Focus Market – Indiana vuole la rivincita, più forte di prima

Ci è mancato poco che non facessero vincere il titolo agli Heat e la loro colpa fondamentale era quella di avere una panchina non all’altezza di quella dei Campioni. Non si sono abbattuti e, anzi, hanno deciso di fare un paio di mosse che sicuramente non saranno scomode. Analizziamo, quindi, il mercato estivo degli Indiana Pacers.

RINNOVO– Destinato a diventare free agent nel 2014, il presente e il futuro della franchigia era uno dei principali obiettivi della dirigenza Pacers, a partire dal volere di Larry Bird e di Donnie Walsh. E ci sono riusciti. Paul George resterà un giocatore dell’Indiana per i prossimi cinque anni, alla cifra di 90 milioni di dollari. Considerato il valore del giocatore, va più che bene, si direbbe. Anzi, forse è anche poco. Altro rinnovo importante è anche quello di David West, per i prossimi tre anni. Nel giro di due off season, insomma, prima con Hibbert e poi con sti due Walsh ha costruito un Big Three potente e capace di farsi valere.

IL MERCATO DELLA PANCHINA – Non può essere chiamato in altro modo, il periodo estivo dei Pacers. La sconfitta in Gara 7 contro Miami ha messo in risalto la debolezza dietro al quintetto del team. C’era bisogno di qualcuno più rilevante dei Pendergraph, degli Augustin e dei Sam Young. Tutti i free agent, salvo West, sono migrati altrove. Questo vuol dire, anche, via Tyler Hansbrough. Certamente inaspettato che “Psyco” venisse rilasciato dal team che lo scelse per rendere più forte il pitturato, soprattutto nell’ambito dei rimbalzi. Quando hai l’occasione, però, per rendere il settore ancora più forti, si è disposti a fare dei sacrifici. L’uomo in questione è Luis Scola; l’argentino lascia i Suns dopo una stagione mediocre e approda a Indiana in cambio sostanzialmente dell’atleta Gerald Green. Green certamente dava biglietti per lo spettacolo, ma la crescita esponenziale di Lance Stephenson non può certo essere fermata dall’ex Nets e Celtics. Al posto proprio di Green è arrivato Chris Copeland, sorpresa nei Knicks dell’anno scorso, con leve lunghe, buon tiro (8.7 punti a partita con il 47% da due) anche da tre (42% nella regular, 47% nei PO). Si aggiunge, come play, CJ Watson, che lascia Brooklyn per approdare in un team che gli possa dare maggior tempo per giocare e per far vedere il giocatore che era ai Bulls due stagioni fa.

SOSTITUZIONI INVARIATE – Le caratteristiche dei nuovi arrivati sono perfettamente identiche a quelle dei membri del quintetto. Scola è tiratore e buon giocatore d’area e, volendo, può sia dare il cambio a West che a Hibbert, giocando quindi con l’ex Hornets un quintetto più basso e ricco di fondamentali. Copeland è il jolly, che può occupare le posizioni di ala (per qualche minuto, anche grande) e guardia. Watson è più tiratore di Augustin e un buon playmaker, che può portare coach Vogel a far riposare tranquillamente George Hill, figlio dell’Indiana.

STEPHENSON, GEORGE E GRANGER – Il nodo cruciale dei nuovi Pacers è la convivenza di George e Danny Granger, che tornerà in campo dopo l’infortunio al ginocchio che ha, praticamente, aperto i cancelli del Paradiso al più giovane collega. Senza l’infortunio, George non sarebbe quello che noi abbiamo visto nella scorsa stagione. E per questo in estate si è parlato di una possibile cessione dell’ex prima stella del team: si parlava dei Clippers, ma la trattativa non è mai andata in porto. Poi si è passati al piano B: la convivenza. I due, insieme, possono formare davvero una coppia eccellente, così che gli sforzi di Indiana di vincere sarebbero dimezzati. D’altro canto, se Granger dovesse rimanere, non si tratterebbe solo di come George ne risentirebbe, ma anche Lance Stephenson. Il piccolo nativo di New York è stato esplosivamente positivo nella scorsa post season (9.4 PPG, dopo i 8.8, pur passando dal 46 al 40%) e una sua retrocessione sarebbe cosa poco gradita. Mettiamo insieme le due ali a giocare: Lance in panchina. Mettiamo George e Stephenson in quintetto: Granger sarebbe in panchina, facendo quindi ridurre il minutaggio di Copeland, per il quale i Pacers si sono a lungo battuti con i Knicks. Non è assolutamente una situazione facile e, per ora, l’ipotesi più accreditata è vedere Steph uscire come sesto uomo, con Granger ala piccola e George guardia.

TIRATORI – Escludendo Hibbert e West, tutti gli altri titolari sono ottimi tiratori. Granger nella stagione 2011/12 ha registrato il 38% da tre, George e Hill nella scorsa stagione rispettivamente il 43% (dopo il 41 della RS) e il 40% (dopo il 44 della RS). Anche Watson e Copeland sono tiratori, mentre a Stephenson l’onore di spaccare le difese ed entrare in area. Nel pacchetto lunghi, invece, tutti sono buonissimi giocatori dal post e tutti sanno anche tirare. Hibbert, soprattutto, è migliorato molto. West e Scola sono garanzie dai 5m. Indiana, insomma, ricalca molto il modello del loro patron, che con un team formato da McHale(tiratore/area), Parish (idem), KC Jones e lui medesimo, riusciva sempre a far divertire chi lo vedeva. E a vincere. Indiana saprà fare lo stesso?