News & Mercato

I 5 giocatori statisticamente più decisivi della stagione NBA 2014-15

Un giocatore determinante non lo si distingue dagli altri solo per il numero di game-winner o game-tying che mette a referto, nonostante questa sia la convinzione più diffusa tra gli appassionati della NBA. Esiste, infatti, il cosiddetto “clutch time”, ovvero quelle situazioni in cui negli ultimi due minuti di gioco le squadre sono separate da un divario di massimo 5 punti. Quello che ci proponiamo di stabilire è molto semplice: quali sono i giocatori più “clutch” della stagione 2014-2015? E come si fa a riconoscerli nel modo più oggettivo possibile? La risposta a quest’ultima domanda è da ricercare nel “clutch rating”, una speciale voce statistica inventata lo scorso anno da Bleacher Report appunto per scovare le stelle NBA più decisive. Il modo di calcolarlo è il seguente: innanzitutto, per entrare in classifica sono necessari almeno 30 minuti giocati nel “clutch time” e 15 tiri dal campo, dopodiché si moltiplicano gli assist per due, si sommano i punti e si sottraggono le palle perse. Il risultato va diviso per il numero di conclusioni tentate. Si arriva così ad un dato che possiamo definire “punti prodotti per tiro” e che va moltiplicato con il PIE, ovvero con il Player Impact Estimate. Fatto questo necessario preambolo, andiamo a vedere i 5 giocatori più decisivi di questa regular season.

#1 JEFF TEAGUE, ATLANTA HAWKS
Punti prodotti per tiro: 2.71
PIE: 33.5
Clutch Rating: 90.78
E dire che c’è ancora chi non riconosce pienamente il suo elevatissimo valore… Teague ha disputato una stagione straordinaria, compiendo definitivamente il suo ingresso tra l’elite dei playmaker della NBA di oggi. E ciò lo ha fatto ergendosi a leader maximo degli Hawks, che hanno brillato in regular season con il loro gioco a tratti “spursesco” e che sono arrivati sino alla finale della Eastern Conference. Quest’anno Teague in 39 minuti di clutch time è stato molto solido: complessivamente ha segnato 42 punti, ha smazzato 9 assist e tirato con il 42.9% dal campo e il 92.3% dalla lunetta (24/26), ma soprattutto ha elevato al massimo il livello della squadra, come testimoniato dal suo PIE e dall’offensive (120.0) e defensive rating (89.2) in tali particolari situazioni.

#2 ANTHONY DAVIS, NEW ORLEANS PELICANS
Punti prodotti per tiro: 2.40
PIE: 32.6
Clutch Rating: 78.24
In questo caso, penso ci siano poche sorprese, dato che stiamo parlando di uno che ormai è già tra i giocatori più dominanti della lega, nonostante abbia solo 22 anni. Se i Pelicans hanno raggiunto i playoffs a discapito dei Thunder, il merito è anche e soprattutto di Davis, che ha dimostrato di non accusare minimamente la pressione derivante dal fatto di doversi caricare la squadra sulle spalle nei finali punto a punto. Quest’anno Davis ha giocato 42 minuti di clutch time spalmati su 27 partite, segnando 49 punti con il 68.2% dal campo (15/22) e l‘85.7% dalla lunetta (18/21), perdendo tra l’altro la miseria di un pallone. E l’impressione è che non abbia ancora sviluppato tutto il suo potenziale…

#3 PAU GASOL, CHICAGO BULLS
Punti prodotti per tiro: 2.63
PIE: 26.6
Clutch Rating: 70.0
A 34 anni suonati, il lungo spagnolo a Chicago ha dimostrato di poter essere un giocatore determinante, almeno dal punto di vista offensivo, dato che da quello difensivo non è propriamente una roccia, ma questo già lo si sapeva da tempo. Gasol è stato per i Bulls l’ancora a cui aggrapparsi nei momenti determinanti, soprattutto in assenza di Derrick Rose: in 46 minuti di clutch time, spalmati in 37 partite, ha messo a referto 42 punti e 5 assist, tirando con il 52.6% dal campo (10/19) e con l‘84.6% dalla lunetta (22/26).

#4 LEBRON JAMES, CLEVELAND CAVALIERS
Punti prodotti per tiro: 2
PIE: 31.3
Clutch Rating: 62.6
Nella scorsa stagione, l’ultima a Miami, aveva fatto registrare il clutch rating più alto della NBA, era stato il migliore per PIE e dietro solo a Mike Conley e Nicolas Batum per punti prodotti. Quest’anno, complice il fatto di avere praticamente addosso tutto il peso dei Cavaliers, ha reso di meno nel clutch time, ma abbastanza da rientrare tra i primi 5. 
LeBron ha giocato 34 minuti spalmati in 21 partite (con un eccellente record di 15-6), segnando 45 punti con il 36.0% dal campo, il 27.3% da tre e l‘80.0% dalla lunetta. Inoltre, ha smazzato 6 assist e perso 7 palloni, ma la sua leadership è stata fondamentale, dato che nel clutch time con lui in campo Cleveland ha fatto registrare un offensive rating pari a 116.2 e un defensive rating di 95.7.

#5 STEPH CURRY, GOLDEN STATE WARRIORS
Punti prodotti per tiro: 1.75
PIE: 35
Clutch Rating: 61.25
Considerando che i Warriors spesso e volentieri hanno dominato le partite di regular season, rendendo pressoché inutili gran parte degli ultimi quarti, Curry rientra per il rotto della cuffia all’interno di questa classifica. In soli 30 minuti di clutch time, spalmati in 19 partite (15-4 il record), la stella di Golden State però ha fatto pienamente il suo dovere: ha segnato 51 punti con 29 tiri dal campo e con il 92.6% dalla lunetta (25/27), ma soprattutto con lui in campo i Warriors in tali situazioni hanno fatto registrare un offensive rating pari a 125.5 e un defensive rating di 89.2, per un net rating di 36.3. Valutate voi se è poco…

MENZIONE D’ONORE – MIKE CONLEY, MEMPHIS GRIZZLIES
Punti prodotti per tiro:
2.53
PIE:
24.1
Clutch Rating:
61.11
Quest’anno è stato il quinto giocatore più impiegato nel clutch time con i suoi 57 minuti in 34 partite. In tali situazioni, Conley è stato solidissimo: 59 punti con il 57.1% dal campo (16/28), il 58.3% da oltre l’arco (7/12), l‘80.0% dalla lunetta (20/25), a cui vanno aggiunti i 9 assist. Troppo spesso viene sottovalutato, ma il modo in cui gestisce i Grizzlies è strepitoso e merita finalmente di ricevere il giusto riconoscimento all’interno della NBA.