Focus Market – Bucks e Suns nel segno di Caron Butler

Quotidianamente torna Focus Market. La trade di ieri sera, oggi, ci porta ad analizzare due team nello stesso pezzo. Parliamo, quindi, di Phoenix e Milwaukee, già “soci dei Clippers” oltre un mese e mezzo fa e di nuovo tornate in azione.

LA TRADE – I Bucks cercavano un’ala piccola. Avevano provato ad ottenere Caron Butler dai Clippers, quando JJ Redick aveva scelto di firmare per i losangelini. L’ex Mavericks, tuttavia, viene spedito, insieme al compagno Eric Bledsoe ai Suns. Ieri sera ci hanno riprovato, le due controparti: il risultato è l’arrivo di Butler a Milwaukee, non lontano dalla nativa Racine. A controparte è fatta di Slava Krastov e Ish Smith. Mentre Butler porterà al team di Larry Sanders esperienza e, soprattutto, contratto in scadenza, i due ragazzoni arrivati in Arizona saranno pezzi di passaggio nella dinamica del team.

MILWAUKEE – I Bucks sono una squadra non tanto disastrata, attesa a una stagione di transizione senza esserne sicuri, con un roster in ricostruzione ma entro un certo punto. Lo stesso arrivo di Butler è una transizione: il contratto dell’ex Wizards è in scadenza, cosa che darà ai Bucks spazio salariale in vista del 2014. Il team riparte da Larry Sanders, la nota positiva di una stagione che non doveva essere così negativa. Un quadriennale da 44 milioni di dollari è l’assicurazione sul futuro, nel team che dopo i playoff 2010 doveva diventare il regno di Brandon Jennings. Monta Ellis e Jennings, tuttavia, non si sono mai trovati all’interno del team. Le dichiarazioni di BJ di lasciare il Wisconsin sono state accontentate: il giocatore, già free agent, è andato ai Pistons. I Bucks hanno voluto, però, qualcosa in cambio; quindi, l’omonimo Knight soppianta Jennings come play titolare dei Cervi. Insieme a lui, atterra nel team Khris Middleton. Giocatore minore, contando che nel suo ruolo, come titolare c’è Butler, come secondo il ritornato Carlos Delfino. Nel ruolo di guardia, abbiamo OJ Mayo, reduce da una parabolica stagione a Dallas, e Gary Neal, uno degli eroi della cavalcata Spurs di quest’anno. Non dimentichiamoci anche di Giannis Antetokoumpo, il greco di origini nigeriane scelto al Draft di Giugno. Torna a Milwaukee anche Luke Ridnour, ceduto dai Timberwolves nell’ambito della firma di Kevin Martin, che farà da maestro nel ruolo di play per Brandon Knight. Come centro arriva il georgiano Zaza Pachulia, mascotte degli Hawks a lungo termine che ha accettato il triennale offerto da Milwaukee. Un contratto esagerato, per un giocatore del suo calibro, quello da 15 milioni di dollari, ma un centro di esperienza, con rimbalzo e penetrazione, che aiuti Sanders a crescere, non fa male. Non è detto che non ce la possano fare, i Bucks, ad arrivare alla post season. Ma l’ex allenatore di Pachulia ad Atlanta (coach Larry Drew) avrà molto da fare, per rendere una stagione non di certo con aspettative rosee, una con buone premesse per fare bene in futuro.

PHOENIX – Se Milwaukee, sulla carta, appare un team non orribile, Phoenix d’altro canto è un team destinato a vincere molto poco, fino ad aprile 2014. Il futuro c’è, però, e si chiama Eric Bledsoe. “Baby LeBron”, come è affettuosamente chiamato dagli ex compagni, è pronto a guidare un team, stando alle dichiarazioni fatte da Chris Paul. La verità è che i Clippers lo avrebbero tenuto, se non fosse che un giocatore del genere andava pagato e i 95 milioni dati a Blake Griffin avevano un po’ compromesso il pagamento. Atletico, veloce, forte e con doti di passatore, Bledsoe è destinato a diventare l’uomo franchigia del suo nuovo team. Come cambio dell’ex Kentucky, c’è Goran Dragic, deludente nella sua stagione di ritorno nella terra di Nash. Lo sloveno, con ogni probabilità, è uomo da panchina; quindi l’arrivo di Bledsoe potrebbe farci riscoprire il ragazzo emergente degli ultimi anni, appunto, di Steve Nash. Sono arrivati anche Gerald Green e Miles Plumlee, nella trade che ha portato ai Pacers Luis Scola, mentre il resto del team è rimasto invariato: niente free agent in entrata, niente free agent in uscita. L’unica tegola del team rimane Michael Beasley: dopo i suoi problemi con la marjuana a Luglio, appare chiaro che il suo tempo in Arizona sia finito. Si pensava al suo taglio prima della trade, ma Caron Butler, arrivato in viola – arancio, si era caricato della responsabilità di accudirlo e di crescerlo, mentalmente e cestisticamente parlando. La cessione del suo “angelo custode”, quindi, è solo un passo verso il buyout della seconda scelta assoluta del 2008. Phoenix è un team confusionario, con molte carte da sistemare sul tavolo e incapace, in questa stagione, di dimostrare qualcosa alla Lega. Le uniche basi sul rinnovamento sono Bledsoe e le nuove divise. Poi, il silenzio.

foto: sportzedge.com