Focus Market – Sacramento, Long Live The Kings

Sono giovani, di talento (almeno sulla carta), atletici. Manca però un aggettivo, per poter descrivere appieno i Sacramento Kings: perdenti. Sventata la minaccia addio e il trasferimento a favore della rinascita dei Sonics, speriamo che quest’anno le cose cambino e di molto.

DEMARCUS COUSINS – La scelta del Draft 2010 è forse il prototipo del centro futuro di Sacramento, ma le sue altalenanti condizioni, specie mentali, ne hanno influenzato il rendimento. Più volte in contrasto con la dirigenza californiana, Cousins è stato accasato a numerose squadre durante le ultime due deadline, con particolare interesse da parte dei Celtics. Sacramento vuole tenerlo e il rinnovo sembra in fase di discussione, ma non è detto che sia assicurato.

I NUOVI RE – Ma i Kings non sono solo Cousins. Anzi, sembrano un team decisamente migliore di quello degli ultimi anni. A fianco dell’ex Kentucky, ci saranno numerose ali, come Jason Thompson o il nuovo arrivato Luc Mbah a Moute, che i Bucks hanno ceduto sostanzialmente in cambio di nulla e che in California darà un buon contributo, specie difensivo. Ci sarà anche Chuck Hayes, che, dopo i buoni anni ai Rockets e l’operazione al cuore di ormai una stagione e mezza fa, anche a causa del basso minutaggio non si è fatto molto vedere. Sarà oscurato dal suo ex compagno di squadra a Houston: il factotum Carl Landry, figliol prodigo dei Kings che dopo due anni di pellegrinaggio ritorna a vestire in viola. Tanto la sua esperienza dalla panchina sarà rimpianta quasi certamente da Golden State, quanto sarà riaccolta a braccia aperte dal suo nuovo team, che lo userà molto probabilmente come sesto uomo, ruolo nel quale si è dimostrato molto utile. Quindi, grande lotta nei ruoli  di centro e ala grande, per stabilire una gerarchia nelle rotazioni. È stato perso Tyreke Evans, ma in compenso è arrivato il secondo classificato per il Most Improved of The Year Greivis Vasquez. Il venezuelano sarà un ottimo cambio per Isaiah Thomas, con molti meno minuti, ma più capacità di giocare secondo il suo stile e senza forzare troppo. Con le responsabilità maggiori affidate a Thomas, l’ex Hornets può giocare senza il peso del dovere gravargli addosso. A giugno, soprattutto, è arrivato Ben McLemore, che stando agli scout è il giocatore più simile a Ray Allen mai uscito da un Draft: tiratore, veloce di piedi, rilascio rapido. Vediamo come saprà entrare nel team: il suo ruolo è già occupato da Marcus Thornton e da Jimmer Fredette, ma quasi sicuramente entro Febbraio l’ex Birmigham Young cambierà team, dando minuti e fiducia alla seconda scelta Kansas negli ultimi due Draft. La prima, Thomas Robinson, non è entrata nella dinamica di squadra ed è stata ceduta; meglio quindi, per Ben, toccare ferro e lavorare duramente, se vuole restare in città. Anche perché la sua Summer League non è stata all’altezza della sua 7ma chiamata, se non alla fine. La cessione sembra prossima pure per John Salmons: tornato a Sacramento dopo il passaggio ai Bulls e ai Bucks, dove si è guadagnato uno dei quinquennali più indecenti degli ultimi anni, non è stato un buon elemento sul campo. Ha rischiato l’amnesty, ma è stato risparmiato. Questo non significa che l’ex Sixers rimarrà nella squadra cara al sindacoKevin Johnson. A guidare questa folle squadra c’è coach Mike Malone, in un team rinnovato anche nella dirigenza (Pete D’Alessandro è il nuovo GM) e diproprietà. Il popolo di Sacramento è stato esaudito e i fratelli Maloof hanno mollato la proprietà di franchigia. Erano stati loro a spingere per lo spostamento dei Kings a Seattle, ma la loro mozione è stata negata grazie all’amore che la città nutre nei confronti del team. Il nuovo palazzo del basket di Sacramento sarà pronto nel giro di un anno, ma ora bisogna dimostrare di saper lottare per la post season, dopo anni di inconcludenze. Nuova proprietà, nuovo inizio. Speriamo solo che non si torni alle vecchie abitudini.

foto: gazzetta.it