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I 5 giocatori che hanno cambiato le regole dell’NBA

La storia della NBA è tutta un susseguirsi di giocatori che hanno lasciato un segno per le loro prestazioni dentro e/o fuori dal campo. Alcuni giocatori hanno anche fatto di più: hanno costretto la lega stessa a cambiare o adeguare il regolamento. Andiamo a vedere quali sono i cinque giocatori che hanno fornito il contributo più significativo da questo punto di vista.

1. George Mikan (Minneapolis Lakers 1948-1956)

Mikan è stato probabilmente il primo vero fuoriclasse della storia del basket. 2.08m di altezza e 111kg di peso, cifre normalissime per un centro di oggi. Ecco, appunto, di oggi. All’epoca, ad esempio, del primo titolo NBA dei Lakers, i Syracuse Nationals, avversari di Minneapolis in finale, a Mikan opponevano Ed Peterson (2.06m, 100kg) e il leggendario Dolph Schayes (2.01m, 88kg). In sostanza, non c’era nessuna possibilità di fermarlo, dal momento che Mikan era anche provvisto di un’ottima tecnica ed era un maestro nel gancio. Ci provò la NBA: la cosiddetta Mikan Rule fu studiata proprio per limitare il suo impatto in area. Il pitturato, all’interno del quale si può commettere l’infrazione di tre secondi offensivi, fu ampliato da 1.8m a 3.6m circa. Si dice inoltre che la presenza di Mikan sui parquet NBA fu anche uno dei fattori che portarono all’introduzione del cronometro dei 24 secondi, anche se questo avvenne solo alla fine della carriera di Mikan. A livello NCAA, lo strapotere di Mikan portò all’introduzione dell’interferenza difensiva.

2. Wilt Chamberlain (Philadelphia Warriors 1959-1962, San Francisco Warriors 1962-1965, Philadelphia 76ers 1965-1968, Los Angeles Lakers 1968-1973)

Se Mikan era semplicemente immarcabile per gli avversari degli anni ’50, Wilt Chamberlain lo fu allo stesso modo – e forse anche di più – per i centri degli anni ’60. Un colosso di 2.16m per 125kg che arrivò a segnare 50.4 punti di media in una singola stagione (1961-1962), in aggiunta a 25.7 rimbalzi. Wilt in carriera ha certamente raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Il motivo dei soli due titoli vinti ha un nome e un cognome: Bill Russell. Ma questa è un’altra storia. Limitiamoci a considerare cosa ha fatto l’NBA per rendere meno impossibile la difesa su Wilt. Il pitturato, le cui dimensioni erano già state raddoppiate a causa di Mikan, fu nuovamente ingrandito (da 3.6m a 4.8m). Ma non solo: la seconda regola che fu cambiata in seguito all’arrivo di Wilt in NBA è certamente più curiosa. Un giocatore che sta tirando un tiro libero non può sorpassare la linea del tiro libero fino a che il pallone non ha toccato il ferro. Perché? Semplice, Wilt in carriera non è mai stato un grande tiratore di liberi (51.1%), perciò, prima che la regola fosse modificata, aveva l’abitudine di tirare la palla verso il canestro e di partire subito per il rimbalzo offensivo. Si ritiene inoltre che il gioco di Wilt abbia contribuito a far introdurre l’interferenza offensiva e la regola che non permette ai giocatori di far passare la palla sopra il tabellone sulla rimessa da fondo.

3. Larry Bird (Boston Celtics 1979-1992)

Assieme a Magic Johnson, Bird è dai più considerato il più grande giocatore della storia dopo Michael Jordan. Si è distinto in carriera per la sua tecnica sopraffina e per un’intelligenza cestistica che gli permetteva di prendere sempre la scelta giusta. Ha vinto tre titoli NBA e ha tenuto cifre spaventose nel corso della sua carriera (24.3 punti, 10 rimbalzi e 6.3 assist in 897 partite di regular season). Rispetto ai due fenomeni di cui abbiamo già parlato, Mikan e Chamberlain, il contributo di Bird al regolamento NBA è stato diverso. Il caso di Larry Legend ha infatti portato ad un’importantissima innovazione nel regolamento economico dell’NBA. Si tratta ovviamente della Larry Bird Exception, la regola che permette ad una squadra che ha un monte stipendi superiore al salary cap di rinnovare un proprio giocatore senza incorrere nei limiti imposti dal fatto di trovarsi oltre il cap. Questa possibilità venne concessa per la prima volta proprio ai Celtics per poter trattenere Larry Bird in biancoverde. In ordine cronologico, l’ultima regola in materia economica ad essere stata introdotta in base al caso di un giocatore è la Derrick Rose Rule: un giocatore che è stato votato come titolare in due All-Star Game e/o ha fatto parte di due quintetti NBA e/o ha vinto l’MVP ha notevoli vantaggi economici sul contratto che gli può essere offerto alla scadenza di quello da rookie.

4. Trent Tucker (New York Knicks 1982-1991, San Antonio Spurs 1991-1992, Chicago Bulls 1992-1993)

Nome sicuramente meno noto rispetto ai tre di cui si è parlato. Guardia dotata di ottimo tiro da tre (40.8% in carriera), Tucker è un giocatore che non ha mai superato i 24 minuti di media nell’arco delle sue undici stagioni NBA. Un risultato importante l’ha comunque ottenuto: nell’estate del 1992 ha firmato con i Chicago Bulls e ha vinto il primo titolo della sua carriera nel giugno successivo. Anche l’ultimo, perché si è ritirato nel ’93. Giocando fondamentalmente da riserva di Jordan, nei Playoffs ha sfoderato la sua migliore prestazione realizzativa (9 punti, 4/4 al tiro) proprio nella decisiva gara 6 delle Finals contro i Suns. Nel corso di quella post-season ha tirato con il 46.2% dall’arco. Un gran tiratore da tre, dicevamo. Ed è stato proprio un suo tiro da tre a portare all’introduzione di una nuova regola. C’entrano anche i Bulls, ma questa volta come avversari: Tucker vestiva la maglia dei Knicks. Il 15 gennaio 1990, al Madison Square Garden, Knicks e Bulls sono bloccati sul 106-106 con 0.1 secondi sul cronometro. I Knicks, durante il timeout, preparano quello che sembra essere l’unico schema possibile: alley-oop per Pat Ewing. Ma i Bulls si aspettano esattamente quello. Così Mark Jackson, impossibilitato a servire Ewing, rimette la palla in campo per Tucker: tiro da tre, solo rete. Il canestro viene convalidato, ma i Bulls ritengono impossibile che un catch and shoot venga effettuato in 0.1 secondi. Sarà Rod Thorn, il vice-presidente della NBA, a battersi per la Trent Tucker Rule: dall’estate del 1990, se sul cronometro mancano meno di 0.3 secondi, è possibile segnare solo in tap-in o con una schiacciata al volo.

BarkleyJackson5. Charles Barkley (Philadelphia 76ers 1984-1992, Phoenix Suns 1992-1996, Houston Rockets 1996-2000) e Mark Jackson (New York Knicks 1987-1992, Los Angeles Clippers 1992-1994, Indiana Pacers 1994-1996, Denver Nuggets 1996-1997, Indiana Pacers 1997-2000, Toronto Raptors 2000-2001, New York Knicks 2001-2002, Utah Jazz 2002-2003, Houston Rockets 2003-2004)

Un undici volte All-Star che merita senza dubbio uno dei primi posti nella graduatoria delle migliori ali grandi di sempre e un playmaker che come unici due riconoscimenti in carriera ha un All-Star Game e un Rookie of the Year. Apparentemente non hanno davvero nulla in comune. Sir Charles è una delle più grandi macchine da rimbalzi della storia dell’NBA, ma non solo: nonostante un’altezza non eccezionale (1.98m), Barkley eccelleva nel gioco fisico, oltre ad avere movimenti offensivi e visione di gioco decisamente sopra la media. Mark Jackson era invece un giocatore sicuramente affidabile, dotato di grande intelligenza e con grande capacità nel coinvolgere i compagni. Tuttavia è impossibile definirlo, a differenza di Barkley, come uno dei più grandi giocatori della storia del basket. E allora? Perché sono messi uno di fianco all’altro? I due erano accomunati da un tipo di gioco particolare che ha portato l’NBA ad introdurre una nuova regola. La Five-second back to the basket violation, anche chiamata Mark Jackson Rule, non permette ad un giocatore che si trova al di là del prolungamento della linea del tiro libero di palleggiare per più di cinque secondi con la schiena rivolta al canestro. La regola, per l’appunto, è nota come Mark Jackson Rule, ma è comunemente chiamata anche Charles Barkley Rule. In un’epoca in cui la difesa a zona era proibita e ogni giocatore era quindi costretto a rimanere sul proprio uomo, le squadre di Barkley creavano situazioni di gioco in cui Sir Charles partiva spalle a canestro da lontanissimo fino ad arrivare nel pitturato, mentre i suoi compagni si posizionavano dall’altro lato per lasciargli campo libero. Anche Mark Jackson, per proteggere meglio la palla, era solito avanzare in palleggio spalle a canestro già da metà campo.

HONORABLE MENTIONS

DawkinsShaqDarryl Dawkins (Philadelphia 76ers 1975-1982, New Jersey Nets 1982-1987, Utah Jazz 1987, Detroit Pistons 1988-1989) e Shaquille O’Neal (Orlando Magic 1992-1996, Los Angeles Lakers 1996-2004, Miami Heat 2004-2008, Phoenix Suns 2008-2009, Cleveland Cavaliers 2009-2010, Boston Celtics 2010-2011)

Facile capire, invece, cosa accomuna questi due giganti. Chocolate Thunder e Shaq non hanno forzato l’NBA ad apportare delle innovazioni dal punto di vista del regolamento, ma hanno addirittura costretto la lega a studiare nuove soluzioni dal punto di vista delle strutture. Proprio così. Nella stagione 1978/1979, Darryl Dawkins, con le sue schiacciate, ha frantumato due tabelloni. Per questo motivo la National Basketball Association si è convinta, a partire dalla stagione 1981/1982, che fosse il caso di introdurre il breakaway rim, ovvero il ferro come lo conosciamo oggi: non rigido, ma studiato appositamente per piegarsi in caso di schiacciata senza che il tabellone subisca danni. L’NBA era convinta che il breakaway rim avrebbe prevenuto qualsiasi tipo di problema. Non avevano ancora conosciuto Shaq. Nella stagione 1992/1993 Shaq ha tirato giù due canestri, anche se il tabellone è effettivamente rimasto intatto. L’incredibile potenza di Shaq ha costretto la lega a rinforzare il supporto del canestro e a migliorare la stabilità del tabellone.

Ovviamente i casi citati non sono gli unici: si vocifera, ad esempio, che il tempo massimo per effettuare un tentativo di tiro libero sia stato introdotto a causa della lentezza di Karl Malone, mentre è abbastanza certo che l’abbigliamento da strada di Allen Iverson ha giocato un ruolo fondamentale nell’introduzione del dress code. L’hand-checking potrebbe essere stato introdotto a causa della difesa di Derek Harper oppure Reggie Miller potrebbe aver ispirato il fallo in attacco quando il tiratore allarga la gamba per cercare il contatto. In ogni caso, quale sarà il prossimo giocatore che farà cambiare il regolamento della NBA?

Photos: Trent Tucker 1 – mlive.com; George Mikan – howstuffworks.com; Larry Bird – nba.com; Trent Tucker 2 – nba.com; Charles Barkley – strostechronicle.com; Mark Jackson – knicks.dojur.com; Darryl Dawkins – nba.com; Shaquille O’Neal – zimbio.com.

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  • Andrebbe citato anche Kareem Abdul-Jabbar, per colpa del cui strapotere fisico, quando giocava ancora in NCAA col nome di Ferdinand Lewis Alcindoor, venne per alcuni anni vietata la schiacciata. Questo non fece che renderlo più forte perché dovette sviluppare armi offensive diverse, come lo sky-hook.