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Focus Mercato – Come faranno i Knicks a risorgere dalle loro ceneri?

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New York Knicks. Anno Zero. Per il secondo di fila. Inutile negare che quest’anno i blu arancio avranno molto da fare per dare un team decente alla Grande Mela e, soprattutto, a Carmelo Anthony. Che si è già espresso chiaramente sull’andamento del Draft, scontento oltre ogni livello. Perché sperava di avere dei giocatori già NBA–Ready, anziché dei rookie tutti da formare. Ora, con l’inizio della free agency, Phil Jackson ha la possibilità di ripartire e, questa volta, di costruire dalle ceneri una franchigia degna di tale nome, magari pure vincente. Andiamo, quindi, ad analizzare i cinque ruoli e chi potrebbe essere a roster a partire da Luglio.

Nel ruolo di centro, attualmente i Knicks sono completamente sprovvisti. Perché Cole Aldrich e Travis Wear sono UFA e non verranno riconfermati. E perché la sorte non ha certo aiutato al Draft, con Jahilil Okafor scelto proprio alla chiamata precedente. Anche se Tyson Chandler sarà svincolato a partire dall’1 Luglio, difficilmente potrà arrivare di nuovo alla Grande Mela, visto che proprio Jackson lo aveva cacciato l’anno scorso. I Knicks incontreranno DeAndre Jordan, ma la scelta del bestione dei Clippers sembra che cadrà sulla sua vecchia squadra oppure sui Dallas Mavericks. Anche Marc Gasol sembra appartenere alla fantascienza, mentre il discorso cambia notevolmente quando si parla di Greg Monroe. L’ex Georgetown è destinato a lasciare i Pistons (“I Pistons hanno idee diverse e io le rispetto. Non voglio giocare in una squadra che non mi vuole”, ndr), e tra le squadre a lui interessate ci sono proprio i Knicks, con i quali si incontrerà e al quale la franchigia potrebbe far firmare un massimo contrattuale.

Passiamo alle ali grandi. E questo vuol dire parlare dello “steal of the Draft”, stando alle parole di Melo su Instagram: Kristaps Porzingis. Il diciannovenne lettone è destinato a crescere e a far valere la quarta chiamata assoluta dopo i tre anni a Siviglia. Questo fa, più o meno, presagire l’addio di Andrea Bargnani dalla Grande Mela. Nel frattempo, il presidente Jackson cercherà di trattenere Jason Smith, autore in stagione di 8 punti a partita in 21 minuti, al 43.4% al tiro e il 35.7% da tre punti. Cifre sopra i valori medi registrati nel corso dell’intera carriera. Ad affiancare Porzingis e il 29enne ex Sixers, stando alle voci ci sarebbe David West. Autore di 11.7 punti a partita in 68 partite giocate, con 6.8 rimbalzi e 3.4 assist, West ha già informato i Pacers che non eserciterà la sua player option da 12 milioni di dollari. E sembra proprio per indossare la casacca blu arancio… E in tutto questo, i Knicks sarebbero nella corsa dei team che parlerà con LaMarcus Aldridge e anche Amar’e Stoudemire, pur preferendo un ritorno ai Mavericks, ha espresso un abbozzo di apprezzamento per giocare nuovamente al Madison.

Ali piccole, con un nome e un cognome sicuri. Carmelo Anthony. Da lui si ripartirà per costruire l’intera franchigia per i prossimo anni e, indubbiamente, le prossime scelte di mercato dovranno anche passare attraverso il suo consenso. Si vedrà come ritornerà dall’infortunio al ginocchio che lo ha costretto a saltare la seconda parte della stagione. Dietro di lui, il deserto. Tim Hardaway jr è stato ceduto la notte del Draft agli Hawks in un menage a trois che ha coinvolto anche gli Washington Wizards. Alla Grande Mela è andata la scelta numero 19, che i Knicks hanno impiegato per scegliere Jerian Grant, playmaker da Notre Dame. Quincy Acy, personaggio quanto mai emblematico e famigerato a causa della lite il giorno di Natale con John Wall, non rimarrà. Si sono palesati i nomi di Al – Faroq Aminu, autore di una buonissima stagione con i Mavericks, e di Caron Butler, quando i Bucks lo svincoleranno dopo essere arrivato in Wisconsin in seguito all’affare Ilyasova. Anche se è bazzicato pure DeMarre Carroll, che non è così scontato possa rimanere ad Atlanta, come riportato da lui stesso quando è stato intervistato: “Certamente è considerevole quando si parla di giocare in certi posti, come il Madison o lo Staples Center. New York ha molto da offrire”…

Capitolo guardie. Siamo allo zero totale. Il backcourt di quest’anno è stato formato quasi solo da doppi play, scelta che non ha certo aiutato i Knicks a migliorare. Tra i nomi interessanti come SG, uscito proprio da poco, spicca Arron Afflalo. Il giocatore dei Blazers è uscito dal suo contratto, dopo la pessima performance in Oregon (a sua discolpa si può dire che è stata anche influenzata dagli infortuni). Il problema principale è che Rattlesnake chiede un triennale da circa 40 milioni di dollari. Altro esterno, sempre lottando contro la concorrenza di Dallas, è Danny Green, al centro di numerose voci di firma che lo vedono lontano dagli Spurs.

Nel settore playmaker, invece, si ha l’esubero. E qualcuno dovrà andarsene per trade, perché sono tutti con contratti non in scadenza. Salvo uno, che Jackson vorrebbe tenere: Alexey Shved. Il russo ha giocato un ottimo finale di stagione, dopo la deadline: quasi 15 punti di media nelle 16 partite giocate, delle quali 9 da titolare. Con il 40% dal campo e il 37 da tre punti. Massimo in carriera nei rimbalzi, con 4.6, e 3.4 assist, secondo solo alla prima stagione in maglia Minnesota. Con lui a uscire dalla panchina, bisognerà pensare al titolare. Gli altri a roster sono Galloway e Shane Larkin. Più papabile la permanenza del secondo, che nelle 45 partite a New York ha tenuto 11.8 punti a partita giocando 32 minuti a partita. A questo punto, non resta che cercare un titolare. Si parla di un possibile ritorno della “Linsanity” alla sua terra d’origine, dopo che Jeremy Lin non verrà riconfermato ai Lakers. Ci sarà anche da risolvere la grana José Calderon: lo spagnolo ha ancora due anni di contratto a 14 milioni di dollari e non rientrava nei piani della dirigenza già alla deadline, quando nessuno lo cercò. Con la voce che i Suns stanno per rifirmare Brandon Knight, può essere interessante per i Knicks valutare l’opzione Eric Bledsoe. Un uomo da backcourt ben più che affidabile, capace di giocare sia da play che da guardia; atletico, punti alla mano, abile passatore, non nego che l’innesto dell’ex Clippers nel sistema del triangolo mi intrighi molto.

Detto ciò, un piccolo conto sul salary cap. I Knicks avranno 31 milioni di dollari sicuri in stipendi dei quali 22 sono occupati da Anthony. Galloway ha una team option, mentre Wear e Shved hanno delle qualyfing options per diventare RFA. A Quincy Acy non è stata estesa la QO, e diventerà quindi UFA.

L’unica cosa certa è che i Knicks avranno un’estate di fuoco davanti a sé. Una squadra profonda e dotata comunque di pezzi importanti dovrà essere costruita per non accentrare troppo l’attacco su Carmelo Anthony e sul suo ginocchio (che l’anno scorso gli ha dato fin troppi problemi). Per riportare il team ai vertici della Eastern Conference, Phil Jackson si è dimostrato pronto a fare miracoli. Anche perché, dopo due stagioni perdenti sotto la sua presidenza, non può più permettersi di sbagliare.