Ecco come Ray Allen ha cambiato il suo gioco per rimanere il più clutch di tutti

Passano gli anni, l’età si fa sempre più sentire sul fisico, ma l’abilità più unica che rara di Ray Allen di far canestro quando più conta rimane. Prima che gli Heat concludano la loro corsa nei playoffs, aspettatevi di vedere altre giocate importanti nei finali. Perché se c’è una cosa di cui siamo sicuri, è che quando capiterà l’occasione giusta, “Jesus” non si tirerà indietro. 

CLUTCH FIN DALL’INIZIO – Rispetto al passato, si potrebbe sostenere che in questa stagione stia calando, dato che ha segnato il 40% dei suoi tentativi da tre punti in situazioni “close and late”, ovvero quando nell’ultimo minuto di gioco le due squadre sono separate da 5 o meno punti. Pur essendo un’ottima percentuale, è in calo rispetto al 2012-13 (50%) e soprattutto al 2011-12 (66.7%). Dovunque ha giocato – Milwaukee, Seattle, Boston – Allen è sempre stato il giocatore a cui affidare il pallone quando scotta e prima dell’anno scorso poteva vantare ben sette game-winner nei playoffs. Vista la sua storia, sarebbe stato comprensibile se avesse deciso di appendere le scarpe al chiodo dopo aver vinto il titolo con gli Heat nella passata stagione. Dopo tutto, quale miglior modo di uscire di scena se non infilando la tripla nei secondi finali di gara 6 che ha strappato il titolo dalle mani degli Spurs ed ha spostato l’inerzia verso la sua squadra? Ma Allen ha deciso di tornare per provare a mettersi al dito un altro anello. 

COME È CAMBIATO IL SUO GIOCO – Per gli standard della NBA, possiamo definirlo un vecchio. Certo, è sempre in grado di piazzare la giocata offensiva importante, ma il declino negli altri aspetti del gioco è inevitabile. Allen ha accettato il suo ruolo da specialista con gli Heat, ma con il passare del tempo il suo gioco sta diventando sempre più limitato. Prendiamo ad esempio l’impatto difensivo: quando gli avversari schierano un esterno con grande capacità di segnare, per Spoelstra diventa sempre più difficile tenere Ray in campo. Con il suo 39esimo compleanno previsto per il mese di luglio, Allen raggiungerà uno storico traguardo: non c’è mai stata una guardia con 39 o più anni che ha realizzato almeno il 40% delle sue triple in una stagione. Questa statistica è spiegabile soprattutto con il fatto che tutti gli altri tiratori sul finire della loro carriera non hanno avuto modo di giocare nella stessa squadra di LeBron James e Dwyane Wade, due che tendono a creare ottime conclusioni per i propri compagni. E questo è l’aspetto che sta permettendo a Ray di allungare il più possibile la sua carriera. Ma non è nemmeno da sottovalutare quello motivazionale: stiamo parlando di un giocatore che tende a ricordarsi unicamente i suoi insuccessi, che sono quelli che lo spingono a passare tutti i santi giorni in palestra. L’etica del lavoro di certo non svanirà con l’età, così come la sua capacità di far fuoco nei momenti cruciali, perché lui è uno che ama la pressione e le responsabilità. In più, Allen ha sempre riconosciuto i suoi limiti ed ha saputo adattarsi alle situazioni: dal giocatore in grado di segnare in qualsiasi modo si è evoluto in uno specialista di altissimo livello. Due statistiche spiegano al meglio la sua evoluzione. In carriera ha inchiodato 202 schiacciate, solo 56 arrivate nelle ultime 8 stagioni. Nelle prime 6, ha viaggiato con una media di 24 voli sopra al ferro all’anno, ma ovviamente superati i 30 anni l’atletismo tende a calare drasticamente. La seconda riguarda la sua selezione di tiri: le ultime tre stagioni sono state unidimensionali, dato che ha nel 2011-12 il 47% dei suoi tiri sono arrivati da dietro l’arco, mentre nel 2012-13 e nel 2013-14 la percentuale è salita rispettivamente a 51% e 56.9%. Chiaramente, il suo gioco si sta evolvendo per necessità e per istinto di sopravvivenza, perché Allen sente di non aver ancora concluso il suo cammino nella NBA. 

SEMPRE PRONTO – La forza di volontà non cambierà mai, non importa quanti anni aggiungerà sul groppone o quanto atletismo continuerà a perdere. Per come ha saputo cambiare ed adattarsi negli ultimi anni, Allen dà l’impressione di essere uno di quei giocatori che sanno sempre essere preparati in qualunque situazione. Per Ray il passato non conta, pensa solo al presente o al futuro, pensa al prossimo grande colpo che dovrà prendere e realizzare per condurre al successo la sua squadra. Anche se ha la mentalità e le abilità giuste, oltre che i compagni ideali, per continuare a giocare ancora per qualche anno nella NBA, la sua corsa prima o poi si arresterà, quindi non ci resta che apprezzare ogni singolo colpo che infilerà per condurre la sua squadra. 

Fonte: Bleacher Report