Forbes, ecco la lista dei dieci strapagati NBA: Bargnani è il n.1

Nella scorsa stagione, Forbes aveva classificato Carmelo Anthony come il giocatore più strapagato della NBA. Quest’anno, in base alle statistiche della prima metà della stagione 2013-14, la rivista statunitense ha calcolato che è ancora un Knicks a guadagnare più soldi di quelli che meriterebbe per il suo reale rendimento. Purtroppo stavolta si tratta del nostro Andrea Bargnani, che viene considerato enormemente sopravvalutato in termini di stipendio per la formula matematica che calcola le vittorie portate da un giocatore alla sua squadra in base alle statistiche. La classifica è stata stilata come al solito dall’economista David Berri, la cui intenzione è dimostrare come il fatto di segnare tanti punti è sopravvalutato, attraverso uno studio approfondito sulle statistiche e sui salari dei giocatori. Il Mago alla pausa per l’All-Star Game è arrivato con i seguenti numeri: 13.3 punti, 5.3 rimbalzi, 1 stoppata ed il 44% dal campo. Secondo i calcoli di Barri, l’italiano è costato ai Knicks 1.3 vittorie in questa stagione, e ciò lo rende uno dei peggiori tre giocatori della NBA tra quelli che hanno giocato almeno 20 minuti di media. Forbes non ha voluto includere i giocatori il cui minutaggio è stato tagliato o ridotto dagli infortuni, quindi non ci sono i vari Rose, Stoudemire, Bryant e Nash. Andiamo a vedere la lista dei 10 strapagati e le rispettive descrizioni date da Forbes. 

1 – ANDREA BARGNANI, KNICKS
Salario: 11.8 milioni
Vittorie prodotte: -1.31
Il lungo italiano è uno dei tre peggiori giocatori in tutta la NBA tra quelli con almeno 20 minuti di media a partita. A pesare sulla sua posizione sono soprattutto i 5 rimbalzi e 1 stoppata per allacciata di scarpe, con una percentuale del 44% dal campo.

2 – CARLOS BOOZERS, BULLS
Salario: 15.3 milioni
Vittorie prodotte: -0.01
Non gli bastano i buoni numeri fatti registrare nelle ultime due stagioni senza Derrick Rose per evitargli la comparsa in questa lista.

3 – BEN GORDON, BOBCATS
Salario: 13.2 milioni
Vittorie prodotte: -0.57
Dopo una bella stagione a Chicago, anche se comunque non esaltante, i numeri di Gordon sono praticamente affondati anno dopo anno a partire dal 2009, complici anche i numerosi problemi fisici.

4 – PAU GASOL, LAKERS
Salario: 19.2 milioni
Vittorie prodotte: 1.5
E’ sempre un giocatore importante, anche se l’età si sta iniziando a far sentire: minuti e soprattutto percentuali dal campo stanno iniziando a scendere in maniera significativa.

5 – JOE JOHNSON, NETS
Salario: 21.4 milioni
Vittorie prodotte: 2.84
Un giocatore mono-dimensionale che sa segnare, anche se non lo sta facendo con grande efficienza (44% dal campo quest’anno).

6 – ANTHONY BENNETT, CAVALIERS
Salario: 5.3 milioni
Vittorie prodotte: -2.05
Cleveland ha sorpreso quasi tutti scegliendo Bennett con la prima scelta assoluta. Il tempo ci dirà se il prodotto di UNLV riuscirà a crescere e ad affermarsi, ma per il momento i numeri sono brutali (3.4 punti, 29.9% dal campo), abbastanza per tenerlo inchiodato alla panchina per la maggior parte del tempo.

7 – ERSAN ILYASOVA, BUCKS
Salario: 7.9 milioni
Vittorie prodotte: -1.18
L’ala grande turca sta viaggiando con 10 punti e 6 rimbalzi a partita, tirando con il 37.5% dal campo, ma soprattutto facendo registrare più turnover che assist.

8 – ZACH RANDOLPH, GRIZZLIES
Salario: 17.8 milioni
Vittorie prodotte: 2.22
Da tanto tempo è uno dei migliori marcatori dal pitturato ed un ottimo rimbalzista, ma il suo 45.3% dal campo è la percentuale più bassa dal 2006.

9 – CHRIS BOSH, HEAT
Salario: 19.07 milioni
Vittorie prodotte: 2.78
Ovviamente si completa benissimo con James e Wade, ma non a queste cifre.

10 – O.J. MAYO, BUCKS
Salario: 8 milioni
Vittorie prodotte: -0.77
Sta tirando con il 39.6% dal campo e smazzando 2.4 assist di media. La talentuosa guardia non ha ancora trovato la sua strada al sesto anno nella NBA: con il senno di poi, avrebbe dovuto rimanere a USC per più di un anno.