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È possibile vincere il titolo senza uno dei 5 migliori giocatori NBA? Dal ’94 ci sono riuscite quattro squadre

Può apparire come una domanda priva di senso, ma in realtà è lecito chiederselo: è possibile vincere il titolo senza uno dei migliori giocatori NBA? L’avvento di LeBron James e l’inizio della sua probabile dinastia con i Miami Heat hanno reso di grande attualità questa domanda. Ai fini del nostro articolo, in mancanza di altri riscontri evidenti per determinare i migliori giocatori di ogni stagione dal 1994 in poi, considereremo valide le votazioni per assegnare il premio di Most Valuable Player. Quante squadre ce l’hanno fatta senza avere nel proprio roster uno dei primi cinque?

MVP CAMPIONI – Partiamo subito con l’eliminare le squadre campioni NBA trascinate dall’MVP della stagione. Proprio nel 1994, il primo anno che prendiamo in esame, Hakeem Olajuwon (Houston Rockets) vinse l’MVP e poi il titolo NBA. Lo imitò per due volte Michael Jordan (Chicago Bulls), nel 1996 e nel 1998. I Lakers riuscirono a vincere tre titoli consecutivi tra il 2000 e il 2002. Shaquille O’Neal, la stella di quella squadra assieme a Kobe Bryant, fu MVP nel 2000. L’ultimo MVP campione di questo periodo di sostanziale continuità fu Tim Duncan (San Antonio Spurs), nel 2003. Poi ci vollero quasi dieci anni prima che il premio individuale più prestigioso fosse assegnato al giocatore che avrebbe poi trionfato a giugno. È stato LeBron James (Miami Heat) a riaprire questa tradizione, vincendo MVP e titolo NBA nel 2012 e nel 2013, imitato da Steph Curry (Golden State Warriors) nel 2015.

SECONDI E TERZI – Come specificato nell’introduzione, consideriamo validi i primi cinque posti della graduatoria. Nel 1997, anno del secondo dei tre titoli Bulls tra il ’96 e il ’98, l’MVP della regular season fu Karl Malone. Michael Jordan arrivò secondo nella graduatoria. Esattamente come MJ, anche Kobe Bryant (Los Angeles Lakers) vinse un titolo, quello del 2009, dopo essere arrivato secondo nelle votazioni per l’MVP. Nel 2010 arrivò invece terzo alle spalle di LeBron James e Kevin Durant. I terzi hanno avuto particolare fortuna negli ultimi vent’anni. Si classificò come terzo anche Tim Duncan (San Antonio Spurs) nel 1999, oppure Shaquille O’Neal (Los Angeles Lakers) nel 2001 e nel 2002. Due anni prima di Kobe, nel 2008, il futuro campione NBA Kevin Garnett (Boston Celtics) non era riuscito a battere la concorrenza dello stesso Bryant e di Chris Paul per vincere l’MVP. Il premio di MVP delle Finals, in quell’anno, fu poi vinto da Paul Pierce.

FUORI DALLA TOP 3 – Partiamo dal campione NBA che non si è classificato tra i primi tre per una manciata di voti: Tim Duncan (San Antonio Spurs) si è piazzato quarto nel 2005 e nel 2007. Il lungo è stato poi un notevole fattore nei Playoffs e ha vinto l’MVP delle Finals nel 2005; nel 2007, invece, fu Tony Parker il miglior giocatore delle finali. Più difficile capire cosa spinse i votanti ad ignorare Hakeem Olajuwon  (Houston Rockets) nel 1995. Il centro nigeriano aveva vinto MVP e titolo NBA l’anno precedente, ma non andò oltre al quinto posto nelle votazioni relative alla stagione 1994/1995. Si riscattò alla grande con dei Playoffs da 33 punti, 10.3 rimbalzi, 4.5 assist e 2.8 stoppate di media.

FUORI DALLA TOP 5Rivali in due delle ultime dieci Finals, ma con qualcosa in comune: hanno vinto il titolo NBA dopo essere arrivati sesti nelle votazioni per l’MVP. È il caso di Dwyane Wade (Miami Heat) nel 2006 e di Dirk Nowitzki (Dallas Mavericks) nel 2011. Come Olajuwon, i due si sono ampiamente rifatti giocando dei Playoffs di livello impareggiabile. Wade ha tenuto 39.2 punti di media nelle ultime quattro gare della serie finale, Dirk non ha lasciato alcuno scampo a Thunder e Heat. Il tedesco ha segnato 48 punti in gara 1 delle finali di Conference, stabilendo un nuovo record dei Playoffs con 24/24 dalla lunetta (il record in regular season è inferiore: 23/23 di Dominique Wilkins). Che squadra manca all’appello? Esatto: i Detroit Pistons del 2004. Il loro miglior giocatore, Ben Wallace, era arrivato settimo nella graduatoria per l’MVP della stagione. Big Ben ebbe il compito di prendersi cura di Shaq nelle finali e catturò 22 rimbalzi nella decisiva gara 5. L’MVP di quelle Finals, tuttavia, andò a Chauncey Billups. E poi c’è la vicenda del 2014Tim Duncan fu il giocatore più votato degli Spurs: si classificò addirittura dodicesimo, precedendo di una posizione il compagno Tony Parker. San Antonio, dopo una serie indimenticabile contro gli Heat, conquistò il suo quinto titolo NBA.

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