Dopo pistole e marijuana, le accuse di stupro. La drammatica deriva di Michael Beasley

Forse Michael Beasley, in arte B-Easy, dovrebbe smetterla di prendere così alla leggera le proprio azioni, non traducendo nella vita reale, il significato del suo soprannome. Anche perché di “easy” nella sua ultima vicenda extracestistica, c’è veramente poco. L’accusa, e fino a che non ci sarà una sentenza questo rimane, che è stata fatta nei confronti del nativo di Baltimora, è veramente grave.

“Sexual assault” ovvero violenza sessuale, è il presunto crimine su cui sta investigando la polizia di Scottsdale, Arizona, una città compresa nell’area metropolitana di Phoenix, nella quale Beasley ha disputato la sua ultima stagione NBA, in maglia Suns.

L’ex Kansas State, non è nuovo a violazioni della legge, ma sino a tal punto, non si era mai spinto. La lunga carriera criminosa di Beasley è costellata di infrazioni alla guida di auto senza licenza, senza patente o con sedici grammi di marijuana a bordo; questo nella migliore delle ipotesi, perché alle volte invece di erba o alcol, erano presenti pistole cariche, crimine che ad ogni modo a noi sembra più grave di come sia percepito negli Stati Uniti, dove il trasposrto illegale di armi da fuoco è da anni sintomo di un malcostume degenerato in abitudine.

Beasley ad ogni modo, è famoso per il suo utilizzo continuativo di marijuana, cosa che lo ha portato ad essere più volte multato dalla Lega, dai Miami Heat (una volta scappò dallo spogliatoio, sapendo dell’arrivo di alcuni poliziotti), e dai Minnesota Timberwolves, squadra in cui è approdato dopo un periodo in una clinica di riabilitazione di Houston, nel momento in cui l’utilizzo dell’erba era diventata un’ossessione per l’ala NBA.

Incredibile proprio la dichiarazione di David Kahn, che lo descrisse durante la presentazione ufficiale come un “ragazzo molto immaturo che aveva fumato troppa marijuana”, non proprio il modo di accogliere un professionista con un contratto da 5 milioni di dollari l’anno. Che i modi di Kahn siano sempre stati piuttosto inusuali è vero, altrettanto vera è però la descrizione fatta di Beasley, che fino ad allora poteva essere valida in quei termini, e che adesso sembra addirittura riduttiva, vista la deriva che hanno preso i comportamenti di B-Easy.

Al di là del futuro del processo, e chi vi scrive spera vivamente che il giocatore sia innocente, Beasley è uno di quei talenti, bruciati da una vita vissuta ai limiti-e-oltre della legalità. E’ un argomento che spesso non viene portato alla ribalta, quello dell’inserimento dei giocatori che provengono da un contesto disagiato nella NBA. L’unico a scontrarsi con questo sistema (e qui devo citare a mente Federico Buffa), che lascia i ragazzi nelle mani di loro stessi, e quindi in quelle delle loro compagnie, non proprio modello, è stato Rasheed Wallace, sempre molto critico con la Lega su questo argomento vitale, che potrebbe permettere a tanti giovani di uscire da una cultura di ghetto, grazie ai contratti milionari percepiti, e che invece ci ripiombano, ancora più pesantemente, proprio per via di questa quantità di denaro, che mette in motto meccanismi che sono sottaciuti e che nel corso degli anni hanno mandato all’aria la vita di più di un giocatore. La frase “Se io mangio, tutti mangiano” pronunciata tanti anni fa da Allen Iverson ne è una pesante dimostrazione.

Per tornare a Beasley è incredibile constatare come uno dei possibili All-Star e top dieci giocatori della Lega (purissima opinione) si sia sciolto davanti a questa impossibilità di condurre una vita regolare. Qui non si sta parlando semplicemente di un buon giocatore, ma di un talento assoluto. Uno che, pur giocando in pantofole, non ha mai finito una stagione NBA sotto i 10 punti di media segnati, uno che pur fumando, bevendo e allenandosi in modo tutt’altro che ineccepibile, è riuscito a conservare sempre il posto in squadra senza alcuna fatica. Come si può descrivere un giocatore che, in carriera, in soli 26 minuti di media a partita può vantare uno score di 14 punti e 5 rimbalzi? L’unico termine valido è sciagurato, perché così com’è certo che potrebbe essere il numero uno, è altrettanto certo che ti tradirà, continuando a buttarsi via con la leggerezza che il soprannome B-Easy ormai gli impone.