Focus Market – International Spurs

San Antonio ha fatto alcune sistemazioni a roster che possono fare bene al team. In primis, per togliere peso in attacco ai tre pesi massimi della categoria. Nell’ultimo Focus Market prima dell’inizio della stagione, non ci resta che analizzare piani passati e futuri dei vice campioni NBA.

LEGATI DALL’ITALIA – Ha fatto subito notizia l’arrivo di Marco Belinelli in maglia Spurs; in primo luogo, perché nessuno si aspettasse un interesse così forte da parte dei vice campioni NBA nei confronti di quello che, a tutti gli effetti, può essere considerato un outsider della passata stagione. Soprattutto, il fatto che il nostro Marco andrà ad occupare il posto di Gary Neal, che in Finale ha piazzato una gara 3 a bomba e ha saputo dare filo da torcere agli Heat. Il ruolo è simile a quello dell’ex Treviso e gli ordini del Sergente Pop, insomma, sono semplici: Marco dalla distanza (media o lunga che sia) e tirare. Non è certo sfuggita la riconferma di Manu Ginobili, che ha detto no alla concorrenza degli affamati connazionali Rockets per cercare di vincere ancora con il suo storico team. Cercherà di vincere a fianco del suo “vecchio” “compagno” di squadra; “vecchio” perché dire a Beli che è vecchio è come dire a Chuck Norris che non è Walker, “compagno” perché Manu era una delle punte della Virtus di allora, il bolognese poco più che un “pulcino”. Con la salute del figlio di Bahia Blanca, sarà interessante vedere Beli magari in quintetto e proprio il suo compagno di reparto partire nel suo iniziale sesto uomo. Al di là del campo, però, il rapporto tra i due è già molto bello, come dimostrano le foto Instagram di Marco che lo ritraggono con il numero 20 (l’ultima per Halloween). Perché un’intesa vincente sul campo si crea, prima di tutto, fuori da esso. Marco ha già iniziato a carburare e l’ultima di pre season, a 15 punti, sembra faccia vedere il nuovo “Diesel” della Lega.

I DUE MALEDETTI – Parker tornerà in campo super gasatissimo per la vittoria dell’Europeo con la sua Francia, dove ha fatto capire di essere a tutti gli effetti il play puro più veloce della Lega, il più mirabolante. Forse non il migliore in assoluto, ma intanto lui è stato l’ago di questi Spurs ed è stato lui a portarli in Finale. Ora come ora, quello da battere è lui. Idem per Duncan: a 37 anni non ne vuole sapere di farsi mettere i piedi in testa da chi è più giovane. A tutti gli effetti quello visto fino a giugno è il miglior Duncan dal 2010: minutaggio idoneo al fisico e all’età, capacità di farsi valere ed è ingiusto riversare tutte le sue colpe di quel bunny sbagliato in gara 7. Lui stesso lo sa e, con la sua etica del lavoro, saprà farsi ancora valere.

MERCATO ESTIVO – Il mercato degli Spurs non è stato molto movimentato, a parte l’arrivo del Beli. Rinnovato Splitter per i prossimi quattro anni e con Mills e Diaw ad esercitare le opzioni sui rispettivi contratti, il telaio della squadra è quasi simile a quello dell’anno scorso. La differenza sostanziale, come detto, sta nel fatto che ci sarà Belinelli e non Gary Neal. Inventario nero – argento: un italiano, un australiano, un argentino, un brasiliano, un canadese, tre francesi, un caraibico delle Virgin Islands. Possono sembrare i membri di una barzelletta, ma sono il numero di giocatori internazionali che giocano per il team del Texas. Con nove membri su quattordici non aventi nativi statunitensi, questo si presenta ai nastri di partenza di questa notte come il team più internazionale dell’intera Lega.

IL VANTAGGIO – Giochi fuori dalla NBA rendono gli Spurs il team più vicino allo stile FIBA, con ali – play come Diaw, centri mobili della coppia Duncan – Splitter, guardie tiratrici e con stili di gioco italiani. Per non dimenticare poi i giocatori americani del team, i cui cardini sono due tiratori (Bonner e Green) e un ottimo difensore (Kahwi Leonard). Proprio in queste ore, il sodalizio tra l’ex San Diego State e la franchigia sembra stia per prolungarsi con un’esercitazione dell’opzione. Un affare non da ridere; perché fin da giugno Leonard ha fatto vedere di essere il presente della franchigia e, se continua di questo passo, pure il futuro. Un futuro prossimo incentrato su lui, Splitter, Parker e, se tutto è ok, su Belinelli. Il disegno del presente sembra essere chiaro: lottare. Solo lottando gli Spurs sono riusciti a tornare alla Finale che mancavano da sei anni; solo lottando sono riusciti a farla sudare agli Heat. Solo lottando potranno essere ancora temuti nella NBA.