Habemus Nikola – Mentalità, prima che talento

Estate 2004. Darko Miličić chiama un suo amico nonché ex-compagno di squadra dalla Serbia; si tratta di Nemanja Jokić (il fratello più grande di Nikola), il quale voleva giocare in America. Grazie a Darko, Nemanja comincia a giocare nella squadra affiliata dei Pistons, si costruisce una dignitosa carriera ma non ottiene alcun successo. In seguito racconterà: “Ho fatto tanti errori, quando ero più giovane il basket non era la mia priorità. Lo erano, invece, le donne, l’alcol, le feste e i soldi. Non avevo nessuno che mi aiutasse a concentrarmi sulla carriera. Mi mancava la mia famiglia“.

La stagione 2012/13 è l’ultima sia per Darko, sia per Nemanja, il quale così torna, dopo 7 anni, dai suoi fratelli. Al tempo, Nikola ha 17 anni ed è diventato il più alto dei fratelli Jokic. Nikola ha tanti altri hobby, oltre alla pallacanestro: i cavalli, il calcio, la pallanuoto, la pallavolo. Ma la pallacanestro è l’hobby in cui riesce decisamente meglio. In quegli anni, però, Nikola ha anche problemi di peso. Quando ha firmato il suo primo contratto, con il Mega Vizura, pesava 136 chili (si diceva bevesse tre litri di Coca-Cola al giorno). Non era certo muscoloso, ma gli piaceva tanto giocare a pallacanestro e lo faceva discretamente bene.

I suoi due fratelli, Nemanja e Strahinja, decidono di seguirlo e di vivere insieme a lui per farlo dimagrire. Dieci giorni prima del Draft 2014, Nikola decide di ritirarsi perché non si ritiene ancora pronto per il mondo a stelle e strisce e ha enorme paura dei giudizi altrui. Infatti, molti GM sostengono che non valga la pena draftarlo perché non possiede un fisico e un atletismo adatti per il mondo NBA. Tra tutti, però, Tim Connelly, GM dei Nuggets, non si ferma all’aspetto fisico e guarda alla tecnica di Nikola: mano morbida ed educata, grandissima visione di gioco e comprensione della pallacanestro. Lavorando ai fianchi di procuratore e giocatore, Connelly riesce a convincere Nikola a non ritirarsi dal Draft. Risultato? Overall pick number 41 per il serbo.

Nikola, però, non pensa di andare subito in NBA, ma vuole giocare in Europa, o meglio, nel Barcellona. Così firma un pre-contratto con i catalani. La squadra blaugrana, però, dopo aver assistito a una sorta di “provino” in una partita in cui Jokic mette insieme una performance orribile, decide di non avvalersi delle carte precedenti e di non firmare il talento serbo. Tempo di ripensamenti? Manco per idea. Nikola coglie al balzo la proposta di Connelly e salpa per gli States con buona pace di crema catalana e sangria lasciate al caldo della Barceloneta.

Questa volta, però, niente esagerazioni, niente feste e, soprattutto, nessun cibo grasso. I fratelli attuano su di lui una pressione educativa costante: lo costringono a vivere in un appartamento senza fronzoli e pretese, lo seguono costantemente in ogni passo della sua crescita di atleta e lo bacchettano a regola quando non ha la testa per allenarsi come dovrebbe. “Non ho dubbi che anche senza di me potrebbe farcela, ma voglio dargli l’aiuto che io non ho avuto. Non voglio che faccia i miei stessi errori“. Queste le parole del fratello Nemanja.

Così, grazie ai suoi fratelli e al suo preparatore atletico, Nikola riesce a dimagrire fino al peso-forma di 113 kg. “Non sarà mai muscoloso quanto DeAndre Jordan o non avrà mai un’elevazione di un metro, ma potrà essere il miglior playmaker nel corpo di un centro, questo senza alcun dubbio“. La via ormai gli è chiara: “Sono convinto che l’unico muscolo di cui ho bisogno è il mio cervello“. Ed è anche così che Nikola sta prendendo le misure e iniziando a dominare anche contro centri più grossi e più atletici di lui. Probabilmente senza schiacciate pazzesche ma con giocate e scelte intelligenti. Gennaio è stato il mese della sua consacrazione: ha viaggiato a 23.9 punti, 11.1 rimbalzi e 4.8 assist di media, ma questi numeri non danno la misura della sua naturalezza e facilità nel giocare a pallacanestro anche nella miglior lega del mondo, a nemmeno 22 anni.

A cura di: Aleksandar Miljkovic

Sitografia: blic.rs, Sports Illustrated, Mozzart Sport