Il dominio a sprazzi di Westbrook ed il motivo per cui i Thunder non vinceranno il titolo

La straordinaria performance in gara 4 ha dimostrato ancora una volta come Russell Westbrook sia fondamentale per il successo della squadra, ma allo stesso tempo ha evidenziato il difetto più grande dei Thunder. Quando Russ riesce ad esprimere tutto il suo potenziale, come ha fatto nel successo per 105-92 sugli Spurs che ha riequilibrato la serie, è il giocatore più dominante in campo: in una squadra in cui c’è l’MVP Kevin Durant, Westbrook stanotte ha messo a referto 40 punti, 10 assist e 5 rimbalzi, è apparso l’atleta più dotato e dominante di tutta la NBA, travolgendo gli avversari che si sono posti sul suo cammino.

Prestazioni come questa sono il motivo per cui i Thunder sono riusciti a recuperare una serie che sembrava già scritta, ma anche quello per cui non vinceranno il titolo, almeno per quest’anno. Se siete tifosi di Oklahoma, prima di iniziare ad insultarci, aspettate per qualche secondo e provate a seguire il nostro ragionamento. Westbrook e Durant rappresentano il duo più talentuoso della NBA, e su questo nessuno ha dubbi: con stanotte, sono diventate quattro le partite in questi playoffs in cui hanno combinato almeno 65 punti. Ma che cosa succede quando entrambi non riescono ad esprimersi al massimo? Tralasciamo le serie precedenti, che comunque pure sono molto indicative, soprattutto quella con i Grizzlies, e prendiamo ad esempio solo gara 2 con gli Spurs: entrambi hanno segnato solo 15 punti a testa ed i Thunder sono stati letteralmente umiliati per 112-77.

Adesso che la serie torna all’AT&T Center, tutti dobbiamo ricordarci che, Ibaka o meno (lo spagnolo ha comunque un impatto fondamentale dal punto di vista difensivo contro questi Spurs), i Thunder in qualsiasi momento possono soffrire la loro unidimensionalità. Questo perché coach Scott Brooks in attacco si affida troppo spesso, per non dire sempre, a situazioni di isolamento stagnanti. Quando le cose non girano per il verso giusto, la palla finisce sempre e solo nelle mani di Westbrook e Durant, che devono inventarsi qualcosa e magari prendersi anche cattivi tiri. La cosa assurda di Oklahoma è che quei due hanno così tanto talento che a volte riescono comunque a vincere la partita, pur mostrando un gioco pressoché inesistente. Questo modo di interpretare la pallacanestro, però, alla lunga non è sostenibile ed è perdente.

Se i Thunder dovessero riuscire ad avere la meglio sugli Spurs e ad approdare alle Finals, dovranno fronteggiare LeBron James ed i suoi Heat che, rispetto al 2012 in cui vinsero in sole cinque gare, sono una squadra nettamente migliore, con un sistema di gioco efficace e consolidato. LeBron essenzialmente opera come playmaker, facilitando la circolazione del pallone e creando tiri aperti per i compagni di squadra. Nel frattempo, i Thunder tendono a schierarsi per il campo e ad aspettare che uno dei loro due fenomeni inventi qualcosa. Questo non vuole dire che OKC non vincerà mai un titolo, ma per quest’anno non sembra ancora essere pronta a livello di gioco. Quando Westbrook e Durant si accendono contemporaneamente e si esprimono al massimo del loro potenziale, i Thunder sono davvero difficili da battere, ma senza avere un sistema di gioco vero il talento potrebbe non bastare per mettersi un anello al dito.