Ed il sole tornò a splendere in Arizona

I Phoenix Suns hanno terminato la stagione 2012-2013 con il peggiore record a Ovest (25-57) e tutti si aspettavano lo stesso scempio anche in questa annata. Invece i Suns sono al momento 7° nella Western Conference con già 20 vittorie all’attivo.

Nell’estate hanno licenziato il general manager Lance Blanks (quello dei 18 milioni in tre anni a Michael Beasley) e hanno assunto Ryan McDonough (scuola Boston Celtics), che ha ingaggiato Jeff Hornacek come head coach, alla sua prima esperienza dopo essere stato a lungo nello staff di Jerry Sloan. Hornacek è riuscito in pochi mesi a riportare il mojo che ha caratterizzato la franchigia negli anni precedenti.

Dragic, Bledsoe, Green, Plumlee e i gemelli Morris stanno vivendo la migliore stagione della loro giovane carriera NBA. L’attacco molto fluente basato sullo “share the ball” è solo una dimostrazione di come il coach sia riuscito a cambiare la mentalità della squadra e simultaneamente di come sia riuscito a guadagnare rispetto all’interno dello spogliatoio. Ha vinto il titolo di “coach of the month” in Dicembre con un record di 10-3 e sembra un candidato per vincere il premio di allenatore dell’anno. Se si pensa poi che sta allenando l’ottavo team più giovane della lega, 25.5 l’età media, e il secondo per quanto riguarda anni di esperienza in NBA, 2.9 anni, l’ammirazione nei suoi confronti non può che aumentare. Senza alcun dubbio la mossa vincente di Hornacek è stata quella di giocare con la doppia point-guard, Eric Bledsoe e Goran Dragic.

Prima di analizzare questa coppia è importante fare un breve excursus sulla storia del doppio playmaker nella NBA. Gli esempi vincenti più noti sono sicuramente Magic Johnson con  Norm Nixon vincitori del titolo nel 1980 e 1982 oppure Isiah Thomas con Joe Dumars campioni nel 1989-1990. Gli stessi Suns nella stagione ’96-’97 potevano vantare un reparto con delle giovani stelle come Jason Kidd e Steve Nash e un veterano come Kevin Johnson. Come spesso succede in questo sport non basta avere i migliori giocatori per vincere e quella squadra non ebbe molto successo, si fermò al primo turno dei playoff. A differenza di quei Suns, questa coppia funziona: infatti sia lo sloveno che “Lil’-Bron” stanno giocando ad altissimo livello. L’attacco di Phoenix è principalmente fondato su tagli e tiri dell’arco, il che, grazie alla capacità di arrivare al ferro e di riuscire indifferentemente a tirare o a riaprire il gioco dei due piccoli, sta permettendo a tiratori come Frye, Marcus Morris e Gerald Green di avere statistiche notevoli. Inoltre grazie alla loro abilità di rubare palloni (quasi 3 a partita) e di guidare il contropiede, i Suns hanno la migliore transizione offensiva di tutta la lega.

Ieri, però, il former Wildcats è stato operato in artroscopia alla cartilagine del menisco del ginocchio destro in seguito dell’infortunio che si è procurato durante il match di giovedì con i Bulls. Anche se lo staff ha dichiarato che il giocatore dovrebbe tornare disponibile nella seconda metà della stagione, questo infortunio potrebbe avere importanti risvolti in estate quando Eric diventerà free agent. I due scenari che possono verificarsi sono diametralmente opposti: il primo prevede che nessun team voglia scommettere sulla guardia e quindi questo permetterebbe ai Suns di risparmiare alcuni milioni, oppure che gli stessi Suns non credano più nel giocatore  e quindi non pareggino alcuna offerta. Per quanto riguarda questa parte di stagione, l’indiziato numero uno per coprire l’assenza di Bledsoe è  Green, ma la firma di Barbosa dovrebbe garantire qualità dalla panchina, anche se per ora il brasiliano è parso fuori forma. Alcuni minuti importanti dovrebbe averne Archie Goodwin, guardia scelta al numero 29 del draft 2013 con enorme potenziale, che quest’anno però ha trovato davvero poco spazio.

Tornando alla squadra, la difesa non è sicuramente di alto livello NBA, spesso concedono grandinate di punti in area, perdono uomini sui tagli, sulle penetrazioni e di conseguenza gli aiuti sono tardivi. Ineccepibile è invece la difesa sul perimetro dove concedono agli avversari solo il 33% da 3 punti e il 35% da oltre i 5 metri.

Una persona che sarebbe fiera di questi Suns è Mike D’Antoni, dato che Phoenix è 7° per quanto riguarda il pace (il ritmo, l’andatura), circa 96 possessi ogni partita. Mantenere un pace alto è spesso un buon metodo per “tankare” poiché avendo più possessi si dà alle squadre avversarie più occasioni di affermare la loro superiorità ma d’altro canto questa tattica giova alle squadre i cui giocatori si esaltano in transizione. Potremmo quindi definire quello dei Suns un pace produttivo a differenza di quello dell’attuale squadra di coach D’Antoni, i Los Angeles Lakers, che sono 4° nella classifica del pace ma 19° nella transizione offensiva.

McDonough sta cercando di costruire un roster giovane e con potenziale mentre Jeff Hornacek sta modellando i pezzi per formare un gruppo solido e competitivo. Quest’anno difficilmente vinceranno il titolo, ma sono riusciti ad attirare l’attenzione di tutta la lega e soprattutto sono tornati ad essere divertenti da guardare.