Focus Market – Bulls e Rose pronti a ripartire

Sono forse il team più atteso di tutta la stagione e hanno addosso tanta energia e voglia di vincere. In un mercato quasi anonimo, la notizia dell’estate dei Chicago Bulls ruota intorno ad un solo uomo. E tutti noi sappiamo di chi si tratti.

MERCATO – Sempre che tale si possa definire. L’unico arrivo di spessore è Mike Dunleavy dai Bucks. Il vecchio detto recita “cavallo che vince non si cambia”; il problema è che il team è cambiato anche troppo. Hanno lasciato il team, infatti, Rip Hamilton e i due outsider dell’intera NBA, cioè Nate Robinson e Marco Belinelli. Peccato soprattutto per il bolognese, visto il grande desiderio di Derrick Rose di giocarci assieme. Come mai questo esodo dall’Illinois? Semplicemente per ragioni di  crescita dei giovani: la dirigenza rosso nera – nonmilanista ha voluto puntare sulla crescita di Jimmy Butler, la talentuosa 30ma scelta assoluta al Draft del 2011 che soprattutto l’anno scorso ha avuto un’impennata nelle prestazioni (RS da 8.6 PPG, 4 RPG e 1.4 APG, ma PO da 13.3, 5.2 e 2.7, a 40.8 MPG con il 43% da dentro l’arco e il 40,5 da fuori), diventando a tutti gli effetti la storia dei Bulls dell’anno scorso. La partenza di Beli, quindi, ha un motivo più che valido. Per quanto riguarda Robinson, preferire lui a cifre esorbitanti (con tutti i rischi connessi) al ritorno di Derrick Rose è come, se ci fosse l’occasione di scegliere, preferire una cena galante con Melanie Griffith piuttosto che una con Charlize Theron. Diciamo che Thibodeau ha suggerito al GM che era meglio la seconda opzione e Nate/Griffith è andato a Denver.

MOLTI PLAYMAKER – Non dobbiamo dimenticare che il settore playmaker dei Bulls è molto affollato. Dire che Rose parità in quintetto è come scoprire l’acqua calda; dietro, invece, quasi sicuramente gli farà da spalla Hinrich. Nella sua prima stagione come figliol prodigo dei Bulls, il giocatore non ha reso al massimo, complice soprattutto una serie di infortuni che lo hanno limitato a giocare 60 partite a 7.7 PPG. In fondo alla trincea, invece, infuria la pacifica lotta tra Mike James e Marquis Teague. Il veterano ex Mavericks è arrivato solamente da poco, ma già sembra essersi preso le simpatie di coach Thibodeau. Al punto che in molti si sono messi sulle tracce del suo concorrente, il fratellino di Jeff degli Hawks. Su tutti ci sono i Jazz e Minnesota, interessati per le assenze strategiche di Trey Burke per i primi e di un altro buon play puro per i secondi. Non si sa ancora se Chicago sia disposta o meno a cedere il play e, qualora lo facesse, quale sarebbe la controparte.

NOAH – Il figlio di Jannick si prepara per la stagione post consacrazione. Il duro lavoro dell’estate 2012 è stato premiato con prestazioni incredibili, sia a livello medio (11.3 PPG e 10.3 RPG) che singolo (8/12, 30 punti e 23 rimbalzi contri i Pistons, massimo in carriera, e 11 stoppate contro i Sixers a Marzo). Un Joakim Noah di questo tipo i Bulls vogliono, ovviamente, rivederlo ancora. Soprattutto vedendo che l’intesa con Rose può crescere ancora di più.

NON E’ (SOLO) UN PAESE PER VECCHI – Indubbiamente l’altra storia dell’estate ha riguardato il terzo membro del triumvirato Bulls. Luol Deng, infatti, è stato più nel limbo quest’estate di Pau Gasol(!), cosa che nessuno ovviamente si aspettava nei confronti di un giocatore che, fin dal suo arrivo da Duke, ha dato tutto per il suo team. Lo mostrano le convocazioni All Star messe in bacheca negli ultimi due anni, il cuore e l’amore del sud – sudanese per il Gioco, l’amore ricambiato con Chicago. Fin dal Draft si vociferava di un suo probabile addio: l’ipotesi più gettonata era vederlo a Washington in cambio della terza scelta assoluta e di Okafor. Subito dopo, però, si è passato alle trattative per il rinnovo, che si sono fermate e sembra non vogliano ripartire. Possibile trade entro febbraio? Carlos Boozer ha sventato la minaccia Raptors ed è rimasto nel suo team, ma deve dimostrare di meritarsi il suo posto; a Chicago sono stufi di vedere un giocatore del suo livello così altalenante. In ogni caso, Taj Gibson è pronto a dimostrare ancora il suo grande valore e a giocare al fianco di Noah. Parlando di giocatori in cerca di risposte, spiccano quelli convocati per il training camp; nonostante siano 15 giocatori in tutto, probabilmente uno tra Dexter Pittman, DJ White, il citato prima James e Erick Murphy dovrà fare le valigie. Tante aspettative, invece, per Tony Snell: l’ala da New Mexico sembra destinato ad avere un ruolo di spessore nei prossimi Bulls. Dotato di leve lunghe, si presenta ai nastri di partenza come cambio di Deng (il giocatore cui è più simile fisicamente).

ASPETTATIVE – Playoff senza dubbio. Chicago entra nell’ “élite” dell’Est: lei, Miami, Indiana, Brooklyn, New York. I Bulls sono più che vogliosi di poter dimostrare il loro valore e battersi di nuovo con Miami. Tuttavia, la concorrenza di Indiana, nella Central Division, è sempre più forte. Derrick Rose ha dichiarato di essere finalmente pronto a giocare al 100% e a portare il team al suo scopo fondamentale: vincere il titolo. Ci riuscirà?

foto: dailybasket.it