Focus Market – Il graduale rebuilding di Memphis

Memphis entra nell’élite dei team rivelazione dell’anno scorso. Partiti come un buon team da semifinale di Conference, dopo la cessione di Rudy Gay hanno creato un team capace di screditare il nuovo pronostico (primo turno di PO) e arrivare fino alla Finale Ovest, battendo perfino i Thunder, che per quanto privi di Russell Westbrook sono comunque i Thunder. Il bellissimo giocattolo che il fantasma di Elvis contempla dalla sua città, però, può essere arrivato a un giro di boa imprevisto.

CAMBIO DALL’ALTO – Come Denver, come Toronto (team strettamente legato ai nostri Grizzlies). Anche Memphis attraversa uno stadio di transizione, con il cambio di proprietà che ha dato inizio a una serie di fattori, andati oltre la cessione di Gay. A parte l’altra grossa trade, con Marreese Speights che è volato alla volta di Cleveland, il pacchetto giocatori non sembra essere influenzato; di questo, però, è meglio parlarne dopo. Parliamo, invece, di quello che potrebbe notevolmente influenzare notevolmente la prossima stagione degli emergenti Memphis Grizzlies: Lionel Hollins. Già verso la semifinale di Conference, sembrava che l’artefice del team che scorrazza per la Lega in questi quattro anni non rientrasse più nei progetti della proprietà. I giocatori hanno provato in ogni modo a cercare di convincere i nuovi owners del contrario, ma invano. Hollins, così, rimane uno dei tanti coach NBA di livello rimasto senza team. Al suo posto ci sarà il suo vice, Dave Joerger.

GLI ARRIVI DELL’ESTATE – Il mercato dei Grizzlies è iniziato ufficialmente la notte del Draft, cedendo il sempre infortunato Darrell Arthur ai Denver Nuggets e ricevendo in cambio Kosta Koufos, che nel sistema di George Karl era stato in grado di mostrare tutta la sua abilità come giocatore da area e di tiratore: è sicuramente il cambio più adatto a Marc Gasol, visto che il modello di gioco del greco non è diverso, appunto da quello del “fratellino”. Priorità della franchigia era riconfermare il pacchetto guardie; missione compiuta, con Jarred Bayless che torna a compiere il suo egregio lavoro dell’anno passato e, soprattutto, torna a fare il cambio di Tony Allen. L’ex Celtics ha infatti rinnovato con il team che gli ha fatto fare il salto di qualità per i prossimi quattro anni. Non è niente male nemmeno il “colpo grosso a Memphis”: il ritorno di Mike Miller. L’ex Gators ha lasciato Miami dopo l’inaspettata amnesty esercitata nei suoi confronti e in molti team ambivano ai suoi servigi; insieme a Cavaliers, Rockets (sempre in mezzo, in questo mercato) e Thunder, c’era in lista anche Memphis, che, come un ragazzo che vuole ricominciare con la morosa tradita, voleva riprendere la storia con la guardia dopo la cessione del 2008 (quella che portò il nostro a Minnesota e OJ Mayo a prendere il suo posto). Riconciliazione fatta.

MIGLIORAMENTI DEL TEAM – Con Miller il campo si apre ulteriormente, facendolo partire molto probabilmente dalla panchina, vista anche la schiena e i problemi fisici. L’ex Heat può anche giocare al fianco di Prince, per un reparto ali/guardie capace di difendere e tirare. Il settore lunghi, privato di Arthur e delle sue ginocchia doloranti, trova in Koufos il cambio perfetto per Gasol, il quale è chiamato a molte responsabilità, come una stella emergente richiede. Randolph, invece, deve tornare a fare le piccole azioni magiche che gli hanno valso il terrore degli avversari sul campo. Durante le Finali di Conference è stato bloccato efficacemente da Splitter e Duncan e questo, a Z – Bo, non va giù. Lui stesso si è dichiarato deluso dell’ultimo turno di playoff, non giocato alla grande fin dalla palla a due con i Clippers. Insomma, ha bisogno di nuovi “tiri mancini” con cui battere gli avversari.

STAGIONE E PROSSIMA OFF SEASON – Memphis ha fatto davvero un miracolo l’anno scorso. Ok: avvantaggiati dall’assenza di Westbrook, ma hanno avuto comunque l’abilità di arrivare dove sono arrivati. Molto probabilmente non sarà così quest’anno: i Clippers si sono rinforzati e, se trovassero davanti gli avversari di tre post season, non esiterebbero a vendicarsi. Oklahoma presto ritroverà il suo play, per non parlare di Houston e Golden State. Come Denver e i Lakers, Memphis si presenta ai nastri di partenza con un team quasi invariato, cosa che potrebbe nuocere ai risultati dell’anno scorso. Sono da playoff, questo è poco ma sicuro, anche da secondo turno (ripeto, sempre che non trovino CP3 e soci). Poi? Si è parlato per tanto tempo del fatto che la nuova proprietà voglia cedere uno tra Randolph e Gasol per alleggerire ulteriormente il cap; non si sa se succederà, ma la storia di Gay insegna ai due bestioni a non abbassare la guardia.