quando ha slegato il proprio nome da quello di coach Sloan, non può non far pensare che questa clamorosa retromarcia l’abbia voluta proprio l’ex Illinois.

Ad ogni modo nelle ultime due ore i nomi più forti sono quelli di Brian Shaw e Jeff Van Gundy, con il solito Phil Jackson accostato più o meno ad ogni panchina NBA. L’ipotesi Sloan, sembra essere stata più che altro una boutade, che poco ha a che fare con le reali intenzioni dei Nets. Meno male, perché nello Utah il ricongiungimento di Sloan con il figliuol prodigo non sarebbe preso poi così bene.

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