I miracoli della Eastern: Knicks all’ottavo posto, quanto sono migliorati nel 2014?

Fino a qualche settimana fa, nessuno avrebbe scommesso nemmeno un centesimo sulla qualificazione dei Knicks ai playoffs. Ed invece dopo la vittoria di stanotte, ottenuta per 98-96 all’overtime sui Suns, New York è salita incredibilmente all’ottavo posto nonostante un record negativo (15-22). Miracoli della Eastern Conference, dove puoi avere più sconfitte che vittorie ed essere comunque da post-season. I Knicks hanno vinto sei delle ultime sette partite disputate, risollevando una stagione che si era messa veramente molto male. Ma al di là dei successi, ciò che fan ben sperare i tifosi di NY è il progressivo miglioramento dal punto di vista del gioco e dell’amalgama.

Partiamo analizzando i numeri. Dopo aver perso nettamente contro i Raptors il 28 dicembre, i Knicks avevano un record terribile di 9-21, frutto soprattutto della difesa da censura, che concedeva in media 105.8 punti ogni 100 possessi. Inoltre, stavano anche facendo fatica a fare canestro ed erano una delle peggiori squadre a rimbalzo di tutta la NBA. A livello individuale, difficile non criticare le prestazioni di Iman Shumpert e J.R. Smith: il primo stava segnando la miseria di 6.2 punti di media con il 36% dal campo, mentre il secondo stava andando addirittura peggio, con un pessimo 35.1% al tiro in ben 32.7 minuti di media. In pratica, anche statisticamente parlando i Knicks erano semplicemente imbarazzanti.

Poi, però, il 2 gennaio qualcosa è cambiato. New York è andata a vincere sorprendentemente a San Antonio con un Carmelo Anthony da 27 punti e 12 rimbalzi, ma soprattutto co uno Shumpert finalmente ritrovato, autore di 27 punti con soli 13 tiri. Solo un fuoco di paglia? La sconfitta con i Rockets facevano propendere per il sì, poi però i Knicks non hanno più perso ed hanno infilato una bella striscia di cinque vittorie consecutive. In queste ultime sette partite, NY ha ritrovato il contributo fondamentale dei suoi giocatori più rappresentativi, ma soprattutto ha mostrato di aver trovato un minimo di coesione di squadra, in particolare in difesa, dove hanno fatto ridere la NBA per settimane. Numericamente parlando, nelle ultime due settimane i Knicks hanno concesso 99.9 punti per 100 possessi (6 in meno), mentre hanno aumentato la loro efficienza offensiva a 106.2 punti, passando così da un plus/minus di -4.7 per 100 possessi ad uno di +6.3. In particolare, nell’ultima vittoria all’OT contro i Suns, a fare la differenza è stata proprio la buona difesa dei Knicks nei momenti cruciali dell’incontro.

Questa striscia fa ben sperare perché, se si escludono i Suns orfani di Bledsoe ed i Sixers che sono pur sempre i Sixers, è maturata grazie alle vittorie ottenute contro i campioni in carica degli Heat e sul difficile campo dei Mavericks. Inoltre, i Knicks hanno battuto i Pistons, che sono una squadra veramente complicata da affrontare, perché in grado di sfoderare prestazioni clamorose in qualsiasi momento. E finalmente stanotte hanno vinto un finale punto a punto, dopo aver perso le precedenti 5 partite terminate con uno scarto massimo di 3 punti.

Ovviamente adesso non è che sia tutto rose e fiori in casa Knicks. Anzi, coach Woodson ha ancora i suoi problemi da risolvere. Stanotte Goran Dragic ha letteralmente fatto ammattire Raymond Felton, segnando 28 punti, mentre Carmelo Anthony, pur avendo sfoderato una prova da 29 punti, 16 rimbalzi e 4 assist, ha mostrato di contemplare ancora il passare la palla come ultima opzione disponibile. A sua difesa va detto che in un momento cruciale ha trovato Felton per una tripla dall’angolo, ma diverse volte ha perso banalmente palla intestardendosi nell’isolamento. Smith non ha ancora deciso che cosa vuole diventare da grande: se essere una pedina fondamentale dei Knicks, e quindi diventare un giocatore vero di pallacanestro, o se rimanere una testa calda che non riesce/vuole calarsi nella realtà di NY. Non a caso ultimamente, fatta eccezione per la sfida con i Sixers, i Knicks giocano meglio con lui inchiodato alla panchina.

Problemi a parte, in questo momento New York sta giocando la sua miglior pallacanestro stagionale (non che ci volesse molto, direte voi…). Ma adesso sono all’ottavo posto e sono attesi da otto partite in casa, a partite dal 17 gennaio, quando probabilmente riavranno a disposizione Tyson Chandler, vera anima della squadra e pedina indispensabile soprattutto dal punto di vista difensivo: allungare il momento positivo e continuare la fase di crescita è a dir poco obbligatorio.