Finals: i 20 numeri da conoscere su Spurs e Heat. Gara 3 può valere il titolo…

6 – Da quando LeBron James e Chris Bosh hanno unito le forze con Dwyane Wade a South Beach, gli Heat hanno perso per sei volte la gara di apertura di una serie, compresa quella delle attuali Finals. Ma ogni volta è riuscita a riemergere in gara 2 ed a riequilibrare i giochi: alla fine Miami ha avuto la meglio in tutte e cinque le precedenti serie, volete scommettere che…

47 – Gli Heat hanno finora disputato 47 partite partite di playoffs senza aver mai perso almeno due partite consecutive. Davanti a loro ci sono solo Bulls (52 tra il ’90 ed il ’93) e Celtics (54 tra ’62 e ’64). 

16 – Con la vittoria di stanotte, Miami può vantare almeno un successo esterno nelle ultime 16 serie di playoffs disputate: è la striscia più lunga nella storia della NBA. 

13 – James e compagni hanno vinto attualmente 13 partite consecutive, immediatamente dopo aver subito una sconfitta nei playoffs. 

33 – I punti segnati da LeBron dopo il primo quarto, nel quale era partito aggressivo, ma con soli 2 punti (1/4 dal campo). Dalla seconda frazione in poi, è stato spesso e volentieri un monologo tutto suo, soprattutto nel terzo quarto, passando dal 25% al 72.2% al tiro (13/18 negli ultimi tre quarti). 

157 – Un Tim Duncan stoico è andato in doppia-doppia anche in gara 2, mettendo a referto 18 punti e 15 rimbalzi e centrando la 157esima doppia-doppia della sua carriera nella post-season, raggiungendo così Magic Johnson al primo posto assoluto di questa particolare classifica. 

6.4 e -37.7 – Il primo numero sta ad indicare che con James in campo gli Heat hanno battuto gli Spurs di 6.4 punti per 100 possessi, mentre il secondo testimonia il crollo della squadra non appena mette piede fuori dal campo. 

52.9% – Miami ha tirato con 37/70 dal campo in gara 2, con i sei giocatori più impiegati che hanno chiuso tutti almeno al 50%: James 14/22, Allen 4/7, Wade 5/9, Lewis 5/9, Bosh 6/11, Chalmers 2/4. 

4 – Un numero che potrebbe rimanere a lungo negli incubi degli Spurs, se non dovessero riuscire a vincere nemmeno una delle seguenti due partite a Miami. Con 6’43’’ dal termine ed i texani avanti 87-85, Chalmers si è preso un flagrant sacrosanto per una gomitata nello stomaco di Parker. Quest’ultimo, però, ha fallito entrambi i liberi e, sulla rimessa successiva, Duncan lo ha imitato, dopo essere stato bravissimo a prendersi il fallo. Insomma, dal possibile +6, San Antonio nell’azione seguente si è ritrovata a -1 a causa della tripla di James. 

8 – LeBron James ha infilato 8 dei suoi 11 tentativi al di fuori del pitturato: praticamente in questa situazione ha realizzato più canestri lui che tutto il resto dei compagni (7/28). 

11 – Il plus/minus positivo del “Prescelto”, ovviamente il migliore dei suoi in questa categoria, seguito da Allen (+9) e Lewis (+8). I peggiori, invece, sono stati Bosh (-11, ma ha avuto un ruolo fondamentale nel finale) e Wade (-8, deleterio praticamente per tutta la partita). 

44 – I punti realizzati dagli Heat nel pitturato in gara 2, ovvero 10 in più di quelli degli Spurs. In gara 1, erano stati quest’ultimi ad avere la meglio nei pressi del canestro (48-36), vincendo poi la partita. Facendo un salto indietro e dando uno sguardo alle scorse Finals, possiamo renderci conto del fatto che cinque volte su sette ha trionfato la squadra che ha segnato di più dal pitturato. 

50% – Bosh ha preso solo due tiri da oltre l’arco, entrambi nei minuti cruciali dell’incontro. Pur avendo fallito il suo primo tentativo a 2’07’’ dal termine, circa 50 secondi dopo James non ha esitato a dargli nuovamente il pallone nelle mani: stavolta Chris da oltre l’arco non ha sbagliato ed ha messo gli Heat definitivamente avanti. 

2.5 – Per la seconda partita consecutiva, nessun altro giocatore ha corso per il campo più di Tony Parker, che ha fatto registrare 2.5 miglia (4 km) in gara 2. A seguire LeBron con 2.4 (3.8 km). 

1.026 – Grazie alle sette assistenze smazzate in gara 2, Parker ha sorpassato Michael Jordan (1.022) e si è preso l’ottavo posto nella lista dei migliori assistman nella storia dei playoffs. 

11 – Dopo aver commesso 23 turnover in gara 1, gli Spurs hanno più che dimezzato questo dato, facendo registrare solo 11 palle perse, a fronte delle 16 avversarie. Peccato, però, che una sia arrivata proprio nel momento decisivo, con Ginobili che ha buttato via il pallone del potenziale pareggio o sorpasso ad una trentina di secondi dal termine. 

37 – I punti realizzati dalla panchina degli Spurs, che ha surclassato quella avversaria, ferma a quota 12. Ovviamente un ruolo centrale dal punto di vista prolifico lo ha avuto Ginobili, autore di 19 punti, ma l’argentino rispetto a gara 1 (11) ha smazzato ben 7 assist in meno. 

39.1% – E’ la percentuale di possessi giocati da James nei minuti in cui è stato in campo: nessun giocatore in gara 2 ha voluto così tanto la palla in mano. A seguire c’è Manu, con il 36.8% dei possessi degli Spurs gestiti nei 28 minuti disputati. 

50 – Il numero di triple realizzate da Ray Allen nelle Finals NBA. Ha bisogno di sole altri sei canestri da oltre l’arco per superare Robert Horry e diventare il miglior tiratore di tutti i tempi nella serie che assegna il titolo. 

83.3% – Con la serie riequilibrata sull’1-1, adesso tutta l’attenzione si sposta su gara 3, che diventa già cruciale. La storia, infatti, ci insegna che chi vince il terzo atto delle Finals, si mette poi l’anello al dito per ben 30 volte su 36 (83.3%). 

Fonte statistiche: NBA Stats