I premi per la regular season NBA 2013/2014 secondo MY-Basket.it

Esattamente come accaduto un anno fa (Giudici per un giorno: la redazione di MY-Basket assegna i premi per la regular season NBA), la redazione di MY-Basket si è riunita per eleggere i vincitori dei vari premi individuali della regular season e per comporre i primi due quintetti NBA, oltre che quello dei rookie. Quest’anno i votanti sono stati nove e non tutti i verdetti sono stati scontati. C’è stata competizione principalmente per il Defensive Player of the Year e per il Coach of the Year. Senza ulteriori indugi, sveliamo il risultato delle votazioni (tra parentesi, dopo il nome della squadra, è indicato il numero dei punti totalizzati da ogni giocatore/allenatore).

Most Valuable Player
Vincitore:
Kevin Durant (Oklahoma City Thunder, 81) – 32ppg, 7.4rpg, 5.5apg, 50.3% dal campo, 1.3spg, 0.7bpg
Secondo classificato: LeBron James (Miami Heat, 38) – 27.1ppg, 6.9rpg, 6.4apg, 56.7% dal campo, 1.6spg, 0.3bpg
Terzo classificato:
Joakim Noah (Chicago Bulls, 11) – 12.6ppg, 11.3rpg, 5.4apg, 47.5% dal campo, 1.2spg, 1.5bpg
Altri giocatori votati:
Blake Griffin (Los Angeles Clippers, 8), Tim Duncan (San Antonio Spurs, 3), Dirk Nowitzki (Dallas Mavericks, 3), Paul George (Indiana Pacers, 3), Stephen Curry (Golden State Warriors, 3), Carmelo Anthony (New York Knicks, 3)

LeBron James ha confermato le sue percentuali irreali al tiro, ma questa volta non c’è stato scampo contro Kevin Durant. La stella degli Oklahoma City Thunder ha vinto, per la quarta volta nelle ultime cinque stagioni, la classifica marcatori. Non solo: è dal 5 gennaio – 21 punti contro Boston – che non segna meno di 25 punti in una partita. La sua striscia è arrivata a 41 gare consecutive, un traguardo che non era mai riuscito neppure a Michael Jordan. Tra il 7 e il 29 gennaio ha superato i 30 punti in 12 gare consecutive. Proprio all’interno di questa serie incredibile di capolavori offensivi ha piazzato il suo season (e career) high: 54 punti contro i Warriors. Ha segnato almeno 20 punti nel 96.3% delle gare in cui è sceso in campo. Anche LeBron ha realizzato in questa stagione il suo career-high: 61 punti contro i Bobcats in una serata da 22/33 al tiro e 8/10 dall’arco. Il terzo posto in questa graduatoria se l’è guadagnato Joakim Noah, leader dei Bulls che hanno conquistato il fattore campo nel primo turno dei Playoffs grazie ad un 2014 favoloso. Noah ha avuto otto partite da 10 o più assist èd è il primo centro dalla stagione 1993/1994 a guidare la propria squadra per passaggi decisivi.

Rookie of the Year
Vincitore:
Michael Carter-Williams (Philadelphia 76ers, 71) – 16.7ppg, 6.2rpg, 6.3apg, 40.5% dal campo, 1.9spg, 0.6bpg
Secondo classificato: Victor Oladipo (Orlando Magic, 43) – 13.8ppg, 4.1rpg, 4.1apg, 41.9% dal campo, 1.6spg, 0.5bpg
Terzo classificato:
Trey Burke (Utah Jazz, 13) – 12.8ppg, 3rpg, 5.7apg, 38% dal campo, 0.6spg, 0.1bpg
Altri giocatori votati:
Tim Hardaway Jr. (New York Knicks, 9), Mason Plumlee (Brooklyn Nets, 8), Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks, 6)

Che Michael Carter-Williams avrebbe stupito tutti in questa stagione era stato chiaro fin dal suo esordio: 22 punti, 7 rimbalzi, 12 assist e 9 palle rubate nella vittoria dei 76ers sui Miami Heat. Il prodotto di Syracuse ha approfittato del contesto non di primo piano per mettersi in mostra ed ergersi immediatamente a protagonista. Secondo posto per un altro rookie che si è subito preso responsabilità importanti. Curiosità: il 3 dicembre i Sixers hanno sconfitto i Magic dopo due supplementari. Sia Carter-Williams (27 punti, 12 rimbalzi e 10 assist) sia Oladipo (26 punti, 10 rimbalzi e 10 assist) hanno realizzato una tripla-doppia. Il rookie dei Magic si è regalato serate magiche anche nelle sfide illustri contro Bulls (35 punti e 8 assist) e Knicks (30 punti, 9 rimbalzi e 14 assist). Al terzo posto troviamo Trey Burke, miglior giocatore del college basketball nella passata stagione. La nona scelta ha per la verità vissuto un’annata altalenante, ma ha realizzato comunque un paio di canestri decisivi – suo marchio di fabbrica – contro squadre come Heat e Bulls e ha chiuso la regular season con 32 punti, 7 rimbalzi e 9 assist in faccia ai Minnesota Timberwolves, la squadra che lo ha scelto e poi scambiato al Draft 2013.

Sixth Man of the Year
Vincitore:
Jamal Crawford (Los Angeles Clippers, 49) – 18.6ppg, 2.3rpg, 3.2apg, 41.6% dal campo, 0.9spg, 0.2bpg
Secondo classificato: Taj Gibson (Chicago Bulls, 28) – 13ppg, 6.8rpg, 1.1apg, 47.9% dal campo, 0.5spg, 1.4bpg
Terzo classificato:
Manu Ginobili (San Antonio Spurs, 23) – 12.3ppg, 3rpg, 4.3apg, 46.9% dal campo, 1spg, 0.3bpg
Altri giocatori votati:
Marco Belinelli (San Antonio Spurs, 15), Nick Young (Los Angeles Lakers, 13), D.J. Augustin (Chicago Bulls, 9), Markieff Morris (Phoenix Suns, 6), Ray Allen (Miami Heat, 5), Greivis Vasquez (Toronto Raptors, 3)

Jamal Crawford è tornato ai livelli che gli hanno permesso di vincere questo premio nel 2010. La guardia dei Clippers ha fatto registrare la sua miglior media punti da quando, nel 2009, gli Hawks hanno deciso di trasformarlo in un micidiale sesto uomo. La prestazione migliore di Crawford in stagione resta quella da 36 punti contro i Thunder a fine febbraio. Taj Gibson, alla sua quinta stagione in NBA, ha finalmente giustificato quel contratto da 33 milioni in 4 anni che ha firmato nel 2012. Thibodeau lo tiene ormai in campo nei finali di partita, con Carlos Boozer saldamente seduto sulla panchina. Curiosamente, la miglior partita di Gibson è coincisa con una sconfitta dei Bulls: 26 punti, 14 rimbalzi e 5 stoppate contro i Pelicans. Manu, il terzo classificato in base alle nostre votazioni, ha vinto il premio di sesto uomo dell’anno nel 2008. La sua percentuale dal campo, contando solo le stagioni in cui ha disputato almeno 41 partite, è la migliore dal 2005. L’argentino non può dire di avere reso al massimo negli scorsi Playoffs, terminati con una bruciante sconfitta in gara 7 delle Finals, e vuole sicuramente essere decisivo in questa post-season.

Defensive Player of the Year
Vincitore:
Serge Ibaka (Oklahoma City Thunder, 40) – 15.1ppg, 8.8rpg, 1apg, 53.6% dal campo, 0.5spg, 2.7bpg
Secondo classificato: Roy Hibbert (Indiana Pacers, 27) – 10.8ppg, 6.6rpg, 1.1apg, 43.9% dal campo, 0.4spg, 2.2bpg
Terzo classificato:
Joakim Noah (Chicago Bulls, 26) – 12.6ppg, 11.3rpg, 5.4apg, 47.5% dal campo, 1.2spg, 1.5bpg
Altri giocatori votati:
LeBron James (Miami Heat, 18), Anthony Davis (New Orleans Pelicans, 10), Tim Duncan (San Antonio Spurs, 8), DeAndre Jordan (Los Angeles Clippers, 6), Shawn Marion (Dallas Mavericks, 5), Marc Gasol (Memphis Grizzlies 3), Andre Iguodala (Golden State Warriors, 3), Kawhi Leonard (San Antonio Spurs, 3)

Il nome di Ibaka è presente da anni nell’elenco dei principali candidati per la vittoria di questo premio. Questa stagione potrebbe permettergli di diventare finalmente il difensore dell’anno. Il congolese di passaporto spagnolo è riuscito a scrollarsi di dosso le critiche, ad attestarsi definitivamente come terzo violino della squadra e a fare la differenza nei pressi del canestro dei Thunder. Alle sue spalle si piazza Roy Hibbert, il colosso dei Pacers che ha vissuto una seconda parte di stagione non troppo felice. Poco importa: quando si tratta di difendere il ferro, Hibbert resta ancora il giocatore più temibile e temuto. Terzo posto per Joakim Noah, che è stato protagonista della resurrezione dei Bulls tanto in attacco quanto in difesa. Tra i tre giocatori che salgono sul nostro podio, è Hibbert ad avere il miglior defensive rating: i Pacers subiscono solo 95.9 punti ogni 100 possessi quando il centro è sul parquet. Curiosamente, il giocatore ad aver collezionato il miglior defensive rating tra quelli che hanno disputato almeno metà stagione è Nazr Mohammed (93.5), la riserva di Joakim Noah.

Most Improved Player of the Year
Vincitore:
Goran Dragic (Phoenix Suns, 48) – 20.3ppg, 3.2rpg, 5.9apg, 50.5% dal campo, 1.4spg, 0.3bpg
Secondo classificato: Gerald Green (Phoenix Suns, 23) – 15.8ppg, 3.4rpg, 1.5apg, 44.5% dal campo, 0.9spg, 0.5bpg
Terzo classificato:
Anthony Davis (New Orleans Pelicans, 22) – 20.8ppg, 10rpg, 1.6apg, 51.9% dal campo, 1.3spg, 2.8bpg
Altri giocatori votati:
Blake Griffin (Los Angeles Clippers, 14), Lance Stephenson (Indiana Pacers, 8), DeMar DeRozan (Toronto Raptors, 8), Eric Bledsoe (Phoenix Suns, 6), Marco Belinelli (San Antonio Spurs, 6), D.J. Augustin (Chicago Bulls, 5), Al Jefferson (Charlotte Bobcats, 5), DeAndre Jordan (Los Angeles Clippers, 3), Isaiah Thomas (Sacramento Kings, 3)

Ok, Dragic si era già rivelato un ottimo giocatore in Arizona. Ma qualcuno si aspettava che potesse diventare un trascinatore fatto e finito? Il playmaker sloveno agli ordini di coach Hornacek è stato il motore di una squadra giovane a cui è mancata, di fatto, una sola vittoria per la qualificazione ai Playoffs. L’anno scorso Dragic, sempre in maglia Suns, segnava solo 14.7 punti di media con il 44.3% al tiro. Sotto la guida di Hornacek, anche il suo compagno di squadra Gerald Green ha avuto una metamorfosi incredibile. Da schiacciatore con grandi difficoltà ad essere incisivo sul campo, Green si è trasformato in uomo da 28 minuti e quasi 16 punti di media. I Thunder sanno quanto possa essere pericoloso in attacco: contro di loro ha segnato 41 punti con 12/22 dal campo e 8/13 da tre. E pensare che l’anno scorso, in maglia Pacers, giocava 18 minuti di media in regular season e 11 nei Playoffs. La stagione di Anthony Davis, terzo classificato, probabilmente segue solo il naturale percorso di maturazione che renderà il campione NCAA 2012 uno dei giocatori più impressionanti nella storia recente della pallacanestro. Fatto sta che AD, nell’anno da sophomore, si è già conquistato l’All-Star Game e l’ammirazione di tutta la lega.

Coach of the Year
Vincitore:
Gregg Popovich (San Antonio Spurs, 40) – Record: 62-20
Secondo classificato: Jeff Hornacek (Phoenix Suns, 39) – Record: 48-34
Terzo classificato:
Doc Rivers (Los Angeles Clippers, 23) – Record: 57-25
Altri giocatori votati:
Tom Thibodeau (Chicago Bulls, 22), Dwane Casey (Toronto Raptors, 17), Steve Clifford (Charlotte Bobcats, 5), Kevin McHale (Houston Rockets, 3), Rick Carlisle (Dallas Mavericks, 3)

Alla fine il testa a testa per la vittoria del premio ha visto prevalere Gregg Popovich. Gli Spurs hanno vinto 62 partite e, sotto la guida di Pop, superano il 60% di vittorie ininterrottamente dalla stagione 1997/1998. Aggiungiamoci che nessun giocatore degli Spurs, quest’anno, ha giocato più di 29 minuti di media e capiamo quanto Popovich sia stato in grado di sfornare l’ennesimo capolavoro della sua carriera. Secondo posto meritatissimo per Jeff Hornacek, che è rimasto in corsa per i Playoffs fino alla penultima partita. I Suns, l’anno scorso, avevano vinto solo 25 partite. In estate la dirigenza, semplificando un attimo, ha aggiunto solamente Miles Plumlee e Gerald Green e al Draft ha scelto Alex Len e Archie Goodwin. Basta per farvi capire la portata epica del 48-34 di Hornacek, no?  Doc Rivers ha soffiato per pochissimo il terzo posto a Tom Thibodeau. Il coach campione NBA coi Celtics nel 2008, quando il suo assistente era proprio Thibodeau, alla sua prima stagione con i Clippers ha vinto 57 partite, migliorando il 56-26 dell’anno passato.

Primo quintetto NBA:
Stephen Curry (Golden State Warriors, 46) – James Harden (Houston Rockets, 40) – Kevin Durant (Oklahoma City Thunder, 54) – LeBron James (Miami Heat, 54) – Blake Griffin (Los Angeles Clippers, 32)
Secondo quintetto NBA:
Chris Paul (Los Angeles Clippers, 24) – Tony Parker (San Antonio Spurs, 16) – Paul George (Indiana Pacers, 28) – Dirk Nowitzki (Dallas Mavericks, 26) – Joakim Noah (Chicago Bulls, 26)
Altri giocatori votati: Al Jefferson (Charlotte Bobcats, 14), LaMarcus Aldridge (Portland Trail Blazers, 14), Kevin Love (Minnesota Timberwolves, 14), Goran Dragic (Phoenix Suns, 10), Anthony Davis (New Orleans Pelicans, 8), Tim Duncan (San Antonio Spurs, 8), Damian Lillard (Portland Trail Blazers, 8), Carmelo Anthony (New York Knicks, 8), Serge Ibaka (Oklahoma City Thunder, 4), Dwight Howard (Houston Rockets, 4), Joe Johnson (Brooklyn Nets, 4), Klay Thompson (Golden State Warriors, 4)

Primo quintetto rookie:
Michael Carter-Williams (Philadelphia 76ers, 54) – Victor Oladipo (Orlando Magic, 54) – Tim Hardaway Jr. (New York Knicks, 30) – Mason Plumlee (Brooklyn Nets, 48) – Pero Antic (Atlanta Hawks, 42)
Altri giocatori votati: Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks, 18), Trey Burke (Utah Jazz, 6), Kelly Olynyk (Boston Celtics, 6), Gorgui Dieng (Minnesota Timberwolves, 6), Steven Adams (Oklahoma City Thunder, 6)

Photo: africatopsports.com