Focus Market – L’ultimo anno dei Bobcats

Inutile dire che molti di voi non vedono l’ora che inizi la regular season NBA. Per tenervi occupati, continuiamo quindi ad analizzare le singole squadre con il nostro Focus Market. Dato che i team senza playoff della Western Conference sono stati scansionati tutti, occupiamoci oggi dell’ultimo rimasto tra quelli della Eastern: gli Charlotte Bobcats.

MERCATO DEI LUNGHI – Il mercato di Charlotte non è stato particolarmente ricco e si è imperniato sui lunghi. Al Draft, infatti, è arrivato Cody Zeller, forse il più talentuoso dei tre fratelli. Giocatore uscito da Indiana University dopo esservi entrato nel 2011, è un centro con buone capacità di tiro, quindi versatile sia sotto  canestro sia giocando fuori area. C’è bisogno, però, di un giocatore di maggior esperienza del compagno di squadra di Victor Oladipo: quel qualcuno è Al Jefferson, che lascia Utah dopo buone stagioni, più che altro offensive. Sarà molto probabilmente Big Al il centro titolare, con Brendan Haywood che rivestirà il ruolo di riserva, più adeguato al livello dell’ex Wizards e Mavericks. Sempre parlando di centri/ali, finalmente Charlotte è riuscita a liberarsi del terribile contratto di Tyrus Thomas, dopo due anni di vani tentativi di cederlo. L’amnesty ha salvato il team da un giocatore che ha dato l’illusione di essere un buon componente, ma il cui vero valore è stato scoperto a causa degli infortuni e della poca disciplina. Oggi come oggi, a distanza di due mesi Thomas è ancora free agent. Tirate voi le somme …

LE ALI E LE GUARDIE – Nel pacchetto guardie nessun nuovo arrivo, in casa Bobcats. In compenso, sono tornati Ben Gordon (ha esercitato l’ETO) e Gerald Henderson, rinnovato dopo i tentativi di sign and trade. Due giocatori prestanti, il primo sicuramente l’ombra di sé stesso dopo le grandi stagioni di Chicago, il secondo mai effettivamente sbocciato, dotato di grande talento ma non costante nel rendimento. Tra le ali, invece, può essere molto utile la firma del factotum Anthony Tolliver, che lascia gli Hawks con lo scopo di portare al Nord Carolina tiro dall’angolo e versatilità sul campo, specie nei panni di buona riserva. Torna in franchigia anche Josh McRoberts, che dal suo arrivo dai Magic ha fatto davvero di tutto per convincere il team a puntare su di lui. Sarà interessante vedere invece cosa sapranno fare le precedenti scelte al Draft. Kemba Walker, dopo una prima stagione molto difficile seguente la grande vittoria NCAA, ha mostrato di essere un buon leader per il team e di crescere statisticamente parlando (da 12.1 a 17.7 punti e da 4.4 a 5.7 assist a partita), mentre Michael Kidd – Gilchrist ha lavorato tutta l’estate in palestra, per migliorare tiro e prestanza atletica.

IL RITORNO 3 – Solo voci, ma si parla anche di un breve ritorno di Michael Jordan. Una fonte vicina al presidente dei Bobcats ha infatti comunicato la volontà di MJ di tornare a giocare. Non vi preoccupate, seguaci: non farà la magra figura degli Wizards. Sembra infatti che il protagonista di Space Jam si sia dedicato a intensi allenamenti per giocare una sola partita. Il desiderio era quello di giocarla nella stagione passata, anche per celebrare il suo cinquantesimo compleanno, ma il colpo di business non è riuscito. Intanto è vero che il presidente della squadra si alleni con i suoi giocatori. Parola di Michael Kidd – Gilchrist, che afferma: “A cinquant’anni Jordan è ancora capace di fare gran figura”.

IL LAVORO DEL COACH – Quello che è certo è che Charlotte ha un nuovo coach, il terzo nel giro di tre stagioni. È il turno di Steve Clifford, ex assistente di Mike D’Antoni ai Los Angeles Lakers. Un coach difensivo che sicuramente dovrà lavorare con centri puramente offensivi come Zeller e soprattutto Jefferson, oltre che a migliorare dal punto di vista offensivo Bismack Biyombo. il nuovo staff dovrà anche occuparsi della crescita di Walker, Kidd Gilchrist e Henderson. Il primo dovrà unire la costanza dei punti dell’anno scorso a un incremento degli assist, mentre degli altri due si è già parlato.

CONCLUSIONI – Charlotte, come si sa, passerà l’ultima stagione con l’appellativo di Bobcats. A partire dal 2014, infatti, torneranno gli Hornets, il team che prima con Larry Johnson e Muggsy Bogues, poi con Baron Davis, fece in maniera altalenante sognare i tifosi di uno stato il cui cuore batte da sempre per i Tar Heels. Sicuramente l’esperienza Bobcats non è stata molto positiva, per usare un eufemismo: nel giro di otto anni la franchigia è andata una volta sola ai playoff, nel 2010 (tra l’altro, eliminazione con cappotto), ha registrato il peggior record della storia NBA nel 2011 e, soprattutto, non ha mai dato l’impressione di costruire per vincere, ma per ricostruire l’anno dopo, senza obiettivi certi. La svolta è stata l’arrivo di Jefferson quest’anno; un giocatore di medio – alto livello come mancava fin dal febbraio 2011, quando Gerald Wallace fu ceduto. Una svolta non tanto per il livello del neo arrivato (che presenta comunque dei nei difensivi), ma per il fatto che per la prima estate è stato preferito puntare sulla free agency, piuttosto che sul Draft. Charlotte si presenta ai nastri di partenza con più esperienza, rispetto agli anni precedenti, con dei giovani capaci di crescere esponenzialmente (Kemba in primis) e un’età media più alta, grazie a un roster che vede veterani al fianco dei giovanotti. Il team non è da playoff, inutile illudersi: sicuramente, però, le basi per il futuro sono più stabili rispetto agli altri anni. Con la speranza che gli Hornets possano riportare la Charlotte NBA ai fasti passati.