I problemi di Dwight Howard ai Lakers ed un futuro ancora incerto

Doveva essere la svolta della sua carriera. Dwight ha abbandonato la franchigia che lo ha lanciato ad alti livelli per perseguire il sogno di vincere un titolo. E i Los Angeles Lakers sembravano essere la squadra adatta. Ecco, la storia ci ha detto che i Lakers hanno rischiato di non qualificarsi ai Playoffs e, comunque, sono stati eliminati 4-0 al primo turno. Un’umiliazione, contando che questa squadra era stata costruita per vincere. La stagione personale di Howard, oltretutto, si è conclusa nel peggiore dei modi: (l’ex?) Superman è stato espulso nel terzo quarto di gara 4 dopo aver ricevuto il secondo tecnico della sua partita. Ma cosa non ha funzionato tra Howard e i Lakers?

DWIGHT E I MAGIC – Nella sua ultima stagione ai Magic, Howard si è spesso lanciato in più o meno velate critiche a coach Stan Van Gundy e al suo sistema di gioco, che pure aveva portato la franchigia della Florida alle Finals nel 2009, eliminando avversari più forti sulla carta come i Celtics dei Big Three (privi però di Kevin Garnett) e i Cavs di LeBron James. Quello che Dwight ha probabilmente fatto finta di non capire è che il gioco di Van Gundy era totalmente incentrato su di lui. Ad eccezione dei quarti quarti, ovviamente, dove evitare il centro (e le sue percentuali dalla lunetta) appariva come la scelta più logica. Si può dire, quindi, che per tre quarti i Magic andavano costantemente in post dal centro. Dwight, se raddoppiato, poteva scaricare la palla per i frombolieri disposti sul perimetro.

I PROBLEMI DI HOWARD AI LAKERS – Nei Lakers, invece, per forza di cose la situazione non poteva che essere completamente diversa, vista la presenza di un giocatore come Kobe Bryant. Howard, infatti, in stagione ha giocato solo il 44% dei suoi possessi in post, contro il 60% circa delle sue ultime stagioni ai Magic. Persino lo stesso Kobe Bryant, attraverso Twitter, dopo l’infortunio ha rimproverato Mike D’Antoni per l’eccessivo uso del pick and roll a fronte del gioco in post. Nella sua nuova squadra sono anche emerse tutte le lacune difensive del centro nativo di Atlanta: Dwight è un atleta e uno stoppatore eccezionale, ma non ha un grande senso dell’aiuto e i Lakers hanno sofferto di questo suo difetto per tutta la stagione. Ma la cosa che ha più fatto imbestialire i sostenitori della seconda squadra più vincente dell’NBA sono stati i tiri liberi: 49.2% dalla lunetta, la seconda percentuale più bassa per Howard da quando è in NBA.

QUALE FUTURO PER HOWARD? – La conclusione è che i Lakers si sono trovati male con Howard e Howard si è trovato male coi Lakers. Che fare ora? Il contratto dell’ex-Magic scade il primo luglio, poi diventa unrestricted free-agent. Il giocatore ha già fatto sapere alla società che ha bisogno di un po’ di tempo per pensare al suo futuro. L’impressione è che si metterà sul mercato e valuterà le offerte, anche se nessuna squadra potrà offrire più dei Lakers: la sua squadra attuale può offrirgli 118 milioni per cinque anni, le altre al massimo 88 per quattro anni. La rivale dei gialloviola per Howard potrebbe essere Houston. I Lakers sembrerebbero comunque intenzionati a trattenere il giocatore. Una scelta sensata: l’alternativa sarebbe perderlo senza una contropartita e senza possibilità di sostituirlo, dato che il monte salari dei gialloviola è altissimo. Il GM dei Lakers, Mitch Kupchak, si è dichiarato fiducioso e ottimista riguardo al ritorno di Howard. L’unica certezza è che, dovunque andrà, continuerà a far discutere.

CURIOSITÀ – Il Los Angeles Times ha lanciato un sondaggio attraverso il suo sito. Il 66% dei votanti ha risposto che i Lakers dovrebbero scaricare Howard.

 

Photo: fansided.com