E se Kobe Bryant non fosse il più vincente della sua epoca?

Kobe Bryant è largamente ritenuto come il giocatore più forte della sua generazione, ma è anche quello più vincente? La stella dei Lakers ha perso quasi tutta la stagione a causa degli infortuni, ma la sua impressionante lista di riconoscimenti è sempre lì a ricordarci chi sia il #24. Kobe ha vinto una volta il premio di MVP stagionale, ma soprattutto si è messo al dito 5 anelli ed ha alzato 2 trofei di MVP delle Finals. Nel dicembre del 2009, Marc Stein si ESPN lo ha nominato come giocatore del decennio, ma ci sono altri giocatori che hanno avuto un successo di simile livello durante il suo regno. In questo caso specifico, ci riferiamo alle superstar che sono entrate nella lega più o meno nello stesso tempo di Bryant ed hanno vinto almeno un titolo. Ecco i nomi che prenderemo in considerazione: Shaquille O’Neal, Tim Duncan, Kevin Garnett e Dirk Nowitzki. Cerchiamo di capire se Kobe è il campione più vincente della sua epoca. 

SUCCESSO INDIVIDUALE – Consideriamo i premi in carriera vinti da Bryant e dai 4 giocatori appena nominati. MVP stagionale: Nowitzki 1, Garnett 1, Bryant 1, O’Neal 1, Duncan 2. MVP delle Finals: Nowitzki 1, Garnett 0, Bryant 2, O’Neal 3, Duncan 3. All-NBA first team: Nowitzki 4, Garnett 4, Bryant 11, O’Neal 8, Duncan 10.

Garnett è una delle migliori ali grandi di tutti i tempi e nei suoi anni d’oro è stato l’all-around più forte della lega. Ma in termini di riconoscimenti personali non ha raccolto tantissimo. Dal 2002-03 al 2004-05 non ha saltato nemmeno una partita ed ha viaggiato con una media di 23.1 punti, 13.6 rimbalzi e 5.6 assist con il 50.1% dal campo. Ha vinto il trofeo di MVP stagionale nel 2004, trascinando i Timbewolves alla finale di Conference. “Big Ticket” ha guidato la Lega per efficienza due volte, mentre gente come Duncan e Bryant non sono mai riusciti a fare. Ma soprattutto Garnett è l’unico giocatore di questa lista ad aver vinto il premio di difensore dell’anno. Senza la sua difesa superba ed i suoi punti dal post, probabilmente i Celtics non avrebbero vinto il titolo nel 2008, ma sembra che Garnett non abbia avuto un impatto abbastanza grande e continuo nel tempo per competere con gli altri giocatori presi in considerazione tra i più vincenti. 

Per quanto riguarda Nowitzki, stiamo probabilmente parlando del lungo con il miglior tiro di sempre, abilità che gli ha permesso di diventare un realizzatore micidiale da ogni angolo del campo. Dopo aver vinto l’MVP nel 2006-07 è stato criticato per essere uscito al primo turno dei playoffs contro i Warriors (testa di serie n.8), ma nel 2010-11 si è rifatto riuscendo a vincere il titolo a discapito degli Heat di LeBron James. Grazie al trofeo di MVP delle Finals, Dirk è davanti a Garnett in fatto di successi, ma ancora molto lontano da Bryant. 

Passiamo ad O’Neal. Shaq è stato eletto MVP delle Finals una volta più di Kobe ed è il giocatore con il PER più alto in carriera di questa lista (26.4, secondo Duncan con 24.6, Kobe quarto con 23.4). La guardia dei Lakers è stata selezionata più volte per il primo quintetto della NBA, ma c’è da dire che Shaq nelle prime cinque stagioni della sua carriera ha dovuto combattere con mostri sacri del calibro di Olajuwon, Ewing e Robinson. Allo stesso tempo, però, bisogna considerare che quando Kobe è entrato, la NBA era ancora il regno di Michael Jordan, anche se a fine carriera, ma soprattutto che nei primi due anni non è stato titolare inamovibile. Quindi i numeri dicono che, anche se di poco, Kobe ha avuto più successo di O’Neal. 

Veniamo infine a Tim Duncan. Nessun altro giocatore in questa lista ha vinto più MVP stagionali di lui e solo Shaq ha conquistato lo stesso numero di premi di MVP delle Finals. Bryant ha il vantaggio di avere un’apparizione in più nel primo quintetto della NBA, ma Duncan vince 5-3 il confronto per quanto riguarda gli MVP. Quindi dal punto di vista individuale, Tim è il giocatore di maggior successo dell’era di Kobe. 

SUCCESSO DI SQUADRA – Questo aspetto gioca un ruolo molto importante nel considerare un giocatore un vincente o meno. Prendiamo ad esempio Tracy McGrady: per talento non ha avuto nulla da invidiare a Kobe, ma il suo uscire sempre al primo turno dei playoffs gli ha impedito di entrare nella discussione. Ovviamente i 5 anelli di Bryant parlano per sé: nessuno dei giocatori presi in considerazione ne hanno vinti così tanti, anzi i Lakers di Kobe ne hanno tolto qualcuno in particolare agli Spurs di Duncan ed ai Celtics di Garnett.

Se i titoli sono una componente importante, allo stesso tempo non sono l’unica che conta. Diamo uno sguardo al record in regular season delle varie stelle: Duncan 898-356 (71.6% di vittorie), O’Neal 819-388 (67.9%), Bryant 813-432 (65.3%), Nowitzki 767-421 (64.6%), Garnett 791-586 (57.4%). Kevin è penalizzato dal fatto che nei suoi giorni con i Timberwolves non sempre ha avuto squadre competitive, mentre è straordinario il record di Dirk, che alla guida dei Mavs difficilmente ha rimediato figuracce. Bryant ha vissuto 11 stagioni con almeno 50 vittorie in stagione, ma è ancora più impressionante la percentuale di vittorie di O’Neal che ha aiutato squadre non particolarmente brillanti ad avere un record positivo. Il caso di Duncan meriterebbe un articolo a parte. Da quando è approdato a San Antonio, gli Spurs non sono riusciti a vincere almeno 50 partite in stagione solo nel 1998-99. Il motivo? Semplice, non c’erano abbastanza gare da disputare, dato che la stagione fu accorciata a 50 a causa del lockout.

Andiamo a vedere, invece, il record nei playoffs: Duncan 138-82 (62.7%), Bryant 135-85 (61.4%), O’Neal 129-87 (59.7%), Nowitzki 67-68 (49.6%), Garnett 69-71 (49.3%). E’ un po’ sorprendente vedere Tim in cima anche a questa lista. E’ apparso in 5 Finals, vincendone 4, mentre O’Neal ne ha giocate 6 e Bryant addirittura 7, mentre Garnett e Nowitzki ne hanno combinati 4. Il maggior numero di presenze di Kobe farebbero pensare ad una percentuale di vittorie superiore, ma la costanza di Duncan nell’arco di tutta la sua carriera è semplicemente qualcosa di disumano. Dai numeri si evince che San Antonio è stata praticamente ogni anno una contender legittima con Tim a guidarla. 

CONCLUSIONE – Probabilmente Kobe è stato l’icona dell’epoca in cui è inserito, ma Duncan, numeri alla mano, è la superstar più vincente. Ha vinto più premi individuali di chiunque altro, si è messo al dito 4 anelli e non è detto che non se ne metta ancora un altro, con lui gli Spurs hanno raggiunto una continuità di vittorie fuori dal comune. Insomma, l’attuale generazione di stelle dovrebbe misurarsi più con Duncan che con Bryant, se si parla di successo in generale e non solo di titoli vinti.