Duncan-Ginobili-Parker ad un titolo dall’essere i migliori “Big Three” nella storia

Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili non hanno bisogno di alcun tipo di riconoscimento individuale a questo punto della loro carriera, ma vogliono con tutte le forze provare a mettersi al dito un altro anello, soprattutto dopo che quello dello scorso anno gli è stato brutalmente staccato da mano da una tripla di Ray Allen. Vincere il titolo non sarebbe solo la loro rivincita, ma li proietterebbe anche in cima alla lista dei Big Three più forti della storia: potrebbe essere il quarto anello insieme di Duncan, Parker e Ginobili, con Tim che invece uno lo ha conquistato nel ’99 con l’aiuto di David Robinson.

Quest’ultima vittoria potrebbe significare davvero tanto in ottica “Best Big Three”, proiettandoli per successi solo alle spalle di quelli dei Boston Celtics a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. In realtà, però, non è onesto misurare i risultati statistici di quella squadra con altri fatti registrare in epoca moderna. Innanzitutto perché è difficile stabilire dei veri e propri Big Three: Bill Russell, Tommy Heinsohn e Bob Cousy hanno vinto sei titoli insieme, ma dove li lasciamo John Havlicek, Sam Jones e K.C. Jones? In più bisogna considerare che all’epoca era molto più semplice trionfare ripetutamente, dato che c’erano solo 8 squadra e 6 disputavano i playoffs.

Andiamo a vedere i “Big Three” storici:
– Russell-Cousy-Heinsohn (1956-63): 6 titoli, 52 vittorie nei playoffs
– Duncan-Parker-Ginobili (2002-14): 3 titoli, 113 vittorie nei playoffs
– Bird-McHale-Parish (1980-92): 3 titoli, 85 vittorie nei playoffs
– Johnson-Worthy-Abdul-Jabbar (1982-89): 3 titoli, 78 vittorie nei playoffs
– Jordan-Pippen-Rodman (1995-98): 3 titoli, 45 vittorie nei playoffs

Sui trio dei Lakers c’è da fare una precisazione: Magic-Cooper-Abdul-Jabbar è stato quello di maggior successo in relazione alle singole partite, con 110 vittorie nei playoffs, ma quello menzionato più sopra ha conquistato tre titoli ed è andata alle Finals per sei volte tra il 1983 ed il 1989. Quello dei secondi Bulls di MJ era sicuramente un trio devastante, ma comunque gli Spurs lo hanno già eguagliato in termini di anelli (3), potendo vantare due apparizioni in più alle Finals e più del doppio delle vittorie totali. Qualcuno magari si chiederà perché non ci sono i Lakers dei primi anni 2000, quelli che hanno centrato il threepeat: hanno vinto tantissimo, ma considerare Derek Fisher, per quanto sia stato importante, una stella assoluta è un po’ eccessivo, quindi più che trio, possiamo parlare di duo leggendario (Kobe-Shaq).

Quando si parla di dominio nel corso del tempo, sia nella regular season che nei playoffs, i “Big Three” degli Spurs sono il top: più vittorie nei playoffs di qualsiasi altro, una percentuale di successi che non è mai scesa sotto il 61%. Magari i Bulls di Jordan complessivamente sono stati più forti, i Lakers ed i Celtics più vincenti e più seguiti nel corso delle loro storie, ma questi Spurs sono la squadra più grande di tutti i tempi: trovatene un’altra che è riuscita a rimanere a livelli così alti nell’arco di tempo di 12 anni, puntando sempre sullo stesso nucleo di giocatori. Questo è accaduto perché i texani, sotto la guida di un vero e proprio fenomeno che risponde al nome di Gregg Popovich, hanno saputo rinnovarsi e migliorarsi nel corso degli anni, raggiungendo il paradiso cestistico a livello di gioco: quella di San Antonio è una meravigliosa sinfonia, è un inno alla pallacanestro, che ad una difesa commovente abbina un attacco fatto con i tempi, gli spazi ed i ritmi giusti.

Gli Spurs rappresentano una sorta di isola felice nella NBA: tutti sono contenti di giocare per quella franchigia, pronti a dare tutto ed a massimizzare il proprio talento, il che non fa altro che accrescere la grandezza dei Big Three e del suo allenatore. I texani sono stati coerenti in un’epoca in cui è quasi impossibile riuscire a tenere insieme per tanto tempo le stelle o convincerle ad accettare un ruolo meno importante. Sono un esempio di altruismo, del noi anteposto all’io. L’età diventa un macigno, i giocatori avversari sono sempre più atletici, la concorrenza è agguerrita, eppure Duncan-Ginobili-Parker sono ancora lì, a lottare insieme per un’ultima grande gioia che può definitivamente consacrarli nell’olimpo della NBA.