Fredette ai Bulls: coach Thibodeau può far esplodere la carriera di Jimmer?

Jimmer Fredette non poteva sognare di finire in una squadra migliore dei Chicago Bulls. A questo punto della sua carriera, solo coach Tom Thibodeau può farlo esplodere, dopo aver dovuto sopportare due stagioni e mezzo ai margini delle rotazioni dei Sacramento Kings. Scelto con la n.10 del Draft 2011, Jimmer ha trovato pochissimo spazio in California, dove lo staff tecnico non ha mai avuto fiducia in lui e non gli ha permesso realmente di esprimere il suo talento. Adesso, però, il calvario è finalmente finito, dato che Fredette ha raggiunto l’accordo per uscire dal contratto con i Kings ed ha deciso di trasferirsi nella città del vento. Jimmer ha bisogno di trovare la sua dimensione all’interno della NBA e nessuno meglio dei Bulls può offrirgli un ruolo da specialista offensivo che gli consenta di mostrare tutti i suoi punti punti di forza. Ovviamente ha anche tanti difetti, ma Chicago è bravissima a nasconderli.

Il suo approdo in NBA aveva suscitato grande interesse per le sue eccellenti abilità da tiratore, ma a Sacramento si è sempre trovato chiuso da tante guardie di un certo livello. Se nella sua prima stagione da rookie gli sono stati concessi 18.6 minuti di media, con il passare del tempo è stato sempre peggio, tanto che quest’anno ha viaggiato con 11.3 minuti. Lo spazio sul parquet non sarà un problema a Chicago, dove c’è assolutamente bisogno del suo micidiale tiro da tre punti (49.3% quest’anno, 40.2% in carriera) visto che al momento quello dei Bulls è il terzultimo attacco della lega da oltre l’arco (34.1%).

In questo momento, era il miglior giocatore che Chicago poteva prendere, ma anche quello di cui aveva più bisogno. Anche se magari le statistiche non lo evidenziano, i Bulls prestano molta attenzione al tiro pesante: la scorsa stagione hanno voluto Marco Belinelli, nell’ultimo Draft hanno presto un tiratore come Tony Snell ed un lungo con una buona mano (Erick Murphy). Tra l’altro nessuno di questi giocatori ha la stessa abilità al tiro di Fredette: stiamo parlando di uno che segna in scioltezza anche da 8 metri, che se viene lasciato solo per un secondo ti condanna a subire canestri. In questa stagione sta tirando con il 62.5% in uscita dai blocchi e con il 41.4% da situazione di pick and roll. A roster i Bulls hanno solo due giocatori che tirano con più del 35% da oltre l’arco: DJ Augustin (41.3%) e Mike Dunleavy (37.9%). Considerando che la peggior stagione al tiro pesante di Fredette è del 36.1%, per Chicago è il giocatore ideale.

Ovviamente c’è tanta curiosità nel vedere che cosa potrà fare Thibodeau con un giocatore così tra le mani. Citiamo giusto qualche esempio di atleti che negli ultimi anni hanno rilanciato la loro carriera a Chicago. Partiamo proprio dall’ultimo caso: ai primi di dicembre i Raptors hanno rilasciato DJ Augustin, i Bulls sono stati gli unici a credere in lui ed in 37 partite ha finora dimostrato sia di poter far canestro con continuità (13.4 punti), sia di avere buoni doti di playmaking (5.5 assist a fronte di 2.1 turnover). Oltre alla crescita spaventosa di Belinelli, l’anno scorso c’è stata la rinascita di Nate Robinson, che sotto la guida di Thibodeau ha fatto registrare il suo massimo in carriera per punti (13.1) e percentuale da oltre l’arco (40.5%). Anche i vari CJ Watson (9.7 punti ed un career-high di 4.1 assist nella stagione 2011-12) e John Lucas (7.5 punti e 39.3% da tre) hanno vissuto le loro migliori annate all’interno del sistema dei Bulls. Quest’ultimo ovviamente si basa tantissimo sulla difesa, ma non disdegna anche giocatori prettamente offensivi, è ne è la dimostrazione la presenza in quintetto di Carlos Boozer.

Nonostante il minutaggio sia calato di molto rispetto alla stagione da rookie, quest’anno Fredette è migliorato nella percentuale dal campo (47.5% da 38.6%) ed in quella da oltre l’arco (49.3% da 36.1%), ma soprattutto la sua efficienza è salita da 10.8 a 16.4. La sua produzione in proiezione dei 36 minuti è spaventosa: 18.7 punti, 4.7 assist, 3.5 rimbalzi. Jimmer ha semplicemente bisogno di giocare con continuità, cosa che non gli è mai stata concessa in questi anni a Sacramento. E Thibodeau è l’allenatore perfetto per concedergli l’occasione di cui necessita.

Ovviamente Fredette dovrà lavorare molto anche sull’aspetto difensivo per conquistarsi tanto spazio nei Bulls, ma di certo la sua riconosciuta etica del lavoro e professionalità lo aiuteranno molto in questo. Tra l’altro non gli si chiede di certo di diventare uno specialista, per quello già ci sono i vari Snell, Butler, Noah e Gibson, ma di essere presentabile in difesa e di mostrare semplicemente il suo immenso talento in attacco. I Bulls hanno dimostrato di essere bravissimi nell’individuare i talenti in cui nessun altro crede e di trasformarli in veri e propri giocatori di pallacanestro: ci riusciranno anche con Fredette? Lo scopriremo presto, ma visto il talento di Jimmer le possibilità di successo sono alte.