Il leggendario Dick Bavetta, un inossidabile arbitro da 2600 partite consecutive

«Ecco» – penserete voi – «Non s’è manco accorto di aver messo uno zero in più nel titolo». Il problema è che non è un errore. Dal 1975 l’arbitro Dick Bavetta non ha mai saltato un appuntamento, arbitrando tutte le partite per cui è stato designato. Questo vuol dire che neanche problemi personali, malanni di stagione o voli cancellati hanno mai interferito col suo lavoro. Il match di ieri notte tra Wizards e Sixers è stato il suo 2600esimo consecutivo. Ah, in regular season. Non contando nemmeno più di 300 partite di pre-season e altrettante di Playoffs che ha arbitrato. Per far capire la straordinarietà del record, facciamo un esempio: Bavetta è entrato nell’NBA insieme a Bill Walton, rookie proprio nel 1975. Ebbene, il fischietto più famoso della lega ha avuto modo di arbitrare tutta la carriera del grande Bill e anche quelle che sono state finora le dieci stagioni del figlio Luke.

Bavetta nasce a Brooklyn nel dicembre del 1939. Dopo aver conseguito l’MBA in finanza, lavora come broker a Wall Street. Il fratello, arbitro, lo convince ad iniziare la carriera. Bavetta comincia ad arbitrare le partite tra i colleghi, poi passa alla high school. Per nove anni di fila viene respinto dalla NBA, prima che la lega si convinca ad assumerlo nel 1975. Il 2 dicembre 1975, al Madison Square Garden di New York, Dave Cowens trascina con 25 punti e 21 rimbalzi i Celtics al successo sui Knicks; la franchigia di NY, nonostante Walt Frazier e Earl Monroe, è alla 15a sconfitte in 22 gare. Un esordio in una partita del genere, forse, indica già una predestinazione. Ma non sono in molti a poter immaginare che, da quel momento, il giovane arbitro in campo non avrebbe mai lasciato i parquet dell’NBA.

38 anni e 2600 partite dopo ci ritroviamo di fronte ad un uomo che dirige, fondamentalmente, ragazzi che potrebbero essere tranquillamente suoi nipoti. Ha, ad esempio, 54 anni in più di Anthony Davis, prima scelta al Draft 2013. Karl Malone, per la sua straordinaria costanza di rendimento, era soprannominato il postino: portava sempre a termine le consegne. Neanche un soprannome del genere si addice a Bavetta: alla sua età, un postino sarebbe già a casa a godersi la pensione. È, ovviamente, una figura leggendaria, che non ha mancato nel corso della sua carriera di prestarsi anche a siparietti divertenti. Come successo all’All-Star Game del 2007. Charles Barkley, uno dei giocatori più difficili da arbitrare a causa di un carattere non particolarmente mansueto, lo ha sfidato ad una gara di corsa. Bavetta non si è tirato indietro, anche se l’avversario lo ha battuto correndo l’ultima metà campo all’indietro.

Romanticamente, nonostante il tempo gli remi contro, ci piacerebbe augurare a Dick altre 2600 di queste notti.

Photo: nba.si.com