Giudici per un giorno: la redazione di MY-Basket assegna i premi per la regular season NBA

La regular season NBA è fatta di 82 partite per squadra e di centinaia di giocatori che scendono sul parquet ogni settimana. Quando cala il sipario sulla stagione regolare, ogni appassionato NBA che si rispetti rimane in trepidante attesa dell’assegnazione dei premi individuali. La redazione di MY-Basket ha deciso di anticipare leggermente i tempi, istituendo una sua giuria interna composta da sette redattori e votando per eleggere i migliori giocatori di ogni categoria. Vediamo cosa ne è venuto fuori!

Most Valuable Player
Vincitore: LeBron James (Miami Heat) – 26.8ppg, 6.8rpg, 8.0apg, 56.5% dal campo, 1.7spg, 0.9bpg
Secondo classificato: Carmelo Anthony (New York Knicks) – 28.7ppg, 6.9rpg, 2.6apg, 44.9% dal campo, 0.8spg, 0.5bpg
Terzo classificato: Kevin Durant (Oklahoma City Thunder) – 28.1ppg, 7.9rpg, 4.6apg, 51.0% dal campo, 1.4spg, 1.3bpg
Altri giocatori votati: Kobe Bryant (Los Angeles Lakers)

L’incredibile stagione dei Miami Heat e di un superuomo in grado di tirare con il 56% dal campo non poteva che essere premiata con il riconoscimento individuale più prestigioso. Nonostante gli accaniti inseguitori, LeBron James ha nuovamente messo d’accordo tutti con una serie di prestazioni al limite del reale, come alcune di quelle che hanno infarcito la serie di 27 vittorie consecutive della squadra di Spoelstra. Alle sue spalle Carmelo Anthony ha finalmente messo a tacere le voci che parlavano di un presunto affare dei Nuggets nella sua cessione; ha condotto i Knicks al secondo posto nella Eastern Conference a suon di canestri, risultando il miglior marcatore della lega. Terzo gradino del podio per Kevin Durant, protagonista di una stagione in cui i suoi Thunder hanno superato gli Spurs anche in regular season.

Rookie of the Year
Vincitore: Damian Lillard (Portland Trail Blazers) – 19.0ppg, 3.1rpg, 6.5apg, 42.9% dal campo, 0.9spg, 0.2bpg
Secondo classificato: Anthony Davis (New Orleans Hornets) – 13.5ppg, 8.2rpg, 1.0apg, 51.6% dal campo, 1.2spg, 1.8bpg
Terzo classificato: Bradley Beal (Washington Wizards) – 13.9ppg, 3.8rpg, 2.4apg, 41.0% dal campo, 0.9spg, 0.5bpg
Altri giocatori votati: Dion Waiters (Cleveland Cavaliers)

Una scelta semplice semplice. Damian Lillard ha convinto tutti. Uscito da Weber State, il 22enne ha disputato una stagione strepitosa, guadagnandosi gli elogi di giocatori come LeBron James e Kobe Bryant. Proprio contro Kobe ha siglato il suo career high: 38 punti. Cinque le sue prestazioni sopra i 30. Il sito SB Nation non ha esitato a paragonare, sotto alcuni aspetti, la sua stagione da rookie a quella di mostri sacri come Allen Iverson e Chris Paul. Seconda piazza meritatissima per Anthony Davis, la prima scelta al Draft. Da quando è scalato ala grande con Robin Lopez al suo fianco ha giocato con maggiore sicurezza, tanto da collezionare 15.8 punti, 9.2 rimbalzi e il 54% dal campo nelle quindici gare prima dell’infortunio che ha chiuso la sua stagione. Ha convinto anche Bradley Beal, terza scelta al Draft 2012. Quasi 14 punti di media, un ottimo atletismo e una buona tendenza a prendersi le proprie responsabilità con successo nei minuti caldi della gara.

Sixth Man of the Year
Vincitore: J.R. Smith (New York Knicks) – 18.1ppg, 5.3rpg, 2.7apg, 42.2% dal campo, 1.3spg, 0.3bpg
Secondo classificato: Jamal Crawford (Los Angeles Clippers) – 16.5ppg, 1.7rpg, 2.5apg, 43.8% dal campo, 1.0spg, 0.2bpg
Terzo classificato: Jarrett Jack (Golden State Warriors) – 12.9ppg, 3.1rpg, 5.5apg, 45.2% dal campo, 0.8spg, 0.1bpg
Altri giocatori votati: Kevin Martin (Oklahoma City Thunder), Nate Robinson (Chicago Bulls), Ryan Anderson (New Orleans Hornets)

Come nel caso dei due precedenti premi, elezione semplicissima anche per il Sesto Uomo dell’Anno. J.R. Smith ha sbaragliato la concorrenza, grazie alla sua stagione da protagonista in una squadra di grande successo come questa edizione dei Knicks. Per media punti (e per minutaggio) è la migliore stagione della sua carriera; sette volte sopra i 30 punti segnati, con un picco di 37 contro i Bobcats. Un altro sesto uomo che ha fatto la differenza è Jamal Crawford, che è tornato protagonista in NBA dopo due anni non troppo semplici. Il 32enne dei Clippers aveva cominciato la stagione con 77 punti nelle prime tre partite, poi ha rifiatato un attimo, chiudendo comunque a quasi 17 di media. In questa graduatoria non si può non citare anche Jarrett Jack, che dopo un’ottima annata agli Hornets si è ritagliato un ruolo importantissimo anche nei Warriors di questa stagione.

Defensive Player of the Year
Vincitore: Tony Allen (Memphis Grizzlies) – 8.9ppg, 4.6rpg, 1.2apg, 44.5% dal campo, 1.5spg, 0.6apg
Secondo classificato: Roy Hibbert (Indiana Pacers) – 11.9ppg, 8.3rpg, 1.4apg, 44.8% dal campo, 0.5spg, 2.6bpg
Terzo classificato: Tyson Chandler (New York Knicks) – 10.4ppg, 10.7rpg, 1.0apg, 63.8% dal campo, 0.7spg, 1.2bpg
Altri giocatori votati: LeBron James (Miami Heat), Joakim Noah (Chicago Bulls), Luol Deng (Chicago Bulls), Shane Battier (Miami Heat), Nick Collison (Oklahoma City Thunder)

Scelta romantica, ma neanche troppo. Il Defensive Player of the Year Award viene spesso assegnato al giocatore che ha ammonticchiato le migliori statistiche di rimbalzi e stoppate (ogni riferimento a Dwight Howard è puramente voluto). Ciò non toglie che, ogni tanto, vengano anche premiati dei giocatori che fanno per davvero la differenza nella propria metà campo. Citofonare Ben Wallace o Tyson Chandler per ulteriori informazioni. Il vincitore del premio, per la giuria di MY-Basket, è Tony Allen, probabilmente il miglior difensore tra gli esterni nell’intera lega. Dopo aver svolto egregiamente il ruolo di arcigno specialista difensivo dalla panchina nei Celtics campioni NBA del 2008, Tony nel 2010 è passato ai Grizzlies, che lo hanno lanciato nel quintetto base. Ora, Memphis non è di certo una squadra che segna 90 punti tutte le notti, ma non è nemmeno facile che ne subisca 80, grazie a giocatori come Allen, Marc Gasol e Tayshaun Prince. Dietro ad Allen si piazza Roy Hibbert. Il colosso di Georgetown è uno dei lunghi più difficili da superare nel pitturato, grazie ad un’ottima tecnica difensiva e ad una buona propensione per la stoppata. Terzo posto per Tyson Chandler, giocatore che ha prima rivoluzionato difensivamente i Mavs campioni NBA nel 2011, poi anche i Knicks di Woodson.

Most Improved Player of the Year
Vincitore: Greivis Vasquez (New Orleans Hornets) – 13.9ppg, 4.3rpg, 9.0apg, 43.3% dal campo, 0.8spg, 0.1bpg
Secondo classificato: Paul George (Indiana Pacers) – 17.4ppg, 7.6rpg, 4.1apg, 41.9% dal campo, 1.8spg, 0.6bpg
Terzo classificato: Larry Sanders (Milwaukee Bucks) – 9.8ppg, 9.5rpg, 1.2apg, 50.6% dal campo, 0.7spg, 2.8bpg
Altri giocatori votati: Klay Thompson (Golden State Warriors), Omer Asik (Houston Rockets), Chandler Parsons (Houston Rockets)

Sfida serrata per il MIP, ma alla fine l’ha spuntata Greivis Vasquez, il venezuelano che ha frequentato Maryland. Il playmaker degli Hornets ha lasciato da parte qualsiasi dubbio sul suo rendimento con una stagione grandiosa, in cui ha rifornito a ripetizione i suoi compagni. Sono ben trenta le prestazioni in doppia cifra di assist e nella vittoria contro gli Hawks il giocatore ha collezionato addirittura una tripla-doppia. Sul podio Paul George, l’esplosivo esterno degli Indiana Pacers, che quest’anno ha conquistato l’All-Star Game. George, per la verità, aveva già fatto vedere ottime cose nella scorsa stagione, ma l’infortunio di Granger gli ha permesso di trovare ulteriore spazio e fiducia nel sistema di coach Vogel. Infine, doverosa menzione anche per Larry Sanders, lungo dei Bucks con circa 13 minuti di media nelle due precedenti stagioni. Sanders è diventato una pedina irrinunciabile per la franchigia del Wisconsin, emergendo a suon di rimbalzi e stoppate.

Coach of the Year
Vincitore: Frank Vogel (Indiana Pacers) – Record: 49-32
Secondo classificato: Mark Jackson (Golden State Warriors) – Record: 47-35
Terzo classificato: George Karl (Denver Nuggets) – Record: 57-25
Altri allenatori votati: Mike Woodson (New York Knicks), Erik Spoelstra (Miami Heat), Tom Thibodeau (Chicago Bulls), Gregg Popovich (San Antonio Spurs)

Se una squadra senza la sua stella principale, quel Danny Granger assente per quasi tutta la stagione, arriva ad un passo dal secondo posto nella Conference, vuol dire che qualche merito l’allenatore ce lo dovrà pur avere! Le quotazioni di Frank Vogel sono sempre più in ascesa grazie alle grandi prestazioni dei suoi Pacers. Manca Granger? Nessun problema. In quintetto va Lance Stephenson e i risultati non peggiorano. Quello di Indiana è un sistema in cui tutti sanno essere importanti. Parecchi voti anche per Marc Jackson, coach protagonista del ritorno dei Warriors ai Playoffs e dell’esplosione definitiva di Stephen Curry, ormai uno dei migliori giocatori dell’NBA. Terzo è arrivato George Karl, l’allenatore dei Denver Nuggets e di Danilo Gallinari: l’aggiunta di Iguodala gli ha permesso di oliare ulteriormente la sua già perfetta macchina da guerra.

Primo quintetto NBA:
Kobe Bryant (Los Angeles Lakers) – Chris Paul (Los Angeles Clippers) – LeBron James (Miami Heat) – Carmelo Anthony (New York Knicks) – Tyson Chandler (New York Knicks)
Altri giocatori votati: Tim Duncan (San Antonio Spurs), Kevin Durant (Oklahoma City Thunder), Stephen Curry (Golden State Warriors), Blake Griffin (Los Angeles Clippers)

Primo quintetto rookie:
Damian Lillard (Portland Trail Blazers) – Bradley Beal (Washington Wizards) – Anthony Davis (New Orleans Hornets) – Harrison Barnes (Golden State Warriors) – Andre Drummond (Detroit Pistons)
Altri giocatori votati: Michael Kidd-Gilchrist (Charlotte Bobcats), Jonas Valanciunas (Toronto Raptors), Dion Waiters (Cleveland Cavaliers)