Focus Market – Atlanta Hawks, nuovo ciclo ma sempre da PO

La ricostruzione sembra completa e gli Hawks appaiono diversi, ma non troppo da quelli che erano fino a poco tempo fa. Saranno ancora da playoff?

MISSIONE COMPIUTA – L’obiettivo di Atlanta negli ultimi due anni era doppio: alleggerire il salary cap e togliere giocatori scomodi alla chimica del team. Entrambi sono stati perseguiti: il faraone Joe Johnson ha lasciato la Georgia, insieme ai suoi 119 milioni di dollari, Marvin Williams è stato ceduto a Utah. Il nodo cruciale di tutta la faccenda ha però un nome anagrafico e un soprannome: Josh “JSmoove” Smith. L’ala grande era in fase di trasferimento da ben due anni, con vari team interessati ai suoi servigi: il divorzio era solo questione di tempo, nonostante le reciproche dichiarazioni di proseguire insieme. Atlanta, insomma, voleva ripartire da una serie di giocatori affidabili, capeggiati da Al Horford, per costruire un nuovo team senza passare dal tunnel del tanking e dei playoff mancati. Lo ha fatto accollandosi ben dieci contratti in scadenza a luglio appena passato.

PASSAGGIO DEL TESTIMONE – Via Smith, c’era bisogno di un giocatore che desse certezze in campo, almeno offensivamente parlando. Un giocatore che, come l’attuale Piston, abbia atletismo, elevazione, leve lunghe. Un giocatore, insomma, come Paul Millsap. Come ha fatto Charlotte con Al Jefferson, anche Atlanta ha colpo al balzo l’occasione offerta da Utah di lasciar andare il suo pacchetto lunghi titolare e si è portata a casa anche il difensore DeMarre Carroll, emerso prepotentemente nella Salt Lake City degli ultimi mesi. Contando anche la presenza di Kyle Korver, sembra proprio che ad Atlanta piacciano i giocatori dello Utah. Millsap, soprattutto, era desideroso di far vedere il giocatore che era negli ultimi anni, prima dell’arrivo di Derrick Favors. Partito anche il georgiano non americano Pachulia, c’era bisogno di un cambio anche per Horford. Danny Ferry lo ha trovato in Elton Brand, certamente l’ombra del giocatore che era ai Clippers, ma che uscendo dalla panchina a Dallas ha comunque dato un contributo di 7.6 punti a partita e 6 rimbalzi. Per non sbagliare, come terzo centro ecco il messicano Gustavo Ayon, che tuttavia perderà otto settimane di gioco a causa di un problema alle spalle. In cabina di regia ci sarà ancora Jeff Teague, il quale era pronto ad iniziare la sua avventura da giocatore dei Bucks, salvo poi vedere il suo ex team pareggiare l’offerta per il restricted free agent. Con Lou Williams, che tornerà dopo l’infortunio al crociato dell’anno scorso, il backcourt degli Hawks si mostra davvero interessante. Senza dimenticare il Balotelli tedesco, Dennis Schroeder; la diciassettesima scelta assoluta dell’ultimo Draft è un play veloce e passatore, ma già nella prima partita dell’anno ha segnato il buzzer beater che ha aiutato Atlanta a vincere.

ASPETTATIVE – Che Atlanta sia un team da playoff, sembra che non ci sia dubbio. Potenziale, energia, attacco: gli Hawks non hanno mai cambiato questa formula sin dai tempi di Dominic Wilkins. Non è che abbia mai portato a certezze assolute che li riguardino; anzi, li a fatti sempre passare per la squadra che si accontenta dell’offseason senza mai azzardare qualcosa in più. Alla guida il nuovo coach, Mike Budenholzer, avrà il difficile compito di unire una fucina di talenti più esplosiva della dinamite. Già lui, arrestato ubriaco nemmeno un mese fa, non sembra una persona tranquillissima. Si vedrà …

foto: rantsports.com