Gli Heat ed il threepeat: corsi e ricorsi storici di un’impresa per pochi eletti

Gli Heat sono distanti quattro vittorie dall’unirsi ad una prestigiosissima elite di franchigie della NBA, quella dei threepeaters. Nei 67 anni di esistenza delle Finals, solo cinque squadre ce l’hanno fatta: i Minneapolis Lakers (1952-54), i Boston Celtics (1959-66), i Chicago Bulls (1991-93 e 1996-98) ed i Los Angeles Lakers (2000-02). 

Per fare il suo ingresso in questo specialissimo club, Miami dovrà superare gli Spurs per il secondo anno consecutivo, ma stavolta si presenterà nelle Finals con il fattore campo a sfavore, il che è un dato assolutamente da non sottovalutare, dato che stiamo parlando di due squadre prettamente “casalinghe” nei playoffs. Se gli Heat dovessero riuscire ad avere la meglio contro la grande organizzazione offensiva e difensiva di San Antonio, allora la presuntuosa affermazione di LeBron (“not four, not five, not six…”) al momento della firma con Miami nel 2010 non apparirebbe più così campata per l’aria. 

L’ultima squadra a tentare il threepeat è stata quella dei Lakers che, dopo aver vinto il titolo per due anni consecutivi, nel 2011 non è riuscita a raggiungere le Finals. Ironia della sorte, LA ha perso contro i futuri campioni dei Dallas Mavericks, che rimandarono l’appuntamento di LeBron James con il primo anello. Prima di allora, i Lakers del 2002 sono stati gli ultimi a centrare il threepeat: con un’età media di 27.9 anni, i gialloviola dovettero fronteggiare in quegli anni dei percorsi difficili nella Western Conference, mentre le Finals furono piuttosto semplici per loro. Praticamente l’opposto degli Heat, che quest’anno sono arrivati alla serie che assegna il titolo senza troppi problemi, vista la pochezza degli avversari.

Miami è la squadra più anziana della NBA con i suoi 30.6 anni di media ed ha chiuso la regular season come il secondo miglior attacco e l’undicesima difesa. LA nel 2002 fu anch’essa la seconda miglior squadra offensiva della lega, ma per quanto riguarda la difesa si piazzò 4 posizioni più sopra rispetto agli Heat, grazie soprattutto ad un Kobe Bryant al top e di uno Shaquille O’Neal devastante. Prima dei Lakers, ci sono stati i due threepeat dei Bulls dell’era Jordan. In entrambi i casi, ci sono diverse similitudini con gli Heat di quest’anno: nel ’98, Chicago superò facilmente i primi due turni (3-0 contro i Nets, 4-1 contro gli Hornets), per poi dover battagliare duramente in finale di Conference con i Pacers fino a gara 7. Proprio come Miami affronterà per il secondo anno consecutivo gli Spurs per il titolo, allora i Bulls si ritrovarono di fronte ancora i Jazz e riuscirono a ripetersi, centrando il terzo anello in fila.

In termini di efficienza, i Bulls del 1993 erano più simili a questi Heat, dato avevano il secondo miglior attacco e la settima difesa. Quell’anno Chicago superò facilmente i primi due turni, prima di affrontare una serie molto dura con i New York Knicks. Quest’ultimi si rispecchiano nei Pacers, la principale sfidante ad Est degli Heat negli ultimi tre anni: proprio come quella squadra della Grande Mela, Indiana è stata la miglior squadra difensiva della NBA ma ha fatto fatica a segnare, uscendo sempre sconfitta. Per quanto riguarda il threepeat dei Lakers del 1954 e gli otto titoli consecutivi dei Celtics anni ’60, è molto difficile fare paragoni: Boston giocava in una lega che comprendeva neanche 10 squadre, quindi era molto più facile ripetersi. mentre Los Angeles si basava semplicemente sul fenomenale George Mikan, che nella NBA di oggi non basterebbe per fare il threepeat.