I Los Angeles Lakers ritirano la maglia numero 34 di Shaquille O’Neal

Nella notte in cui i Lakers hanno affrontato e battuto i Dallas Mavericks, allo Staples Center è andato in scena qualcosa che per i tifosi dei Lakers (e non solo) rimarrà nella storia: alle otto maglie appese sul tetto del palazzo dello sport al numero 1111 di Figueroa Street si è aggiunta anche la numero 34 di Shaquille O’Neal.

Centro titolare dei Lakers dal 1996 al 2004, Shaq in gialloviola ha viaggiato a oltre 27, 11.8 rimbalzi e 2.5 stoppate ad allacciata di scarpe, vincendo tre titoli NBA (tutti da MVP delle Finals) e formando con Kobe Bryant una delle accoppiate più forti di sempre.
In maglia Lakers ha stabilito il suo career-high di punti, realizzandone 61 il giorno del suo compleanno nel derby contro i Clippers, colpevoli di non avere stampato i biglietti da lui chiesti per far assistere la sua famiglia alla partita.

Il momento più conosciuto della sua carriera coincide con la giocata decisiva di Gara-7 delle finali di conference  del 2000 a Portland, quando O’Neal, dopo aver schiacciato un alley-oop alzato da Kobe Bryant nei minuti finali, torna in difesa lanciando un urlo famoso quanto quello di Tardelli al Bernabeu.

 L’avventura ai Los Angeles Lakers si chiude dopo la sconfitta subita contro i Detroit Pistons nelle finali NBA del 2004, accompagnata da grandi divergenze con Kobe Bryant.

I due ora dichiarano di essere grandi amici, ma il gelo è durato per molto tempo, e non tutti sono convinti che i rapporti siano ricuciti.

Una caratteristica sono senza dubbio i suoi soprannomi, alcuni inventati da lui, altri attribuitigli dalla stampa: Shaq,” “The Diesel,” “Shaq Fu”, “Shaqspere” “The Big Aristotele”, “The Big Daddy”, “Superman”, “The Big Agave”, “The Big Cactus”, “The Big Shaqtus”, “The Big Galactus”, “Wilt Chamberneezy”, “The Big Baryshnikov”, “The Real Deal”, “Dr. Shaq” e, più recentemente, “Shaqovic” e “Shaqstradamus” sono i più famosi e conosciuti.

Protagonista in campo, Shaq si è anche dimostrato uno dei più grandi showman anche fuori dal parquet, incidendo dischi, partecipando a film (Scary Movie), altri show americani, e conducendo ora su TNT lo studio pre e post partita con Kenny Smith e Charles Barkley.

Fonte foto: Wally Skalij / Los Angeles Times