Derrick Williams ceduto: Sacramento si accolla il macigno dei TWolves

Era uno scambio che doveva essere fatto fin dall’inizio e che i Timberwolves volevano fare fin dall’inizio. Dopo i vani tentativi di cedere ai Lakers per Gasol l’incognita della seconda scelta, dopo le voci dell’anno scorso, i Magic e i Celtics tra le voci della deadline, finalmente Minnesota lascia andare Derrick Williams.

STORIA – Le voci riguardanti lo scambio erano state insistenti negli ultimi giorni, ma in mezzo alla rottura del menisco di Rose e ai pettegolezzi su Evan Turner (il destino delle seconde scelte..) quelle riguardanti l’ex Arizona erano passate in secondo piano. I Kings, i Nets, i Knicks erano pretendenti del giocatore e i T – Wolves non sapevano, onestamente, chi scegliere. L’importante, per loro, era togliersi di dosso il pesante contratto da 11 milioni per questa stagione e la prossima di un giocatore che non ha mai espresso appieno il suo talento, nonostante l’onesto contributo dell’anno scorso. D’un tratto, verso le 8 e mezza, Darren Wolfson riporta su Twitter: “D – Will trade concluded”. Non si sa ancora l’acquirente e subito parte l’ipotesi tra i nomi considerati prima, con i Kings in cima alla lista. Stamattina la notizia: scambio secco. Williams a Sacramento, in cambio di Luc Mbah A Moute. Niente soldi, niente giocatori, niente scelte. Solo loro due.

ANALISI – I Timberwolves sono stati i primi a muoversi sul mercato dalla prima palla a due, nonostante le voci di un loro ingresso nel mercato si fossero fatte prepotenti solo recentemente. Il loro obiettivo dichiarato era cedere Williams, ma è il contesto in cui è avvenuta questa cessione che ci lascia pensare. Innanzitutto si prende un contratto per altri due anni come quello di Mbah A Moute, tra l’altro infortunato al ginocchio. In secundis, è un processo misterioso che sembra avere già il nome della prossima vittima: Alexey Shved. Il russo ha dato ottima prova del suo valore, la stagione passata, ma l’arrivo di Martin e il ritorno di Rubio gli hanno tagliato il minutaggio e ridotto quasi allo zero (cosa strana, vedendo che il suo compagno di reparto è un certo JJ Barea). Per il resto, niente da dire: Williams non sarà più una minaccia (lo è mai stata?) per i minuti di Love, arriva un uomo più disposto al ruolo di controparte, che non ha necessità di crescere come il giovane numero 2 del 2011. Inoltre, quando sarà sano, il camerunese sarà un ottimo aiuto difensivo per il suo nuovo team: a testimoniarlo, la sua media di 0.4 stoppate, 5.3 rimbalzi, 1 palla rubata e 6.8 punti in 25 minuti di media in carriera.

Sacramento, invece, che può dire? I Kings volevano cedere uno dei contratti in eccesso del team e si prende un atleta che, in un sistema non così affollato come quello di Minnesota, potrà avere molti più minuti, specie da ala piccola. Un reparto, questo, che i Kings non hanno particolarmente arricchito in estate e che volevano migliorare proprio con una trade. Provate ad immaginare un quintetto di questo tipo: Cousins, Thompson, Williams, McLemore, Thomas. È una formazione più pesante e potente in area, che ha dalla sua il vantaggio di avere in Williams un ragazzo dalle lunghe leve che, come detto, può solo crescere. Non credete che sia finita qui, però: i Kings sono ancora a caccia di acquirenti per Marcus Thornton.

WILLIAMS, QUESTO SCONOSCIUTO – Derrick Williams è arrivato nel 2011 come seconda scelta assoluta, ma fin da subito la sua posizione è stata aggravata dalle attese superiori alla realtà e dallo scarso minutaggio che coach Adelman gli ha affidato. Il suo ruolo è stato sconosciuto fin dall’inizio: ala grande? Ala piccola? I Timberwolves non hanno mai saputo utilizzarlo nella maniera corretta e lui, probabilmente, di questo ha risentito. L’anno scorso, l’infortunio di Kevin Love ha mostrato tutto un altro giocatore: 78 partite, di cui 56 da titolare, con 12 punti di media, 5.5 rimbalzi a 24 minuti di media. Quest’anno, 14.7 minuti, 4.9 punti, 2.4 rimbalzi (Kevin Love è tornato, per caso?!). Le possibilità che Sacramento gli può dare sono molte: innanzitutto, un 203 cm x 109 kg con quell’apertura di braccia e quell’atletismo nelle gambe, dalle parti del sindaco Kevin Johnson non si vedevano da un pezzo. Poi l’istinto di saltare che, se elaborato bene da coach Malone, lo può rendere un ottimo stoppatore e rimbalzista. I punti giocano a suo favore: l’anno scorso 12 ppg, come detto, con il 43 % dal campo, un rilascio non malvagio ma migliorabile, punti in area, ovviamente, la specialità della casa. La testa è tutta da rivedere, specie in quel riformatorio che è il team di DeMarcus Cousins, insieme al college di provenienza, ma se tutto andasse bene, vista anche la provenienza dal college e provando ad alzare molto l’asticella, siamo sicuri che i Kings non si siano presi il prossimo Andre Iguodala, giocatore già cercato in estate dalla dirigenza dell’ex team dei fratelli Maloof? Forse ora l’immaginazione è volata oltre, ma ai Kings piace sognare e l’arrivo di un giocatore giovane e ancora in fase di sviluppo come D-Will2 può rendere la ricostruzione da quelle parti ancora più veloce.

foto: minpost.com