Focus Market – Utah riparte dai giovani

Era già iniziata con l’addio di Carlos Boozer, ma in mezzo una scappatella ai playoff gli Utah Jazz l’avevano fatta. L’anno scorso è stata parziale, questo invece totale. A Salt Lake City si riparte praticamente da zero.

I NUOVI JAZZ – La ricostruzione è stata basilare soprattutto nel reparto lunghi. Via Al Jefferson e Paul Millsap, per favorire la crescita di Enes Kanter e Derrick Favors. Gordon Hayward è già in fase di rinnovo con il team, ma per il resto il team non ha molto da offrire. Tutti i free agent, con l’eccezione di Marvin Williams, hanno lasciato il team. Si sentiranno le mancanze, soprattutto, di Al Jefferson e Paul Millsap. Si sapeva però che l’obiettivo del team era lasciar andare uno dei due o, eventualmente, entrambi. Chi è arrivato? Tra i free agent la rivelazione della Summer League Ian Clarck e John Lucas, giocatore che dopo Chicago non ha dato quanto sperato a Toronto. Andris Biedrins, Richard Jefferson e Brandon Rush si sono uniti al team nella trade che ha portato Randy Foye a Denver, nell’ambito dell’affare Iguodala a Golden State. Un mercato abbastanza povero, insomma. Richard Jefferson è in scadenza ed è chiaramente un giocatore in declino da quattro anni, facendo vedere lampi molto rari di quello che sapeva fare ai Nets. Biedrins era in esubero a Golden State, in scadenza pure lui ma sicuramente, se sano, molto utile sotto canestro, specie per dare a Kanter il tempo di crescere. Dei tre, quello che sembra avere un futuro in maglia Jazz sembra essere Brandon Rush. Da Indiana a Golden State, dopo il suo infortunio al crociato di novembre sembrava essere solo una pausa nel suo rapporto con i californiani. La crescita di Harrison Barnes, però, ha stravolto tutti i piani e l’arrivo di Iguodala ha fatto capire che non c’era più spazio per l’ex Kansas, che è stato allontanato insieme agli altri due giocatori, la cui clausola sui loro inutili contratti pesava sul cap dei Warriors. Rush è un’ala/guardia che farà da cambio a Hayward, con buon tiro e fisico da penetratore. L’arrivo più importante in casa Jazz, però, viene dal Draft: Trey Burke, uno dei rookie più ricercati di questo Draft. Sebbene fin dall’anno scorso ritenuto uno dei migliori giocatori, il ragazzo ha preferito passare un altro anno ai Wolverines. Quest’anno si prepara a reggere la pesante eredità di John Stockton e Deron Williams. Atletico, di fisico potente, ha carisma. Da solo non ce la potrà fare, ma con l’aiuto di coach Tyronne Corbin e di una serie di giovani interessanti, spetterà a lui far ripartire i Jazz e fargli inziare un nuovo ciclo, che duri molto di più rispetto al precedente.