Focus Market – Knicks e Nets, la sfida riparte

Paul Pierce ha dato il via, ritenendo i Nets più forti dei Knicks. J.R. Smith ha risposto dicendo che i Knicks hanno l’obiettivo dichiarato di vincere l’anello. Chi sarà il vero re di New York? Oggi, dopo una lunga assenza, torna Focus Market per discuterne.

BROOKLYN’S FINEST – I Nets non hanno certamente digerito la sconfitta per mano dei Bulls e di Marco Belinelli a Gara 7 del primo turno di playoff. Un team che aveva l’obiettivo di vincere il titolo fin dall’arrivo di Prokhorov nella dirigenza (anzi, alla guida) dell’allora team di New Jersey. Un team che, nel giro di tre anni, ha cambiato completamente faccia, fin dall’arrivo di Deron Williams. A seguire, Joe Johnson. Un duo di guardie, sostenuto da spalle come C.J. Watson, Andray Blatche, Reggie Evans. La prima stagione a Brooklyn doveva essere anche la prima ai playoff dopo sei anni. Anche se gli obiettivi da titolo di Prokhorov non sono stati subito esauditi, lo Zar di tutte le Leghe non si è certo risparmiato a fare shopping estivo. Prima di tutto, vittoria sul fronte coach, con l’arrivo di Jason Kidd sulla panchina. Poi, ha ottenuto praticamente gratis Kevin Garnett, Paul Pierce e Jason Terry dai Celtics, cedendo il faraonico contratto di Gerald Wallace, immeritato. È stato riconfermato Andray Blatche, dopo la spettacolare stagione di riscatto dopo l’amnesty degli Wizards. È arrivato Alan Anderson, così come Shaun Livingstone, il cui contratto è stato quello per rendere i Nets la squadra con maggior quota di stipendi da pagare nella storia (100 milioni di dollari). Infine, Andrei Kirilenko, che è uscito dal contratto con i Timberwolves e ha rifiutato la corte degli Spurs per accettare quella del connazionale dirigente dei bianco neri dell’Est.Mentre Brook Lopez migliora, cresce e diventa il centro del futuro. Assolutamente niente da dire: Prokhorov vuole spendere i suoi 180 milioni di dollari tra salari e luxury tax con un obiettivo ben preciso. Vincere il titolo. Jason Kidd avrà praticamente due quintetti con i quali giocare.Il primo: Lopez, Garnett, Pierce, Johnson, Williams. Il secondo: Blatche, Evans, Kirilenko, Terry, Livingstone. Obiettivi? Prima di tutto Williams deve diventare come Kidd, parole dell’ex play. I due si sono conosciuti cestisticamente da avversari e da compagni a Pechino, con il più giovane che ha imparato molto dall’esperto allora titolare del “Redeem Team”. Secondo: portare Joe Johnson la combo guard che era agli Hawks. Terzo: integrare i nuovi arrivati, specie la leadership di Garnett.

NEW YORK, NEW YORK –I Knicks, invece? Cosa hanno fatto?Loro le basi le avevano già: un quintetto solido e un team da secondo turno ai playoff. In estate è stato perso il rookie rivelazione Chris Copeland, una delle note positive della stagione. Il sostituto, però, è piuttosto egregio: Metta World Peace. Il nativo del Queens torna quindi nella sua città natale, come prima riserva di Carmelo Anthony. Il difensore che alla truppa di Mike Woodson mancava da un pezzo, oltre che un tiratore costante da tre punti che in panchina, oltre a JR Smith, aveva come altro oscillante elemento Chris Copeland.Per il ruolo di ala grande, invece, ci sarà Andrea Bargnani, come il popolo italiano ben sa.È arrivato  da Toronto senza perdere praticamente nulla e cerca a New York di non diventare praticamente nulla. La sua avventura, però, non è iniziata molto bene: polmonite e fin da subito i Knicks lo hanno tenuto lontano dagli allenamenti. Bargnani è l’ala perfetta per il sistema di Woodson: un giocatore d’area e cecchino, come avrebbe potuto essere Rasheed Wallace l’anno scorso, che libera Anthony e gli dà la certezza di trovare un buon tiratore sugli scarichi, oltre a permettere a Chandler di muoversi liberamente, senza la preoccupazione di essere placcato appena prende palla sotto canestro. Andrea deve ritrovare fiducia in sé stesso anche per una ragione ben precisa: sarà lui l’ala forte titolare, almeno finché la complementarietà tra Stoudemire e Anthony non si sia stabilizzata, o Stat venga ceduto, o sempre lui guarisca del tutto. Sarà un ottimo palco di prova per il ragazzo romano, alla ricerca di sé stesso da cinque anni. In aggiunta, sono arrivati Beno Udrih ad allungare la panchina per i playmaker e Tim Hardaway Jr. Ritenuto dai più l’autentico steal of the Draft del 2013, il figlio dell’omonimo All Star NBA si accinge ad una stagione tutta da vedere, dove partirà alle spalle di Shumpert e di JR Smith. Cosa ha combinato, parlando proprio di lui, JR? Si è fatto trovare con le mani nel sacco, violando le norme anti droga della Lega e sconterà una punizione di 5 gare non stipendiate, a partire dal suo rientro in campo conseguente all’operazione rotulea. Quintetto: Chandler, Bargnani, Melo, Shumpert, Felton, che nella sua stagione da figliol prodigo ai Knicks ha fatto vedere davvero di essere il play prescelto per New York.Secondo quintetto: Martin, Stoudemire, Metta, Smith, Udrih. Sicuramente New York sarà una squadra molto meno vecchia di quanto non lo fosse l’anno scorso.

IL DUELLO –Le ostilità si aprono ufficialmente il 6 dicembre al Madison Square Garden, ma sono già iniziate con le conferenze stampa. Pierce, da sempre maestro arciere che ha nel suo arco dardi avvelenati, ha dichiarato che Brooklyn può battere facilmente la concorrenza per il titolo. Nello specifico, The Truth si riferiva alla vittoria dei Nets nella Atlantic Division e al massacro di Fort Knickerbocker. Cosa gli avranno risposto? JR, uno che non si tira certo indietro da una sfida, si è fatto portabandiera del team e ha dichiarato che sono i Knicks i migliori. La verità? La sapremo nel corso della stagione e, tra le due squadre, solo dopo quattro incontri. Sulla carta, tuttavia, i Knicks sembrano partire svantaggiati. Partiamo dallo starting five: Lopez forse può giocare difficilmente contro la cattiveria cestistica di Chandler, ma di certo non gliela farà passare liscia vista la sua abilità di piedi. Per quanto vecchio, KG potrebbe mangiarsi Bargnani a colazione, mentre Pierce e Melo ci hanno abituati a duelli di alto livello nei quali entrambi si sono dimostrati abili e alla pari, come un duello interessante sembra quello storico che vede World Peace e Pierce agli angoli, o Kirilenko e Melo. Il russo sembra una delle chiavi dei bianco neri: difensore e scorer, è il cambio migliore per Pierce. Il duello più interessante, però, sembra quello che lo vede contrapposto al mastino difensivo Metta World Peace: una lotta senza esclusione di colpi, nei quali è durissima decretare un vincitore. Le guardie, poi: Johnson e JR sono entrambi tiratori, entrambi incostanti ed entrambi posso essere clutch player, come dimostrato in stagione regolare. Johnson ha sicuramente meno talento ed è fin troppo pagato. Smith ha più talento, ma la testa più calda. Sulla carta vince la guardia dei Knicks, ma attenzione. I play: Deron è di molto superiore a Felton e qui sicuramente abbiamo un vincitore certo. I coach, invece: Woodson, coach più difensivo che d’attacco, ha ora una delle sue chiavi in World Peace e Chandler, che messi in quintetto insieme possono davvero fare paura, magari con Melo a giocare guardia, Felton in regia e Bargnani ala perimetrale. Kidd, invece, coach novello, che deve prima conoscere il team. Con giocatori di questo calibro, Jason diventerà forse un coach d’attacco, con Deron Williams che diventerebbe la sua creatura passatrice e meno realizzatrice. Sicuramente Brooklyn è anche più pesante in area dell’avversaria. Se può essere battuta, Brooklyn deve avere il suo backcourt oscurato dalla difesa, magari con Metta in difesa su Deron, così da impedire passaggi mirati ai compagni e a costringerlo a giocare un uno contro uno che il newyorkese sa affrontare senza troppi problemi, lasciando al play avversario tiri impossibili. Le possibilità sono numerosissime e i giocatori non sono come un enzima e il suo substrato, quindi pezzi di un puzzle non legabili ad altri. Lo scontro tra le nuove potenze dell’Est sembra essere una partita di scacchi, giocata sui cambi delle squadre, sui time out, sugli schemi eseguiti. Chissà, quindi, che Kasparov non abbia dato suggerimenti al connazionale per fare scacco matto ai Knicks e diventare gli unici veri re di New York.