I Lakers danno il benservito a D’Antoni: le 6 migliori opzioni per il posto di head coach

Dopo due anni si è ufficialmente conclusa l’esperienza di Mike D’Antoni come capo allenatore dei Lakers. Per la verità il baffetto solo qualche giorno fa sembrava essere destinato a rimanere a capo della squadra, ma evidentemente la dirigenza ha fatto ulteriori valutazioni ed ha deciso di licenziare l’allenatore che ha condotto i Lakers alla loro peggior stagione nella storia. Adesso i gialloviola proveranno a tornare immediatamente competitivi, sfruttando il ritorno di Kobe Bryant, una scelta alta al Draft ed un discreto spazio salariale per muoversi quest’estate. Fondamentale, però, sarà prendere l’allenatore giusto: andiamo a vedere quelli che potrebbero rappresentare le opzioni migliori.

GEORGE KARL – Il miglior allenatore della scorsa stagione, in questa è rimasto a guardare. Misteri della NBA. Ma Karl, 25 stagioni con un record di 1.131 vittorie e 756 sconfitte (percentuale di successo del 60%), ha assolutamente voglia di tornare in palestra ad allenare una squadra. Magari non c’è una gran connessione tra George ed i Lakers, ma non è da sottovalutare il fatto che con il gm Kupchak si conoscono, dato che entrambi hanno giocato per Dean Smith a North Carolina. Verosimilmente Karl riceverà molte offerte quest’estate e, stando a quanto dichiarato dal suo agente qualche tempo fa, non è particolarmente intenzionato a prendere una squadra in ricostruzione. I Lakers in teoria lo sono, ma potrebbero fare eccezione. 

LIONEL HOLLINS – Anche se Karl e Kupchak si conoscono e si stimano, molti esperti del settore ritengono che Hollins sia una soluzione migliore per i gialoviola. Lionel ha trascinato i Grizzlies a tre qualificazioni consecutive nei playoffs dal 2011 al 2013, arrivano l’anno scorso fino alla finale di Conference. Con lui Memphis ha sviluppato il suo efficacissimo sistema difensivo “grit-n-grind”. Caratterialmente si dice che non sia un allenatore facile da prendere, ed i Grizzlies ne sanno qualcosa, dato che la scorsa estate è finito male il rapporto con il coach. Hollins è decisamente “old-school”, ma sa farsi rispettare e soprattutto sa dare una precisa identità difensiva alla squadra, ovvero quella che è mancata per tutta la stagione. 

STEVE KERR – E’ quasi impossibile parlare di questi tempi di posti vacanti in panchina senza nominare Kerr, il prospetto più caldo del momento. Steve abita a San Diego, quindi i Lakers sarebbero innanzitutto una destinazione attraente in base alla geografia. Se Kobe e la sua banda sono interessati a riprendere i principi con cui hanno vinto cinque titoli sotto la guida di Phil Jackson, allora Kerr fa al caso loro. Ma stiamo pur sempre parlando di una persona che non ha nessuna esperienza a qualsiasi livello da allenatore, e per questo i Lakers sono abbastanza titubanti. Anche perché Kerr a New York avrebbe le spalle coperte da Jackson, a Los Angeles non avrebbe nessun mentore. 

ETTORE MESSINA – Quando cercano un nuovo allenatore, i dirigenti spesso considerano tre fattori in particolare.
Esperienza: questo coach può vantare qualche successo importante?
Originalità: questo coach può portare qualcosa di nuovo alla squadra?
Collegamenti con l’organizzazione: conosciamo questa persona?
Queste tre domande trovano la miglior risposta in Ettore Messina, il quale è già una leggenda in Europa, con quattro Euroleague vinte. E’ stato nominato miglior allenatore della Serie A italiana per tre volte, coach dell’anno della massima competizione europea per due volte, è inserito nella Hall of Fame della pallacanestro italiana. Ma non è tutto, perché Messina si è già fatto apprezzare dai gialloviola nella stagione 2011-12, quando è stato il consulente di Mike Brown. Ancora più importante, ha il rispetto di Kobe Bryant, colpito dal lavoro svolto dall’italiano: e si sa, senza il suo consenso non finirai mai ai Lakers. E’ difficile, perché gli americani pensano ancora di essere gli unici a poter fare gli head coach delle franchigie NBA, ma comunque per i gialloviola Messina è una validissima opzione. 

TYRONN LUE – Se i Lakers vogliono puntare su un ex giocatore e sull’indebolimento dello staff dei Clippers, Lue potrebbe fare al caso loro. Da guardia ha vinto due titoli sotto la guida di Phil Jackson, dopodiché ha iniziato la sua carriera da allenatore a Boston con Doc Rivers. Il quale, colpito dal lavoro di Tyronn, ha deciso di portarselo anche ai Clippers. Lue è molto popolare tra i giocatori ed è considerato uno dei migliori coach emergenti. 

STAN VAN GUNDY – E’ dal 2012 che non allena e non ha un collegamento diretto come quello tra Karl e Kupchak. Eppure è impossibile non fare anche il suo nome, perché Van Gundy sta aspettando l’occasione giusta per rientrare: se alcune squadre all’interno dei playoffs (Warriors, Thunder, Rockets) dovessero cambiare allenatore quest’estate, per Stan sarebbero tutte opzioni migliori dei Lakers, che però hanno sempre il fascino e la storia dalla loro parte. 

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